Nel 2001 fu approvata la Legge di orientamento una vera e propria rivoluzione “copernicana” per il mondo agricolo avendo introdotto una serie di nuove opportunità ed avendo riqualificato la figura dell’imprenditore agricolo.
Nel 2014 sono stati introdotti i contratti di rete in agricoltura che consentono di aumentare la propria produzione anche sui terreni di proprietà di altre aziende agricole.
Due momenti storici per il mondo agricolo che hanno rivoluzionato e rivoluzioneranno il modo di fare impresa e di organizzare le produzioni agricole.

Infatti, il comma 3 dell’art. 1 bis del D.L. 91/2014, stabilisce che la produzione agricola derivante dall’esercizio in comune secondo un con- tratto di rete può essere divisa tra i contraenti. L’attribuzione del prodotto avverra a titolo originario, in base alle quote previste dal contratto stesso.
Il nuovo dettato normativo consentirà quindi a due o più imprese agricole e non agricole, di stipulare un contratto di rete e associarsi al fine di conseguire degli obiettivi comuni.
A titolo esemplificativo, ed in attesa di avere maggiori chiarimenti in merito, forniamo di seguito alcuni esempi riferiti a particolari settori.

Allevamenti
Supponiamo che un’azienda di allevamento, che non detiene terreni sufficienti a produrre almeno un quarto dei mangimi necessari (art. 32 TUIR), stipuli un contratto di rete con un’altra azienda agricola dotata di molto terreno, ma che non alleva alcun animale. Coltivando i terreni delle due imprese, a fine raccolto i due soggetti ritirano la quota del prodotto spettante, che ha natura di produzione coltivata direttamente, (a titolo originario dice la norma) e che sarà poi impiegato in azienda o venduto sul mercato sia da entrambi oppure da un solo contraente.

Agriturismo
Il contratto assume particolare rilevanza anche per le aziende agrituristiche, le quali, tramite la rete, potranno associarsi con un’altra azienda produttrice di generi alimentari per la ristorazione, al fine di raggiungere il vincolo della prevalenza.

Ortoflorovivaismo 
Particolarmente interessati a questo nuova formula contrattuale risultano le aziende di questo settore in quanto i produttori del nord possono stipulare contratti con quelli del sud e vendere anche arance e mandarini assieme alle loro pere e mele.
La norma avrà riflessi anche dal punto di vista fiscale, in quanto nel caso in cui due o più aziende si associno in rete per coltivare i terreni, esse manterranno la loro autonomia; riceveranno autonomamente le fatture di acquisto e le contabilizzeranno, e alla fine del raccolto ciascuno venderà la propria quota di raccolto mediante fattura.
Tale cessione, ai fini Iva, rientrera comunque nel regime speciale in quanto il prodotto è ottenuto a titolo originario.
Si potrebbe ipotizzare anche la situazione in cui il prodotto venga ceduto interamente da un soggetto, in quanto titolare delle quote di produzione (ad esempio le quote latte) e unico legittimato a cedere il prodotto.
Stando a quanto riportato dalla circolare delle Entrate, l’azienda capofila fattura la vendita dell’intero prodotto e successivamente riceve dall’altra azienda la fattura per la quota di spettanza di quest’ultima.
Tale procedura rischia di essere in conflitto con il regime speciale iva dell’art. 34 del D.P.R. 633/72, in quanto il produttore che cede la totalità del prodotto potrebbe apparire come commerciante per la quota di spettanza dell’altra azienda.

Come alternativa potrebbe essere utilizzato il principio adottato per la soccida, secondo cui un soggetto ritira e vende l’intera produzione e attribuisce una somma di denaro all’altro soggetto, considerando tale attribuzione come fuori campi Iva.
Tale soluzione comprometterebbe la detrazione dell’Iva sugli acquisti per il soggetto che applicasse il regime Iva normale.
Per quanto concerne le imposte dirette, la fattispecie del contratto di rete, puo` inquadrarsi nella conduzione associata, dove ogni impresa si imputa una quota di reddito in base alle percentuali stabilite dal contratto.

Considerata l’importanza dell’argomento, Consulenza Agricola ha organizzato in occasione del Macfrut, che si terrà a Cesena nei giorni dal 24 al 26 settembre., un convegno a cui è possibile iscriversi gratuitamente: