In breve

  • I contributi comunitari fanno gola alla malavita organizzata che si inventa pascoli e terreni fantasma.
  • I superdazi statunitensi si fanno sempre più vicini ed è allarme per gran parte dell'agroalimentare.
  • E' ancora aperta la battaglia per evitare l'introduzione delle etichette "a semaforo" che classificano gli alimenti in buoni e cattivi. Penalizzando le eccellenze italiane.
  • Confermati gli aiuti per favorire l'ingresso dei giovani nelle attività agricole.
  • Da Bruxelles un gigantesco sforzo economico a favore dell'ambiente. Ma una parte dei soldi potrebbero essere sottratti all'agricoltura.
  • E' crisi profonda per olio e ortofrutta, tanto che i produttori minacciano proteste di piazza.
  • Cimice asiatica e Xylella continuano ad essere sotto i riflettori. Ma è rinviata l'attuazione del decreto con i 300 milioni per gli olivicoltori pugliesi.
  • Piacciono le serre verticali, dove trovano nuova vita strutture dismesse dove applicare le tecnologie della coltivazione idroponica.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.
 

Pascoli fantasma

"La truffa dei clan sui fondi Ue, milioni per i pascoli fantasma" (Repubblica). "Dalla mafia dei pascoli alla truffa dei fondi Ue" (Corriere della Sera). "Blitz contro la mafia dei pascoli, sui Nebrodi la truffa dei fondi Ue" (Il Sole 24 Ore).

Sono questi solo alcuni dei titoli apparsi sui quotidiani in edicola il 16 gennaio. La notizia, anticipata il 13 gennaio da “Il Fatto”, prende le mosse dal blitz della Procura antimafia che ha portato a numerosi arresti e a indagare su quasi duecento persone.

Dalle indagini, scrive "La Sicilia", sono emerse richieste di contributi anche per terreni demaniali o addirittura all'interno dell'area aeroportuale di Boccadifalco a Palermo.
Sembra gettare acqua sul fuoco "Il Sole 24 Ore", precisando come in tredici anni, su oltre 5mila casi sospetti, solo in ventuno di questi si siano accertati reali frodi ai danni di Bruxelles.

Occorre però fare i conti con le norme comunitarie, spiega "Italia Oggi", e con il ritardo nell'applicare il sistema di identificazione delle parcelle agricole.
Sono vincoli previsti nel Piano di azione 2018 sulla Politica agricola comune e il mancato adempimento italiano potrebbe portare al blocco dei fondi europei.


Il "superdazio" Usa

Riparte dalle nostre due isole maggiori, Sicilia e Sardegna, la preoccupazione per le conseguenze dell'inasprimento dei dazi statunitensi sulle nostre esportazioni agroalimentari.
A Menfi, in Sicilia, sono i vignaioli a scendere in piazza per chiedere il 10 gennaio dalle pagine de “La Sicilia” che ci si muova per contrastare gli effetti negativi che ne deriveranno sui mercati e che colpiranno non solo i vini.

C'è timore anche fra i produttori di pecorino e sempre il 10 gennaio è la “Nuova Sardegna” a dare voce all'allarme lanciato dal Consorzio di tutela di questo formaggio Dop, che ha negli Usa uno dei suoi più importanti mercati.
Ma sono un po' tutte le produzioni agroalimentari del Mezzogiorno che dovranno fare i conti con l'inasprimento dei dazi, un problema del quale si dibatte il 10 gennaio sulle pagine del “Quotidiano del Sud”.

Non si salvano nemmeno i nostri grandi formaggi Dop e dal Consorzio di tutela del Grana Padano si precisa su “Repubblica” del 15 gennaio, che a rischio ci sarebbero 150 milioni di euro delle esportazioni verso gli Usa.

Allargando lo sguardo a tutto il nostro export, dal vino ai biscotti, come scrive "Il Messaggero" del 16 gennaio, nell'aumento dei dazi Usa sarebbero coinvolte nostre esportazioni per circa 3 miliardi di euro.

Tanto allarme per le conseguenze dell'inasprimento dei dazi Usa trova conferma nella breve notizia riportata il 15 gennaio da “Italia Oggi”, dove si precisa che l'aumento del 25% dei dazi sui vini fermi francesi ha portato a un calo delle vendite del 36% sul mercato statunitense.

Nella trattativa in corso fra Stati Uniti e Unione europea non ci sono solo i dazi, ma l'intera impalcatura delle regole sul commercio internazionale scritte dal Wto, l'Organizzazione mondiale del commercio, come si apprende il 14 gennaio da “Avvenire”.


No ai "semafori"

A complicare il quadro dei mercati si aggiunge la proposta di utilizzare per le etichette il sistema "nutriscore", che distingue alimenti salubri e non con etichette che presentano una gamma di colori dal verde al rosso.
Un sistema che però penalizza ingiustamente alcune eccellenze alimentari italiane, "colpevoli" di un eccessivo contenuto di grassi o di sale.

