Uva da tavola: gestione della difesa nelle regioni del Sud

I giovedì dell'Aipp - A Bari il bilancio fitosanitario dell'uva da tavola

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La ricerca deve avere un ruolo strategico nella definizione della difesa delle colture
Fonte foto: © Studio Gi - Adobe Stock

Sono la botrite e la Frankliniella le due avversità che maggiormente preoccupano i produttori dell'uva tavola.
Nonostante nelle ultime due annate non si siano ravvisati problemi particolari, sono queste le due avversità che creano le maggiori preoccupazioni per la gestione della difesa dell'uva da tavola nelle regioni del Sud Italia. In particolare, i produttori sono preoccupati dalla continua riduzione dei prodotti fitosanitari disponibili e dalle richieste del mercato sempre orientate alla riduzione dei residui nelle produzioni agricole.

Questo quanto emerso nell’incontro sul bilancio fitosanitario dell'uva da tavola, organizzato da Aipp, Giornate fitopatologiche, Regione Puglia e Arptra (Associazione regionale pugliese dei tecnici e ricercatori in agricoltura), che si è tenuto a Bari lo scorso 28 novembre e a cui hanno partecipato Agostino Santomauro, in rappresentanza della Regione Puglia, Giuseppe Campo, in rappresentanza della Regione Sicilia e Arturo Caponero, in rappresentanza della Regione Basilicata, Antonio Guario con un approfondimento sulla tignola rigata e Francesco Faretra per le conclusioni.

Nel corso del convegno è emerso che il particolare andamento climatico del 2018 ha favorito la peronospora e l'oidio, mentre nel 2019 qualche criticità si è avuta nel controllo della botrite in Sicilia.

In preoccupante e costante crescita la diffusione del mal dell'esca.

Tra i fitofagi la tignoletta è, tutto sommato, tenuta sotto controllo anche attraverso l'impiego di trattamenti in II e III generazione, l'utilizzo del Bacillus thuringiensis e della confusione sessuale, mentre è da evidenziare la crescente diffusione della tignola rigata, specie nel 2018. Crescente il problema del controllo delle cocciniglie, in particolare del Planococcus ficus nei confronti del quale oltre agli interventi chimici è in valutazione e si diffondendo l'applicazione dell'Anagyrus pseudococci. Da segnalare e da seguire con attenzione la diffusione dell'Aleurocantus, specie negli impianti produttivi confinanti con agrumeti.

Nel corso del dibattito è stato affrontato il problema del posizionamento dei trattamenti contro i tripidi che, ferma restando l'impossibilità di intervenire nel periodo della fioritura, a seconda dell'andamento climatico sono trattati in pre-fioritura o in post fioritura. Il tema sembra ancora aperto e necessariamente si auspica che il corretto timing possa essere individuato attraverso specifici programmi di ricerca e sperimentazione. Tra i prodotti fitosanitari disponibili è stato evidenziato che negli ultimi anni il formentanato ha, in taluni casi, favorito problemi di residui* (vedi precisazione della Società in fondo all’articolo).
(Nota della redazione: L'articolo è stato corretto dopo la pubblicazione iniziale. A differenza di quanto erroneamente riportato nella prima versione, il formentanato non presenta problemi di fitotossicità. La relazione di Regione Puglia parla invece di problemi di residui. Ce ne scusiamo con Regione Puglia e l'azienda interessata).

Nel corso del dibattito è inoltre emerso che per quel che riguarda la gestione della botrite sotto tendone è necessario rivedere il numero complessivo degli interventi autorizzati nei disciplinari delle produzioni sotto tendone. Il particolare andamento climatico degli ultimi anni, con autunni molto lunghi con temperature miti, ha in taluni casi ritardato la raccolta, allungando di conseguenza il periodo che deve essere controllato attraverso specifici interventi antibotritici.

Durante le conclusioni Francesco Faretra ha enfatizzato l'importanza di questi incontri sui bilanci fitosanitari che consentono di riportare le discussioni sulla dinamica della difesa delle colture agricole, favorendo la condivisione delle problematiche tra il mondo produttivo, i tecnici, i Servizi fitosanitari regionali e il mondo accademico. In questo contesto è stato quindi ricordato il ruolo strategico che deve avere la ricerca nella definizione della difesa delle colture e si è quindi auspicato che gli enti pubblici possano orientare in questo senso maggiori risorse finanziare.

In conclusione, Antonio Guario ha illustrato le caratteristiche della tignola rigata fornendo indicazioni per distinguerla della tignoletta della vite e quindi mettendo utili raccomandazioni per la corretta strategia di difesa.

Le relazioni presentate nell'incontro e le conclusioni saranno disponibili in questi giorni sui siti dell'Aipp e delle Giornate fitopatologiche, mentre una sintesi delle relazioni verrà presentata alle prossime Giornate fitopatologiche che si terranno tra il 3 e il 6 marzo a San Lazzaro (Bologna).



*La Società Gowan Italia, licenziataria esclusiva degli insetticidi a base di formetanato, precisa che il dovuto impiego del prodotto secondo le prescrizioni d’etichetta (1 solo trattamento a inizio fioritura) non favorisce problemi di residui, ma anzi garantisce - ovviamente - il pieno rispetto dei limiti massimi di residuo (LMR) previsti per legge alla raccolta

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore: Redazione Agronotizie

Tag: viticoltura convegni difesa vitivinicoltura Botrite

Temi caldi: Bilanci fitosanitari 2019

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