Da oltre vent'anni conviviamo con uno dei principali patogeni del mais: la Diabrotica.

 

Come spesso accade per molte cose, con il passare del tempo abbiamo imparato a conviverci e a sottovalutarne gli effetti credendo che il rischio (R), ovvero la probabilità che la Diabrotica crei un danno di una certa entità, possa essere facilmente controllato o arginato. Ma è proprio questa sicurezza che molto spesso induce tutti noi a commettere degli errori di valutazione e/o pianificazione.

 

Prima di entrare nel dettaglio nella descrizione dei principali fattori da tenere in considerazione per una valutazione corretta del rischio, è bene ricordare che quest'ultimo, così come lo abbiamo definito, è calcolabile dalla seguente formula: R (rischio) = P (pericolo) x D (danno).

 

Al fine di pianificare una strategia agronomica di difesa della coltura volta al contenimento dei costi e ad una ottimizzazione dei profitti con uno sguardo volto alla salvaguardia dell'ambiente, è necessario applicare questa formula dove R rappresenta il rischio di attacco da parte della Diabrotica, P rappresenta la probabilità che la Diabrotica si manifesti e G identifica la magnitudo, ossia l'indice di gravità delle conseguenze dannose di tale attacco.

 

Il rischio si origina nella presenza di un pericolo, ma è legato alla probabilità che esso raggiunga la capacità di produrre un danno alla coltura, nonché all'entità del danno stesso. È quindi una grandezza complessa, derivata dalla combinazione di più elementi (fattori tecnologici, organizzativi, eccetera). Il danno è l'evento che può chiudere il circuito tra il pericolo (l'evento potrebbe accadere) e il rischio (in che misura l'evento sta accadendo).

 

È evidente che per ridurre il rischio (R), l'unico parametro sul quale possiamo agire è la probabilità del pericolo, ovvero ridurre quanto più possibile la probabilità che un attacco di Diabrotica si manifesti. La gravità del danno (D), invece, è un parametro che non può essere manipolato e pertanto non dipende dalle azioni apportate dall'uomo, se non indirettamente.

 

Detto ciò, la domanda sorge spontanea: quali sono i parametri e/o i fattori che incidono sulla probabilità che la Diabrotica si manifesti?

 

I principali fattori che incidono sulla probabilità sono:

  • avvicendamento colturale;
  • epoca di semina;
  • protezione del seme;
  • pratiche agronomiche;
  • condizioni climatiche;
  • interventi di tipo chimico.

 

Alcuni di questi fattori sono controllabili dall'uomo e permettono di influire sulla probabilità del pericolo. Altri, invece, non sono controllabili dall'uomo e quindi la loro incidenza varia in funzione della stagionalità e rappresentano una incognita "imprevedibile", ma pur sempre ipotizzabile.

 

Avvicendamento colturale

Esaminando nel dettaglio ogni singolo fattore, possiamo dire che quello che riduce sensibilmente la probabilità che la Diabrotica si manifesti è rappresentato dall'avvicendamento colturale.

 

L'insetto, infatti, che vive principalmente a spese del mais, con l'avvicendamento colturale vedrebbe sottrarsi la principale fonte di nutrimento. Tuttavia, occorre ricordare che le larve sono in grado di svilupparsi anche su altre colture per poi migrare sui campi di mais allo stadio adulto.

 

Epoca di semina

L'epoca di semina rappresenta, senza dubbio, una scelta agronomica che consente di ridurre il rischio contenendo i costi e contestualmente traendone il maggior profitto.

 

Le semine eseguite precocemente, normalmente entro il mese di marzo, permettono al mais di raggiungere uno stato vegetativo tale da risultare meno appetibile e meno vulnerabile alle larve di Diabrotica, che raggiungono il picco di massima presenza nella prima decade di giugno.

 

Grafico: Viene messo in evidenza il periodo di maggior

Grafico: Viene messo in evidenza il periodo di maggior "pericolo" inteso come maggiore aggressività da parte della Diabrotica e maggiore vulnerabilità da parte del mais

(Fonte foto: Agricola 2000)

(Clicca sull'immagine per ingrandirla)

 

Come si evince dal grafico, il ciclo biologico della Diabrotica raggiunge il picco di massima presenza di larve nella prima decade di giugno e questo periodo rappresenta l'unità temporale di maggior aggressività da parte della Diabrotica. Nella parte in basso del grafico è stato riportato il ciclo fisiologico del mais che mette in evidenza il periodo di maggior vulnerabilità della coltura, ovvero lo stadio vegetativo in cui il mais subisce il maggior danno. In sintesi, tanto più le fasce di pericolo si avvicinano tra loro, tanto maggiore sarà l'entità del danno (D).

 

Protezione del seme

Il punto di partenza di chiunque lavori in agricoltura è il seme. Quest'ultimo rappresenta un elemento essenziale per lo sviluppo sostenibile dell'agricoltura e per questo deve essere adeguatamente protetto.

 

La protezione può essere di due tipi:

  • diretta, comunemente chiamata concia, e consiste nell'applicare sul seme agrofarmaci, fertilizzanti o biostimolanti, finalizzati a contrastare l'azione di patogeni;
  • indiretta, consiste nell'applicare gli stessi prodotti in prossimità del seme sul solco in fase di semina.