Accade ad esempio per i prosciutti, come pure per i formaggi grana. Se ne parla il 10 gennaio su “Il Giorno”, citando le dichiarazioni della ministra per le Politiche agricole, Teresa Bellanova, che si è detta impegnata nel contrastare questo sistema di etichettatura, promuovendo invece la proposta italiana di un metodo definito a batteria e dal quale sarebbero escluse le produzioni Dop.

Informazioni precise e dettagliate ai consumatori potrebbero arrivare utilizzando le etichette "digitali" realizzate con il codice QR, leggibile da uno smartphone.
Come spiega “Libero” del 12 gennaio, manca però un regolamento europeo che ne disciplini l'uso. Se ne parla dal 2011, ma le proposte su questo argomento trovano l'opposizione di Germania, Olanda e Danimarca.
 

Soldi in arrivo

Dalle pagine del quotidiano “Il Piccolo”, la ministra Bellanova assicura tuttavia che intende portare avanti sui tavoli di Bruxelles una strenua difesa del nostro export, che andrà giocata su tutti i fronti, non escluso quello della etichettatura.

Sul fronte nazionale, è ancora Teresa Bellanova a dirlo dalle pagine del “Corriere di Brescia” del 10 gennaio, sono intanto previsti aiuti per sostenere l'ingresso dei giovani imprenditori agricoli, ai quali sono riservati stanziamenti per 100 milioni di euro.

Sono solo 46, scrive la “Nuova del Sud” del 13 gennaio, i milioni destinati in Basilicata a coprire i danni delle ondate di maltempo.

In tema di sostegni il capitolo di gran lunga più rilevante è quello dedicato all'ambiente, argomento al centro in questi giorni del dibattito europeo.
Se ne parla su numerosi quotidiani e fra questi “La Stampa” del 15 gennaio che commenta come Bruxelles intenda ridurre del 40% le emissioni climalteranti entro il 2030.

Un obiettivo ambizioso per il cui raggiungimento sono previsti investimenti enormi, sino a mille miliardi di euro. E sono in molti a temere che sarà necessario, per recuperare una somma così ingente, ridurre le risorse destinate all'agricoltura.


Crisi per olio e frutta

Mentre si discute sui temi ambientali, l'agricoltura segna il passo anche in Germania e “Italia Oggi” del 14 gennaio segnala come dal 1991 a oggi il numero delle aziende tedesche in attività si sia ridotto della metà.

Intanto in Italia è crisi profonda per l'olio di oliva, in particolare per le produzioni siciliane, come spiega il “Quotidiano di Sicilia” del 15 gennaio.
Non va meglio per l'olio pugliese, tanto che i produttori minacciano dalle pagine del “Quotidiano del Sud” di avviare forme di protesta contro i supermercati, che con le loro politiche di sottocosto, utilizzando prodotti di importazione, finiscono con il penalizzare il mercato dell'olio.

Proteste sono anche quelle che minacciano di attuare i frutticoltori per denunciare la difficile situazione dovuta al crollo del mercato e ai danni della cimice.
L'appuntamento con la piazza, scrive “Il Resto del Carlino” del 14 gennaio, è fissato per il 30 gennaio.
 

Ancora cimici e Xylella

Sempre “Il Resto del Carlino”, dell'11 gennaio in questo caso, lancia l'appello dei frutticoltori ferraresi affinché siano aumentate le risorse destinate a sostenere i produttori che hanno avuto danni conseguenti agli attacchi della cimice asiatica.
Per la lotta alla cimice, scrive il “Corriere di Verona” del 10 gennaio, si continua a chiedere a gran voce l'introduzione della vespa samurai, insetto antagonista naturale della cimice asiatica.

Riflettori sempre accesi sulla Xylella, per la quale si attende il via libera della Conferenza Stato Regioni, in calendario il 16 gennaio, per lo stanziamento di 300 milioni. Ne dà anticipazione il 15 gennaio la “Gazzetta del Mezzogiorno”.
Ma il giorno seguente, è ancora la stessa "Gazzetta del Mezzogiorno" a darne informazione, si apprende che la discussione sul decreto che avrebbe definito questi stanziamenti non era prevista dal calendario dei lavori. Inevitabile il rinvio.

Sullo sfondo restano tuttavia alcune polemiche su come utilizzare i fondi destinati alla lotta contro la Xylella, argomento del quale si occupa “Il Sole 24 Ore” dell'11 gennaio.

Come se non bastassero i danni provocati dalla Xylella, a complicare la vita degli olivicoltori si aggiungono i furti di piante di olivo dai vivai, come quelli denunciati il 14 gennaio dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”.
 

"Curiosando"

C'è spazio per alcune notizie curiose, come quella riportata il 15 gennaio da “Italia Oggi” che descrive alcune iniziative per il recupero di edifici abbandonati, nei quali realizzare serre verticali per colture idroponiche.

Ancora su “Italia Oggi” si parla di una innovazione messa a punto da Conserve Italia per verificare, attraverso una app, se i livelli nutritivi del terreno sono allineati alle esigenze delle coltivazioni in atto.

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