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Corpo 8, un dazio per il riso (forse)

Stop alle importazioni agevolate, ma c'è chi si oppone. Pratiche sleali, Europa divisa. Bene arance, vino e Parmigiano Reggiano. Il mais cede il passo alla soia. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 30 novembre al 6 dicembre

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

Bruxelles doveva decidere sul ripristino dei dazi per le importazioni di riso da Cambogia e da Myanmar. Ma c'era bisogno della maggioranza qualificata. Che non c'è stata.

La direttiva per vietare le pratiche commerciali sleali, proposta dal Parlamento europeo, ha subito qualche battuta di arresto. Alte tuttavia le speranze di una conclusione positiva.

A Bruxelles si discute come aumentare la disponibilità di proteine. Aperto il confronto fra quelle vegetali e quelle animali.

Scadenze in arrivo per la denuncia obbligatoria sulla vendemmia e per il saldo di alcune tasse locali, come Imu e Tasi.

Cresce il valore dell'agricoltura a dispetto del Prodotto interno lordo che nel terzo trimestre segna una flessione.

In Sicilia la campagna agrumicola si preannuncia da record.

Clima avverso e bassi prezzi di mercato stanno mettendo in forse le coltivazioni di mais, che cedono il passo a quelle di soia.

In Puglia ancora polemiche sulle scelte da attuare per fronteggiare la Xylella. Al Nord Est si chiedono interventi per evitare altre invasioni di cimici asiatiche.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


Il dazio sul riso

C'è chi si è fatto prendere la mano e ha gridato subito al successo dell'operazione dazi sul riso proveniente da Cambogia e Myanmar.

La vicenda è nota, Bruxelles aveva dato il via libera alle agevolazioni per le importazioni di riso da questi paesi.
Risultato, si è messa in ginocchio la produzione italiana e quella dei pochi altri paesi interessati a questo cereale.
A gran voce si è chiesta la reintroduzione dei dazi. Sarebbe servita la maggioranza qualificata, che però non c'è stata. Tuttavia alcuni quotidiani in edicola in questi giorni hanno salutato con enfasi questa "non-decisione", come “La Verità” del 5 dicembre che già dal titolo "Stavolta l'Ue ci dà ragione: dazi sul riso asiatico", dà come cosa fatta l'operazione.

In realtà l'Ue non ha deciso alcunché e lo spiega “La Stampa”, confermando che per il momento il riso importato continuerà come prima.
La partita tuttavia non è conclusa. La palla torna nel campo della Commissione e questa volta l'esito dovrebbe essere positivo.
Ma gli effetti si vedranno solo il prossimo anno, come precisa “Il Fatto” del 5 dicembre.
 

Pratiche sleali

Le divisioni fra i paesi della Ue vanno oltre il riso.
La conferma arriva dalle difficoltà incontrate dalla proposta di direttiva sulle pratiche commerciali sleali, fortemente voluta da Paolo De Castro, fra i principali promotori.

A fine novembre i giochi sembravano ormai conclusi e “Avvenire” informava i suoi lettori che la proposta aveva trovato molti appoggi trasversali fra i paesi europei.
Ma il 5 dicembre ecco la doccia fredda. “Italia Oggi” ospita una lunga intervista allo stesso De Castro nella quale spiega le resistenze espresse da alcuni paesi del Nord, che vorrebbero limitare l'efficacia del provvedimento alle aziende sotto i 50 milioni di fatturato.
Condizione reputata inaccettabile dallo stesso De Castro.

Ma a chi giova questo contrasto alle pratiche sleali? Lo spiega "Il Manifesto" del 6 dicembre puntando il dito contro i colossi della grande distribuzione, impegnati come sono nello spuntare prezzi stracciati.

Sembrano in contraddizione con questi episodi le dichiarazioni del commissario Ue all'Agricoltura, Phil Hogan, che dalle pagine de “Il Mattino” del 4 dicembre sottolinea la grande attenzione al Mezzogiorno da parte delle autorità comunitarie.
Per non parlare delle proposte di riduzione del budget a disposizione per la prossima edizione della Pac, tema commentato su “QN” del 3 dicembre.
 

Proteine vegetali e animali

Restiamo a Bruxelles con l'articolo proposto da “Il Sole 24 Ore” del 2 dicembre per illustrare le politiche che si intendono adottare per soddisfare la "fame" di proteine, in bilico fra la crescita delle colture proteiche e quella degli allevamenti.

Su questo tema offre un interessante punto di vista l'intervista rilasciata a “Il Fatto” del 4 dicembre da Andrea Bertaglio, autore del libro "In difesa della carne", nel quale si sfatano alcuni falsi miti sulle presunte responsabilità degli allevamenti nel consumare risorse naturali.

