Grano duro, quattro passi per una concimazione al top e senza sprechi

Con i prezzi dei concimi alle stelle molti cerealicoltori stanno pensando a come comprimere i costi, pur salvaguardando il raccolto. Ecco alcuni consigli su come eseguire una concimazione corretta e senza sprechi

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Produzioni di frumento soddisfacenti non possono prescindere da una corretta concimazione (Foto di archivio)
Fonte foto: © shocky - Adobe Stock

Il 2021 sarà ricordato come un anno di prezzi alti, sia per quanto riguarda la granella, sia per i fattori produttivi, concimi in primis. Se infatti è vero che il grano duro continua ad avere quotazioni elevate sulla piazza di Foggia, pari a 543 euro alla tonnellata, è anche vero che il rincaro generalizzato di tutti i prezzi (non solo quelli agricoli) ha portato verso l'alto il costo del gasolio, delle sementi, degli agrofarmaci e soprattutto dei concimi.

Basti pensare che il prezzo dell'urea nel giro di un anno è quasi triplicato, gettando nello sconforto molti cerealicoltori, che quest'anno hanno seminato il grano sperando in prezzi della granella alti anche a fine campagna. Ad oggi le semine di grano nella provincia di Foggia sono pressoché ultimate, in gran ritardo rispetto al normale calendario a causa del meteo avverso di inizio dicembre.

Se dunque i costi di lavorazione del terreno, semina e concimazione di fondo sono già stati affrontati, all'orizzonte si avvicinano i costi relativi alle concimazioni di copertura, che rappresentano una importante voce di spesa per le aziende cerealicole.

Molti agricoltori sono tentati dall'idea di tagliare sul costo del concime, evitando qualche intervento e alcuni hanno già risparmiato sulla concimazione di fondo. Tuttavia si tratta di una strategia poco lungimirante, in quanto i costi di concimazione rappresentano solo una frazione dei costi totali per la coltivazione del grano. E risparmiare qualche decina di euro di concime rischia di avere ripercussioni ben più importanti in fase di raccolta.

Occorre dunque usare bene il concime, evitando sprechi e applicandolo in maniera razionale, invece di negare alle piante il nutrimento di cui hanno bisogno per crescere.


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Come ottimizzare la concimazione del grano duro

Ogni azienda agricola dovrebbe avere un proprio piano di concimazione che dipende dalla posizione e dalla tipologia di terreni su cui insiste. Tuttavia si può fare un discorso generale affermando che gli agricoltori della provincia di Foggia, capitale del frumento duro, dovrebbero eseguire due o tre interventi di concimazione in funzione dell'andamento climatico e degli obiettivi di resa e di qualità prefissati: una concimazione di fondo, una di copertura a fine accestimento inizio levata e poi, se le condizioni di umidità del suolo lo permettono, una seconda di copertura a fine levata inizio botticella.


La concimazione di fondo

Viene eseguita solitamente con prodotti contenenti fosforo, o da solo (come il perfosfato semplice) oppure più spesso insieme all'azoto (come il fosfato biammonico o binari di altra natura). Il fosforo non viene dilavato e permane nel terreno lungo tutta la campagna. È fondamentale per lo sviluppo della pianta, soprattutto delle radici, e per tutti i processi energetici.

"Per evitare sprechi sarebbe bene che questi concimi granulari fossero distribuiti lungo il solco di semina, in modo da localizzare il prodotto vicino alle radici e renderlo più facilmente disponibile", spiega Pasquale De Vita, dirigente di ricerca del Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali del Crea.


La concimazione di copertura a fine accestimento inizio levata

È questa una fase critica in cui la pianta getta le basi per la produzione, definendo sia la quantità di culmi di accestimento che il numero di semi delle spighe. Deve essere dunque sostenuta attraverso una concimazione azotata che le permetta di svilupparsi.

Gli agricoltori possono intervenire con l'urea o con il nitrato ammonico, due concimi molto diversi. Il primo è utilizzabile dalla pianta in seguito a trasformazione nel terreno in forma assimilabile, mentre il secondo è particolarmente indicato per colture stressate in seguito a piogge dilavanti e a basse temperature. È anche possibile utilizzare concimi a lento rilascio o con inibitori dell'ureasi o della nitrificazione, in modo che il concime, distribuito ad inizio accestimento, sia disponibile per un lasso di tempo più lungo e vengano limitate le perdite per volatilizzazione.

Per quanto riguarda le dosi si consiglia di somministrare nel corso della stagione circa 3 chilogrammi di azoto per quintale di granella prodotta. Nella zona di Foggia, dove la produzione media è di 3,5 tonnellate/ettaro, bisogna quindi distribuire 90-100 chilogrammi di azoto. A Manfredonia, dove piove meno e la produttività scende a 2,5 tonnellate, bastano 60-80 chilogrammi di azoto. Mentre ad Apricena, nel Nord del Tavoliere, dove la produttività è maggiore, la dose sale a 130-140 chilogrammi di azoto.

