Bacini idrici di Puglia e Basilicata con poca acqua

Anbi: mancano all'appello 104 milioni di metri cubi in Puglia e 87 nei bacini della Basilicata. La situazione al momento è sotto controllo, ma frutto di un andamento climatico irregolare che dura già da mesi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

diga-di-occhitto-sul-fortoreimmagine-di-repertorioconsorzio-di-bonifica-capitanata.jpg

Occhito sul Fortore (in foto): solo qui rispetto ad un anno fa manca ben oltre il 20% dell'acqua
Fonte foto: © Consorzio per la bonifica della Capitanata

I bacini idrici della Puglia trattengono attualmente circa 104 milioni di metri cubi in meno rispetto all’anno scorso; analogamente gli invasi della Basilicata segnalano un calo di oltre 87 milioni di metri cubi. Sono questi i dati più significativi diffusi, in avvio del 2020, dal periodico osservatorio dell'Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue sullo stato delle risorse idriche del paese.

“Sono dati che devono indurre ad avviare un confronto fra tutti i soggetti interessati su scelte operative necessarie sia in funzione della prossima stagione irrigua che in un arco temporale più ampio, perché l’attuale contingenza è la conseguenza di un trend idrico deficitario, in atto da molti mesi. Ciò è particolarmente significativo, perché oltre il 50% del territorio di Puglia e Basilicata, al pari della Sicilia, è a rischio di desertificazione commenta Francesco Vincenzi, presidente dell’Anbi.

“I primi dati dell’anno – conclude il direttore Generale di Anbi, Massimo Gargano confermano come la crisi climatica disegni un’Italia idricamente a macchia di leopardo, accentuando il paradosso di emergenze idrogeologiche, che seguono periodi di siccità. Ciò evidenzia la necessità di adeguare, incrementandola, la rete idraulica alle mutate condizioni meteo, gestendo e trattenendo l’acqua, quando arriva per utilizzarla nei momenti di bisogno in una logica di multifunzionalità. L’esperienza dei Consorzi di bonifica rappresenta un presidio di innovazione al servizio del paese”.

Fin qui il monito lanciato dall’Anbi per le due regioni meridionali; ecco cosa ha trovato AgroNotizie nelle due regioni considerate, consultando le consuete fonti.
 

Eipli, mancano all’appello 87,7 milioni di metri cubi

Ieri il bollettino dell’Eipli, l'ente per lo sviluppo dell’irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia, riportando i dati dell’Acquedotto del Sinni - Centro di telecontrollo di Ginosa (Taranto) evidenziava come nella giornata del 15 gennaio 2020 nei dieci bacini gestiti – 8 in Basilicata, uno in Puglia e l’altro in Campania - sono presenti poco più di 333,7 milioni di metri cubi d’acqua, pari al 56,72% della capacità d’invaso massima autorizzata, pari a 588,3 milioni di metri cubi.

Ma il 15 gennaio 2019 – un anno prima – negli stessi dieci bacini gestiti erano presenti più di 421,4 milioni di metri cubi d’acqua, pari ad oltre il 71,63% della capacità d’invaso massima autorizzata. Il che equivale a dire che nei bacini della Basilicata – più Conza che è in Campania e Serra del Corvo posto in Puglia, ma sempre a gestione Eipli – mancano all’appello - rispetto all’anno precedente - 87, 7 milioni di metri cubi d’acqua, pari al 20,81% di risorsa idrica in meno.

Il maggior invaso della Basilicata, quello di Monte Cotugno, sul fiume Sinni, situato in agro di Senise, raccoglie ieri qualcosa come 144,1 milioni di metri cubi d’acqua, pari a poco più del 50% della capacità massima autorizzata di 285,7 milioni e il 33,74% in meno della quantità d’acqua ritenuta il 15 gennaio 2019 pari a ben 217,5 milioni di metri cubi.

Va detto che sulla schermata dei bollettini è riportata anche la seguente nota: “Per la stagione in corso non si prevedono criticità essendo i valori in linea con i volumi dell’anno precedente”. In effetti, i dati non sono molto “in linea con l’anno precedente”. Evidentemente l’Eipli conta su un recupero di risorsa sulla primavera.
 

Consorzio per la bonifica della Capitanata, acqua a meno 29,26%

Il Consorzio per la bonifica della Capitanata, nella giornata di ieri, 15 gennaio 2020, ha registrato nei quattro invasi di sua competenza la presenza di oltre 140, 4 milioni di metri cubi d’acqua , pari al 42,63% della capacità utilizzabile, pari a 329,3 milioni di metri cubi d’acqua. Ma il 15 gennaio 2019 erano presenti invece negli invasi ben 198,5 milioni di metri cubi, pari al 60,27% della capacità utilizzabile. Tutto questo significa che ieri nei bacini della provincia di Foggia si sono registrati 58,1 milioni di metri cubi d’acqua in meno di un anno fa, il 29,26%.

Il maggiore invaso gestito dal Consorzio per la bonifica della Capitanata è quello di Occhito sul fiume Fortore, forte di una capacità utilizzabile da 250 milioni di metri cubi, ieri si presenta pieno al 44% della sua capacità con poco più i 110 milioni di metri cubi, oltre il 20% in meno di un anno fa, quando poteva disporre di oltre 137, 8 milioni di metri cubi, pari al 55,14% della sua capacità utilizzabile.
 

La fragilità dei bacini ad uso promiscuo irriguo-potabile

A rendere la situazione delicata, come sempre giova ricordarlo, è il fatto che tutti questi bacini – sia in Basilicata che in Puglia e recentemente anche Conza in Campania - sono ad uso promiscuo irriguo–potabile, il che significa che in caso di siccità prolungata gli enti dovranno riservare la risorsa per gli acquedotti che servono le abitazioni. Da qui l’allarme lanciato ieri dall’Anbi.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

Autore:

Tag: irrigazione siccità acqua cambiamenti climatici

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 218.065 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner