Dal 1970 ad oggi, 50 volte Earth day

Oggi, 22 aprile 2020, si tiene la Giornata mondiale della terra. L'azione per il clima è il tema scelto per quest'anno

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La Giornata della terra è stata istituita dalle Nazioni unite nel 1970
Fonte foto: © Piro4D via Pixabay

La prima volta che si celebrò la terra era il 1970. Da allora sono passati 50 anni e il 22 aprile di ogni anno, in tutto il mondo si svolge la Giornata mondiale della terra, istituita dalle Nazioni unite.

Il tema scelto, per quest'anno, è l'azione per il clima a fronte di quei cambiamenti epocali che si sono imposti, ormai nell'ultimo decennio, come una delle principali questioni del dibattito internazionale.

In questo mezzo secolo, con la popolazione che è raddoppiata, la temperatura globale è aumentata di un grado e le emissioni CO2 di produzione sono aumentate di circa un quarto arrivando a 410 parti per milione. 


Il cambiamento, anche in agricoltura

Anche il settore agricolo ha cambiato fisionomia, puntando sempre di più verso un sistema alimentare sano, efficiente, sostenibile e di qualità. Gli agricoltori sanno bene quale dono sia la terra e quante responsabilità comporti la sua coltivazione o, al contrario, il suo abbandono per le successive generazioni.

Secondo il recente rapporto Ispra, dal 1990 al 2018 l'agricoltura ha ridotto le emissioni di ammoniaca di circa il 23%; quelle di gas serra del 13%, mentre quelle di PM10 del 30%. Per quanto riguarda i mezzi tecnici, invece, dal 2003 al 2018 si registra una riduzione dell'uso di agrofarmaci di circa il 28% e dei concimi chimici del 60%.
Per quanto riguarda le emissioni da agricoltura e allevamenti, l'Ispra ha evidenziato che le emissioni (in calo) del settore agricoltura costituiscono appena il 7% delle emissioni di gas serra.

"Sono risultati incoraggianti – evidenzia Confagricolturache ci danno lo stimolo a proseguire su questa strada, insieme a tutta la filiera, al mondo scientifico e allo stesso consumatore. Sicuramente c'è oggi maggiore consapevolezza dell'impatto che può avere l'uomo sull'ambiente, ma soltanto tutti insieme possiamo raggiungere traguardi migliori".


"Non smettiamo di occuparci degli alberi e dei boschi"

In occasione di questa giornata, il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali rende pubblico l'Elenco degli alberi monumentali d'Italia.

Oltre alla precisa localizzazione, il file permette l'interrogazione delle informazioni associate ad ogni albero monumentale.

L'elenco si può richiedere attraverso la compilazione digitale di un modulo nel sito del Mipaaf.

"In un periodo di difficoltà come quello che stiamo attraversando - afferma la ministra Teresa Bellanova - non smettiamo di occuparci degli alberi e dei boschi, anche attraverso i patriarchi verdi che rendono straordinario il nostro patrimonio ambientale e culturale e che attendono la nostra visita, insieme al territorio rurale che li ospita, non appena potremo tornare a percorrere i sentieri e le strade della nostra Italia meravigliosa".


Ecosistemi e biodiversità

Sulla tutela degli ecosistemi e della biodiversità si è espressa Federbio che ha sottolineato l'importanza di preservare la terra da un declino senza precedenti.

"Quest'anno la Giornata mondiale della terra si celebra in maniera decisamente particolare nel mezzo di un'emergenza globale - ha dichiarato la presidente della federazione Maria Grazia Mammuccini -. Questa crisi ci insegna che occorre adottare un nuovo paradigma fondato sul rispetto della terra e dei suoi ecosistemi per contrastare efficacemente la deriva climatica e proteggere la nostra salute. ;La salute della terra e degli ecosistemi da cui dipendiamo si sta deteriorando molto rapidamente, dobbiamo cambiare rotta al più presto, per rispondere alle esigenze del presente senza compromettere la capacità di rispondere ai bisogni del futuro".


La terra ma anche l'acqua

A pari passo con la terra c'è ovviamente l'acqua.
"La siccità – sottolinea Massimo Gargano, direttore generale di Anbi – è la prima causa di carestie nel mondo che per effetto dei cambiamenti climatici e senza adeguate infrastrutture, rischia di diventare un fenomeno endemico anche nel Sud Europa. Per questo è necessario aumentare la capacità di stoccare l'acqua quando c'è, per utilizzarla nei momenti di bisogno. Occorre adottare politiche di controllo capaci di garantire la produzione di cibo, la coesione tra regioni e stati, la sicurezza alimentare per favorire il contenimento dei flussi migratori provocati dal fabbisogno idrico".

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