La vite da vino, come molte altre colture, sta modificando i propri cicli sotto la pressione dei cambiamenti climatici. Ciò lascia prevedere anche una progressiva migrazione della viticoltura verso aree più nordiche, tradizionalmente poco vocate alla coltivazione di Vitis vinifera


Nelle aree tradizionalmente vocate, invece, tali mutamenti termici e pluviometrici stanno inducendo nella vite progressivi anticipi del ciclo vegetativo prima e delle fasi successive poi, a partire dall'invaiatura fino alla vendemmia.


Il problema che in tal modo si genera, per lo meno in certe situazioni, è l'imperfetta sincronizzazione tra i differenti canoni riconosciuti quanto a "maturità". Questa può essere infatti "tecnologica", a partire dal sufficiente grado zuccherino e dalla consistenza degli acini, ma deve essere anche fenolica e aromatica. Altrimenti dalle cantine escono vini senz'anima, o per lo meno di scarso equilibrio. 

 

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Biostimolanti: alleati preziosi

Per assicurare un adeguato bagaglio di polifenoli e altri precursori aromatici è possibile però intervenire con alcuni prodotti di specialità, come per esempio i biostimolanti. Fra questi spiccano quelli derivati dalle alghe, come per esempio Ascophyllum nodosum, Ecklonia maxima, Macrocystis integrifolia, Laminaria digitata, Fucus spp. nonché microalghe.


In genere, tali prodotti sono forniti come creme o comunque formulati come liquidi di ottima stabilità e solubilità in acqua, tanto da poter essere somministrati in alcuni casi tramite fertirrigazione


I contenuti più importanti sono oligosaccaridi come mannitolo e sorbitolo, al pari degli alginati, cui si affiancano betaine e fitormoni, capaci di stimolare positivamente la coltura. A completare il bagaglio tecnico di questi biostimolanti, si aggiungono vitamine, oligo e microelementi


Le applicazioni dei biostimolanti da estratti algali sostengono e stimolano i processi fotosintetici, svolgendo al contempo un'azione osmoregolatrice che migliora la risposte delle piante agli stress ambientali. I suoi componenti regolano infatti l'apertura e la chiusura degli stomi.

 

Consigli di impiego

Su vite da vino sono stati individuati tre differenti momenti del ciclo colturale nei quali i biostimolanti esplicano al meglio la propria funzione. 


La prima va dal germogliamento sino alla pre fioritura, settimane nelle quali i biostimolanti favoriscono il germogliamento e la sua omogeneità, migliorando la capacità fotosintetica e in generale la fisiologia delle piante, le quali possono quindi massimizzare l'utilizzo delle sostanze di riserva, prima fonte di nutrimento per la coltura. La fioritura in tal modo potrà realizzarsi al meglio.


Aspetto tutt'altro che secondario: in questa fase uno dei rischi è rappresentato da eventuali e repentini abbassamenti delle temperature, fenomeni i cui effetti possono essere mitigati proprio dagli estratti algali. 


Un secondo momento applicativo spazia dall'allegagione sino alla chiusura grappolo, momento nel quale i biostimolanti operano su due fronti diversi: il primo di questi è finalizzato a garantire alla vite uno sviluppo vegetativo equilibrato, soprattutto quando i biostimolanti vengono applicati con altri fertilizzanti fogliari


Altro effetto positivo che si può sfruttare nella stessa fase è quello sulla fertilità complessiva dei grappoli e sulla maggiore resistenza verso le ristrettezze idriche, nonché a eventuali colpi di coda del freddo tardivo. 


Infine, un terzo momento per applicare i biostimolanti è quello che abbraccia le settimane che intercorrono fra invaiatura e piena maturazione. Ed è proprio in tale fase in cui questi prodotti concorrono ad allineare i diversi tipi di maturazione delle uve, permettendo parametri qualitativi ottimali nei grappoli. In tale fase viene anche promosso il grado Brix