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Tuta absoluta, la Liguria corre ai ripari

Al convegno svoltosi alla cooperativa Ortofrutticola di Albenga sono state illustrate le strategie più efficaci per combattere questo insidioso insetto proveniente dal Sud America

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In queste immagini i danni causati da un attacco di Tuta absoluta

Presso la Cooperativa l’Ortofrutticola di Albenga si è svolto di recente il convegno sulla Tuta absoluta, il lepidottero originario del Sud America che preoccupa seriamente i coltivatori per i gravissimi danni che arreca alle coltivazioni di pomodoro.
Durante l’incontro, alla quale hanno partecipato molti agricoltori e tecnici del settore, è stata presentata e distribuita la pubblicazione 'La Tuta absoluta in Liguria: panoramica dei mezzi di lotta', realizzata dal Servizio di assistenza tecnica della cooperativa, in collaborazione con la ricercatrice Franca Reggiori del Centro Novarese “Isagro Ricerca”.  Lo scopo è quello di mettere al servizio dei soci le conoscenze e le esperienze acquisite per combattere questo lepidottero e far conoscere ai produttori i comportamenti, le  caratteristiche della Tuta absoluta e le tecniche ad oggi sperimentate per combatterla, al fine di ridurne la presenza nelle coltivazioni e limitare gli enormi danni causati.

La lotta contro questo insetto di nuova introduzione, che possiede una straordinaria capacità di insediarsi nei nostri climi, un enorme potenziale riproduttivo ed è particolarmente resistente ai più comuni fitofarmaci, si presenta molto difficoltosa ma non impossibile. L’approccio più corretto per una lotta efficace è adottare una strategia di difesa integrata che preveda l’impiego di trappole per la cattura massale dei maschi, l’adozione di mezzi di lotta agronomica fisica e biologica in quanto gli insetticidi efficaci disponibili sono molto pochi, per cui la lotta chimica da sola non può risolvere il problema.

La cattura massale  prevede l’utilizzo di trappole selettive a feromoni che catturano solo i maschi di questa specie; queste trappole, usate su vasta scala da parte di aziende limitrofe, possono diminuire il potenziale di infestazione.
L’installazione di reti anti-insetto sulle aperture laterali e di accesso alle serre impedisce l’ingresso degli adulti provenienti dall’esterno. Nei territori di origine della “Tuta” sono stati individuati nemici naturali come i miridi predatori, che si nutrono delle uova e in misura minore delle larve del parassita. Questi insetti utili sono presenti anche nei nostri areali nel periodo primaverile-estivo e vivono sulle piante spontanee.

Durante lo svolgimento del convegno sono state illustrate le modalità di azione degli insetticidi attivi contro la Tuta, alcuni  dei quali sono utilizzabili anche in agricoltura biologica. In ogni caso l’insetticida deve essere solo un tassello da inserire nella strategia di difesa: per avere buoni risultati nella lotta al nuovo parassita è di importanza fondamentale adottare un sistema di lotta integrata mettendo in atto tutte le misure descritte.

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