Tra l'accestimento e la levata bisognerebbe somministrare i due terzi dell'azoto totale. "Bisogna però considerare che se si vuole fare qualità, come quella richiesta nei contratti di filiera, è necessario un terzo intervento nella fase fenologica di fine levata inizio botticella", sottolinea De Vita. "Occorre quindi considerare una dose addizionale di azoto pari a circa 1 chilogrammo per quintale di granella prodotta”.


La concimazione di copertura a fine levata inizio botticella

La concimazione azotata in questa fase permette di rifinire la struttura produttiva della pianta, aumentando il peso delle cariossidi, ma incide soprattutto sulla qualità della granella, con un incremento della percentuale di proteine, caratteristica fortemente ricercata dall'industria.

Occorre tuttavia prestare attenzione all'andamento meteo, poiché l'assenza di piogge rende difficoltoso l'assorbimento dell'azoto, soprattutto per i concimi granulari. Se il terreno è asciutto potrebbe essere meglio usare un concime liquido fogliare da abbinare al trattamento fungicida a protezione della foglia a bandiera.

"Gli interventi di concimazione fogliare sono estremamente efficaci nel migliorare le caratteristiche dei semi e anche l'uso di fungicidi contenenti sostanze attive appartenenti alla famiglia delle strobilurine ha dato prova di sostenere il metabolismo delle piante, migliorando la resa e la qualità", spiega De Vita.

"Prove di campo hanno dimostrato un prolungato stay green della foglia a bandiera con l'impiego di questi prodotti. Il che significa maggiore capacità fotosintetica e quindi una maggiore capacità della pianta di sintetizzare nutrienti e traslocarli nei semi".


Ridurre gli sprechi con l'agricoltura di precisione

Posto che per essere produttivo il campo deve essere concimato adeguatamente, è tuttavia possibile ridurre gli sprechi utilizzando gli strumenti offerti dall'agricoltura di precisione.

Anche un trattorista esperto infatti non può evitare le sovrapposizioni, il passaggio cioè dell'attrezzo (seminatrice, barra o spandiconcime) sulla stessa porzione di terreno due volte. La sovrapposizione varia molto a seconda della tipologia di campo, dell'operatore e dell'attrezzatura utilizzata, ma si aggira tra il 10 e il 20%.

"Con la guida parallela si evitano le sovrapposizioni e questo consente un risparmio considerevole di concime", sottolinea De Vita. "Se un tempo l'agricoltore faceva poco caso a queste inefficienze oggi con l'aumento dei costi di produzione i risparmi si fanno interessanti. Soprattutto se consideriamo che oggi la guida parallela è presente su moltissimi mezzi della Capitanata".

Ma gli agricoltori più esigenti possono anche andare oltre, somministrando i concimi in maniera differenziata all'interno dell'appezzamento. La distribuzione a rateo variabile viene effettuata sulla base delle mappe di prescrizione, mappe elaborate partendo dalle mappe di produzione ottenute grazie ai dati registrati dalle mietitrebbie al momento della raccolta della granella. Ma può essere arricchita anche dalle mappe di vegetazione prodotte mediante rilevazioni effettuate tramite i droni o i satelliti. Non quindi una dose uniforme in tutto il campo, ma una quantità di concime che varia a seconda delle reali necessità della coltura nelle varie zone dell'appezzamento.

"Darò più azoto nelle aree dove la coltura appare più stentata e meno nelle aree dove la coltura è più vigorosa, in questo caso si parla di Strategia di compensazione, e si assume che il fattore limitante della resa sia l'azoto", racconta De Vita. "Oppure al contrario potrò dare più azoto dove il terreno è più fertile e la coltura è in buona salute e meno nelle zone dove lo sviluppo delle piante è più limitato. In questo caso si parla di Strategia di differenziazione e si assume che le cause siano legate ad altri fattori come eccessiva presenza di scheletro, calcaree o ristagni idrici".

Questo si traduce in un aumento della produzione ed in una possibile riduzione dei consumi di fertilizzante evitando gli eccessi nelle aree dove non verrebbe utilizzato.

Si tratta di strumenti tutt'altro che sperimentali, ma ben rodati e adottati dagli agricoltori in altri Stati. E proprio per dimostrare l'efficacia di questi sistemi e calarli nella realtà del territorio foggiano è nato Adp4Durum, un progetto pilota finanziato dalla Regione Puglia che vede capofila la Op Con.Cer e la partecipazione del Crea per dimostrare, dati alla mano, i plus offerti dall'agricoltura di precisione.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: cerealicoltura fertilizzanti agricoltura di precisione

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