Contro gli allevamenti si scaglia però "Il Manifesto" del 6 dicembre, riprendendo un'inchiesta del francese Le Monde. Stando alle ricerche di Greenpeace, nei fiumi ci sarebbero presenze di antibiotici.
Colpa degli allevamenti, si dice. Anche gli uomini e le loro "scorie" hanno però un'importante fetta di responsabilità. Meglio ricordarlo.
 

Scadenze

In arrivo alcune scadenze e “Italia Oggi” del 30 novembre ricorda che entro il 15 dicembre vanno presentate le dichiarazioni obbligatorie per la vendemmia 20018-2019.

Ancora su “Italia Oggi”, del 3 dicembre in questo caso, si parla dell'approssimarsi delle scadenze per il saldo di Imu e Tasi, previste per il 17 dicembre.
 

Aiuti in arrivo

Intanto per gli agricoltori alle prese con crisi ambientali ed economiche si rendono disponibili 37,1 milioni di euro che provengono dalle risorse comunitarie accantonate per queste finalità. I dettagli si possono leggere il 30 novembre sulle pagine di “Italia Oggi”.

Sono invece destinate ai soli giovani agricoltori del Friuli Venezia Giulia i 27 milioni di euro previsti dal Psr regionale, come si apprende il primo dicembre dal “Messaggero Veneto”.

Ai giovani sono poi destinati i terreni incolti attraverso la "Banca della terra". Il progetto, varato ormai quattro anni fa, stenta però a decollare, almeno in Veneto.
Il "Giornale di Vicenza" del 6 dicembre annuncia tuttavia una svolta, ricordando che nel veronese sono ora in palio sei ettari di terreno. Attenti però alle scadenze, le domande vanno fatte entro due mesi.
 

Largo alle ragazze

A proposito di giovani e agricoltura il “Corriere del Mezzogiorno” del 3 dicembre sottolinea la forte crescita della presenza giovanile nelle campagne, con la Sicilia in prima fila e la Calabria agli ultimi posti nella graduatoria delle agricolture più giovani.

Il Giornale” del 4 dicembre racconta poi la storia di alcuni giovani che hanno scelto di impegnarsi in agricoltura, evidenziando come molte protagoniste di questa svolta siano ragazze.


L'agricoltura traina il Pil

Cresce intanto l'agricoltura nel suo insieme e “Avvenire” del 2 dicembre pone l'accento sull'aumento della produzione agricola, che si contrappone alla contrazione del Pil (Prodotto interno lordo) registrata nel terzo trimestre del 2018.

Fra i segmenti in crescita c'è la vitivinicoltura del Veneto, come emerge dal report di Veneto agricoltura presentato sulle pagine de “L'Arena” del 2 dicembre. Un aumento della produzione delle uve che ha però innescato una caduta dei prezzi.

Bene l'agrumicoltura siciliana con un raccolto di arance destinato a segnare un record, come anticipa il “Giornale di Sicilia” del primo dicembre.
Si attende infatti una produzione complessiva di circa 25 milioni di quintali, pari al 25% in più rispetto alla precedente stagione.

Numeri positivi sono poi quelli presentati dal Consorzio del Parmigiano Reggiano, con una significativa crescita della produzione, come si apprende da “Il Resto del Carlino” del 30 novembre.

Segno negativo però per la produzione di mais, che cede il passo alla coltivazione della soia. Colpa del clima e dei prezzi, scrive il 5 dicembre “L'Eco di Bergamo”.
 

Xylella e polemiche

I riflettori della “Gazzetta del Mezzogiorno” sono sempre puntati sull'evoluzione dell'emergenza Xylella che il 5 dicembre registra una nuova polemica sulla nascita della "Agenzia anti-Xylella", che in Puglia dovrebbe guidare la lotta a questo patogeno.

Nel frattempo, è ancora la “Gazzetta del Mezzogiorno” a parlarne, sono già stati presentati oltre 600 progetti di reimpianto degli ulivi pugliesi, per un valore complessivo di 360 milioni di euro.

L'ex commissario anti-Xylella, Giuseppe Silletti, intervistato da "Il Foglio" del 6 dicembre, spiega gli errori commessi per affrontare l'emergenza, mettendo ai primi posti la sospensione dei monitoraggi, affermando che "oggi neanche sappiamo dove è arrivata la malattia".

Più a Nord i problemi fitosanitari sono di altro tipo e Condifesa lancia dalle pagine de “La Nuova Venezia” del 2 dicembre un allarme per le conseguenze del clima e per gli attacchi della cimice asiatica, argomento ripreso il giorno seguente da “L'Arena”, che chiede interventi per evitare situazioni di crisi nel prossimo futuro.

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