Negli ultimi anni l'intero settore vitivinicolo è messo sempre più a dura prova dagli eventi climatici estremi e dalle alte temperature, che causano danni spesso irreversibili alle coltivazioni. Infatti, se entro il 2050 le temperature medie salissero di 2 gradi centigradi il 56% delle attuali regioni vitivinicole nel mondo sarebbe compromesso (Istituto Nazionale Francese della Ricerca Agronomica).

 

"Le temperature incidono sulla capacità metabolica della pianta e quindi sulla dinamica dei processi di accrescimento, soprattutto sui processi di maturazione" -  spiega Rosario Di Lorenzo, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali dell'Università degli Studi di Palermo - "Uno dei principali problemi che sta ponendo il cambiamento climatico è quello che viene definito disaccoppiamento fra i diversi parametri della qualità: tecnologica, fenolica, aromatica. Perché questi sono metaboliti che seguono vie sintetiche diverse, e quindi sono influenzati in maniera differente dalle alte temperature".

 

Per il Gruppo Arrigoni quindi emerge l'urgenza di contrastare i cambiamenti che il riscaldamento globale sta creando sulla vite, e di conseguenza sul vino prodotto. Per farlo sta proseguendo la ricerca con l'Università di Palermo per valutare le migliori soluzioni ombreggianti per mitigare gli effetti dello stress da caldo, come le scottature.

 

Questo perché due sono i rischi individuati dal Gruppo: il primo è legato alle fluttuazioni climatiche annuali, che possono determinare vendemmie con notevoli variazioni quantitative e qualitative, il secondo è correlato ai cambiamenti climatici a livello mondiale, che determinano un processo di migrazione della coltivazione verso aree di produzione non tradizionali.

 

L'effetto dell'ombra in vigneto

Per la ricerca sull'uva da vino Arrigoni dal 2019 sta collaborando con l'Università di Palermo a un progetto di ricerca, che si è concluso quest'anno, per valutare le migliori soluzioni anti scottatura sulle varietà di vite più coltivate in diversi areali siciliani, quali Nero d'Avola, Barbera, Moscato, Grillo, Syrah e Chardonnay.

 

Lo scopo della ricerca è stato quello di monitorare l'influenza delle diverse percentuali di ombreggiamento sui processi fisiologici di queste varietà e di conseguenza sulla qualità finale delle uve.

 

Durante le prove sono state utilizzate le reti del Gruppo più indicate per l'uva da vino e in diverse combinazioni fra loro: Scirocco Md green (ombreggiamento 27%), Robuxta Ldf white (ombreggiamento 32%), Iride multi pro extra black (ombreggiamento 26%) e Scirocco 50 black (ombreggiamento 40%).

 

Sono stati inoltre misurati in campo i dati climatici (temperature medie diurne e notturne, umidità media relativa), quantitativi (peso dell'acino, peso del grappolo, produzione per pianta), qualitativi (solidi solubili totali, acidità titolabile, acidi organici, Ph) e vegetativi (clorofilla, flavonoidi, antociani) elaborati poi con le tecniche statistiche inferenziali.

 

In particolare nell'ultimo anno di prova sono state utilizzate le coperture Iride multi pro extra black e Scirocco 50 black, con rispettivamente il 26% e il 40% di ombreggiamento, e confrontate con un controllo non ombreggiato. Anche per questo confronto sono stati misurati i dati climatici, qualitativi, quantitativi e vegetativi.

 

 

 

Confronto fra grappoli senza copertura, con ombreggiatura al 26% e con ombreggiatura al 40% e i relativi danni da scottature

Confronto fra grappoli senza copertura, con ombreggiatura al 26% e con ombreggiatura al 40% e i relativi danni da scottature

(Fonte: Università degli Studi di Palermo)

 

Da questo confronto per esempio è emersa una differenza nella temperatura media notturna/diurna e di umidità relativa fra il controllo non ombreggiato e le varietà coperte con le reti e si è anche registrato un diverso grado di invaiatura del grappolo in base alla percentuale di ombra utilizzata.

 

I primi risultati hanno sottolineato che l'utilizzo di queste coperture ombreggianti ha un effetto sul microclima interno della vegetazione, riduce la radiazione luminosa incidente, influisce sulla grandezza dell'acino, ha una limitata influenza sulla maturità tecnologica e un'elevata influenza sulla maturità fenologica.

 

"A livello climatico abbiamo fatto anche delle valutazioni con una termocamera, acquisendo la temperatura dei grappoli coperti e non coperti" - commenta così i primi risultati Daniele Micciché, dottorando di ricerca del Corso Biodiversity in Agriculture and Forestry all'Università degli Studi di Palermo - "Anche da questo punto di vista ci siamo resi conto che la copertura determina una evidente riduzione, statisticamente significativa, della temperatura del grappolo, e questo è un aspetto da non sottovalutare".

 

Differente grado di invaiatura dei grappoli a confronto con ombreggiatura al 40%, al 26% e il controllo non ombreggiato

Differente grado di invaiatura dei grappoli a confronto con ombreggiatura al 40%, al 26% e il controllo non ombreggiato

(Fonte: Università degli Studi di Palermo)

 

Le future analisi saranno la valutazione della composizione aromatica degli acini, l'utilizzo di immagini termiche per valutare la temperatura del grappolo e la misura delle firme spettrali delle diverse lunghezze d'onda assorbite dalla pianta.

 

Le soluzioni consigliate

In risposta alle problematiche climatiche che affliggono il settore l'Azienda ha messo a punto delle soluzioni innovative come le gamme Iride® e Fructus®. Questi due sistemi di protezione difendono la vite non solo da uccelli, insetti, grandine, gelo, sole e vento, ma offrono anche un microclima e delle condizioni di crescita migliori che contribuiscono a determinare la futura qualità del vino. Inoltre, sono idonee anche per agrumi, melo, pero, piccoli frutti, pomodoro e peperone.

 

Fructus® è la gamma di coperture antigrandine in polietilene tessute. L'intreccio a "giro inglese" conferisce al tessuto una bassa elasticità, mentre la lunga tradizione applicativa ne garantisce la perfetta funzionalità.

 

Iride® invece è la gamma che garantisce una forte protezione contro la grandine, oltre che dagli uccelli, grazie alla sua rete in monofilo di polietilene con maglie ad elasticità leggera che, per le sue caratteristiche intrinseche, è ideale per impianti viticoli.

 

Le esperienze dei viticoltori

Una testimonianza diretta sull'utilizzo di queste coperture arriva da Giulio Senni, amministratore delegato della società agricola Terre dei Pallavicini di Colonna (Rm), che possiede circa 70 ettari vitati: "Coltiviamo principalmente varietà a bacca bianca, come la Malvasia Puntinata, e crediamo molto nel rilancio delle varietà autoctone. Negli ultimi anni abbiamo assistito a temperature altissime, con picchi pericolosi per la vigna, e questo causa ritardi vegetativi e scottature".

 

Ma non c'è solo il problema delle scottature, alcune patologie sono accelerate dallo stress da caldo che colpisce le piante: "A fronte di tale situazione, ritengo che i prodotti Iride® e Fructus® possono essere due soluzioni valide. Sia per l'ombreggiamento dei filari, sia per la protezione della pianta e dei grappoli dalle scottature e dalle situazioni di stress che le alte temperature prolungate possono generare" conclude Senni.

 

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