Commercio, gli italiani continuano a stringere la cinghia

La Cia commenta i dati diffusi dall’Istat: nel primo bimestre vendite alimentari a -0,7%. In crescita solo i discount (+2,9% tra gennaio e febbraio)

Questo articolo è stato pubblicato oltre 5 anni fa

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Gli italiani cercano di risparmiare in tutti i modi, inseguendo offerte speciali e promozioni e privilegiando i discount
Fonte foto: © Eisenhans - Fotolia

Per ora l’anno nuovo non inverte la dinamica negativa delle vendite alimentari, che nel primo bimestre del 2014 registrano un calo dello 0,7 per cento (-1 per cento solo a febbraio). Significa che le famiglie continuano con la “spending review” sulla tavola, comprando solo l’essenziale in un caso su due e facendo incetta di sconti e promozioni.

Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati Istat sul commercio al dettaglio.

Oggi il 77 per cento degli italiani fa economia e al supermercato cerca di risparmiare in tutti i modi: la Cia riporta che tra gennaio e febbraio sono praticamente raddoppiati gli acquisti di cibo e bevande in offerta speciale rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il prezzo diventa il fattore più importante nella scelta dell’esercizio commerciale per il 58 per cento dei consumatori, mettendo in secondo piano fattori come la vastità della scelta o la qualità, mentre solo il 23 per cento delle persone considera la marca decisiva per l’acquisto.

Tutte abitudini di spesa che si riflettono sull’andamento delle vendite alimentari nelle varie tipologie distributive: nei primi due mesi dell’anno continuano a correre solo le cattedrali della spesa low cost, i discount, che segnano un incremento degli scontrini del 2,9 per cento. Supermercati e ipermercati perdono rispettivamente lo 0,7 per cento e lo 0,1 per cento tra gennaio e febbraio, e ancora peggio va ai piccoli negozi di quartiere che lasciano per strada il 2,6 per cento.

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