Vino, il canale Horeca vale 6,5 miliardi di euro

Il 18 maggio riaprono bar e ristoranti e il settore vitivinicolo è in attesa di una ripartenza dei consumi anche fuori casa. Il lockdown ha causato forti eccedenze di prodotto per gran parte dei vini più pregiati italiani

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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Gli italiani non vogliono cambiare abitudini enologiche
Fonte foto: © stsvirkun - Adobe Stock

Da lunedì 18 maggio si riaccendono le luci sul canale Horeca e per il vino italiano è sicuramente una boccata d'ossigeno, dal momento che il consumo fuori casa di vino italiano sul mercato domestico vale 6,5 miliardi di euro. Questo è il dato che emerge dalla survey dell'Osservatorio Vinitaly-Nomisma wine monitor, eseguita su un campione rappresentativo di mille consumatori.

Dalle interviste, solo il 23% degli italiani dichiara che andrà meno al ristorante, a fronte di un solido 58% per cui non cambierà nulla, fatte salve comunque le misure di sicurezza da prendere (45%). Non manca poi il cosiddetto “revenge spending” post lockdown, per i beni voluttuari come il vino. Il 10% infatti prevede infatti di spenderne più di prima fuori casa, valore che sale al 15% per la fascia d'età fra i 25 e 40 anni.

La nostra speranza è che gli storici partner dell'Horeca possano essere messi al più presto nelle condizioni di poter riprendere il proprio cammino – sottolinea il direttore generale di Veronafiere Giovanni MantovaniVino, accoglienza e ristorazione rappresentano il primo fattore distintivo del nostro Paese nel mondo, e trovano in Vinitaly il luogo di incontro per eccellenza, con una media di 18mila buyer italiani nell'Horeca”.

Il ruolo della ristorazione e gli effetti del lockdown sulle vendite di vino si può già intravedere sulle giacenze a fine aprile – spiega il responsabile dell'Osservatorio Denis Pantinisi evidenziano infatti penalizzazioni subite anche da alcune blasonate denominazioni che trovano nell'horeca il principale segmento di mercato”.
Volumi invenduti sul +9% per Montefalco Sagrantino e +8% per il Nobile di Montepulciano, passando per il +8% del Chianti, fino a eccedenze importanti per la Falanghina (+16%) e il Soave (+24%). Ma il danno non è solo per la fascia più alta; Castelli Romani segna un +36% e il +22% per il Frascati.

L'Osservatorio infine spiega come un terzo dei consumatori consumi maggiormente fuori casa (42% i millenials), con un valore del 45% sul totale delle vendite in Italia (14,3 miliardi di euro il totale nel 2018). Il prezzo medio è di 15,4 euro a bottiglia, mentre al calice la spesa si attesta mediamente sui 5,7 euro.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: vino prezzi mercati vinitaly vitivinicoltura consumi

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