 

Obiettivo comune ad entrambe le tipologie di protezione del seme è quello di ridurre quanto più possibile il fattore "probabilità del pericolo" (P).

 

Dagli studi eseguiti nel corso degli anni da Agricola 2000 è emerso che la protezione del seme, sia essa diretta o indiretta, ha mostrato una efficacia significativa rispetto al seme non trattato. La riduzione e la compromissione dell'apparato radicale del mais ad opera delle larve comportano, in relazione alla gravità dell'attacco, l'allettamento della pianta e la diminuzione della produzione legata alla minor capacità di assorbire l'acqua e gli elementi nutritivi. Le piante allettate tendono a risollevarsi dal suolo curvandosi ed assumono così un caratteristico portamento "a collo d'oca".

 

Allettamento delle piante di mais e 'collo d'oca'

Allettamento delle piante di mais e "collo d'oca"
(Fonte foto: Agricola 2000)

 

Gli insetti adulti, nutrendosi sia delle foglie che degli stimmi dell'infiorescenza femminile del mais, possono causare aborti fiorali. Il danno finale consiste nella diminuzione della produzione e nella perdita alla raccolta dovuta all'allettamento delle piante.

 

Larve di Diabrotica su apparato radicale di mais

Larve di Diabrotica su apparato radicale di mais

(Fonte foto: Agricola 2000)

 

Adulti di Diabrotica

Adulti di Diabrotica

(Fonte foto: Agricola 2000)

 

Pratiche agronomiche

Anche pratiche agronomiche quali rincalzatura e sarchiatura possono cambiare l'esito del rischio finale (R). Tali pratiche dipendono molto dell'areale preso in considerazione e negli areali irrigui, dove queste risultano ordinarie, avranno una efficacia maggiore rispetto alle zone dove l'irrigazione della coltura avviene solo grazie alle precipitazioni atmosferiche.

 

In ogni caso, la rincalzatura o una sarchiatura più profonda abbinata ad un'irrigazione per scorrimento (ove possibile) favoriscono lo sviluppo di radici avventizie, le quali permettono un maggior ancoraggio al terreno da parte della pianta di mais. Questo non significa che la pianta non venga attaccata da pare della Diabrotica o che il campo non sia infestato, ma consente alla coltura di reagire ricacciando nuove radici, garantendo così l'approvvigionamento idrico senza compromettere la resa in termini economici.

 

Condizioni climatiche

Un altro fattore importante che influisce positivamente o negativamente sulla probabilità (P) che la Diabrotica si manifesti è rappresentato dall'andamento climatico stagionale.

 

In linea di massima si può affermare che inverni freddi e rigidi influiscono positivamente sul contenimento della Diabrotica, mentre temperature miti con buona umidità favoriscono lo sviluppo dell'insetto.

 

Questo parametro, se gestito congiuntamente con gli altri fattori, permette di pianificare una strategia agronomica volta al contenimento dei costi.

 

Interventi di tipo chimico

L'ultimo fattore che influisce sulla probabilità (P) che la Diabrotica si manifesti è l'intervento di tipo chimico con l'applicazione di insetticidi durante il picco di massima presenza degli adulti, in linea di massima nella seconda decade di luglio.

 

Nell'ottica di un contenimento dei costi e di un'agricoltura sostenibile è importante pianificare l'intervento solo se la presenza di adulti, in termini di catture/giorno, sia superiore alla soglia di intervento, ma soprattutto solo se l'anno successivo verrà seminato mais sullo stesso appezzamento. In caso contrario, l'intervento risulterebbe superfluo in quanto l'azione principale dell'insetticida è quella di ridurre la popolazione di adulti e di conseguenza si avrebbe un abbattimento del numero di uova che verrebbero ovidepositate al suolo con la ovvia conseguenza che la probabilità (P) che la Diabrotica si manifesti l'anno successivo, venga notevolmente ridotta.

 

Ogni realtà deve essere dunque accuratamente valutata e gestita individualmente in quanto le diverse strategie di contenimento risultano essere strettamente legate a quelle che sono le strategie aziendali di rotazione e a tutti i fattori precedentemente analizzati e che influiscono sulla probabilità di pericolo (P).

 

In linea puramente generale, dall'esperienza acquisita da Agricola 2000 nel corso dei vent'anni di sperimentazioni nel settore della Diabrotica, è possibile affermare che non è possibile debellare in modo assoluto l'avversità, ma che bisogna conviverci cercando di conoscere quanto più possibile la "probabilità" che l'insetto si presenti sul proprio appezzamento in modo da poterlo controllare con il minor dispendio di energie e di costi.

 

A cura di Giorgio Vitaloni, Crop Protection Services Department Agricola 2000


Sperimentazione e divulgazione è il progetto nato dalla collaborazione tra Agricola 2000 e AgroNotizie con l'obiettivo di comunicare agli operatori della filiera agricola i risultati delle attività di sperimentazione sul campo.
Agricola 2000 aiuta nella vendita le aziende produttrici di sementi, prodotti fitosanitari, prodotti di biocontrollo, biostimolanti e fertilizzanti.
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