Corpo 8, attenti al lupo

Più frequenti i danni causati dai selvatici. Siccità, al Nord è emergenza. Primi soldi per i danni da Xylella. Ma è già allarme cimice. Vinitaly, sarà boom. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 22 al 28 marzo

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

Cinghiali, nutrie, lupi e persino cormorani. Sono diverse le specie selvatiche il cui numero in aumento sta destando preoccupazioni fra gli agricoltori. Si spera in risarcimenti più equi.

Cereali, ortofrutta e ulivi coltivati nel Nord Italia sono alle prese con la conseguenza della scarsità di piogge in questa primavera avara di acqua.

Per affrontare i danni subiti dagli olivicoltori per la Xylella sono in arrivo i primi soldi. Ma i ritardi spingono gli agricoltori a nuove proteste.

La ricerca è al lavoro per mettere a punto vitigni capaci di offrire maggiore resistenza ad alcune temibili patologie. In Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna i primi incoraggianti risultati.

Con la firma sugli accordi commerciali fra Italia e Cina prende corpo la "Via della Seta". Interessanti opportunità per l'agroalimentare.

Le ragioni di una scelta, dolorosa per l'agricoltura italiana, che hanno indotto Paolo De Castro a lasciare la politica attiva per tornare all'incarico di professore universitario.

Manca poco più di una settimana all'apertura del Vinitaly a Verona, che già si prepara a superare i record delle precedenti edizioni.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


Predatori in agguato

C'è chi deve vedersela con gli attacchi dei predatori selvatici, chi guarda al cielo sperando nella pioggia che non arriva, almeno nelle campagne del Nord, chi invoca risorse per fronteggiare la Xylella, chi spera nella Cina per risolvere la crisi dell'agrumicoltura. E nel frattempo il mondo del vino è già in fermento per il prossimo appuntamento veronese con il Vinitaly.

E' attorno a questi temi che si è concentrata l'attenzione dei quotidiani in edicola in questi giorni. Ma andiamo con ordine, iniziando dall'aumentato allarme per la crescita delle popolazioni di animali selvatici, cinghiali in particolare, ma anche lupi.
Il problema non è di oggi, ma stando a quanto afferma la “La Nazione” del 25 marzo, la pressione di questi animali, almeno fra i vigneti della Toscana, è aumentata sensibilmente, tanto da far temere in qualche caso la necessità di abbandonare le coltivazioni.

Situazione non dissimile è quella descritta dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”, che anticipa la possibilità che si possa giungere ad un più equo risarcimento dei danni subiti.
In Puglia, scrive la “Gazzetta della Capitanata” del 26 marzo, lupi e cinghiali si incontrano sempre più vicini agli abitati, tanto che sul Gargano si parla di una vera e propria emergenza.


Senza pioggia

Più che i selvatici preoccupa tuttavia questa primavera senza pioggia della quale parla “Avvenire” del 22 marzo, le cui conseguenze si fanno sentire su mais, fieno, frutta e ortaggi.

In Veneto, scrive “Il Mattino di Padova” del 23 marzo, c'è forte timore per le colture di mais e si contano 35mila ettari di campi "assetati".
A soffrire per la mancanza di acqua, si legge sempre su questo giornale, sono anche gli asparagi, la cui campagna di raccolta si sta rapidamente avvicinando.

Non va meglio in Piemonte e nel vercellese si guarda con preoccupazione all'andamento delle coltivazioni di cereali e frutta, come si apprende da “La Stampa”.

In Liguria sono ulivi e fiori gli osservati speciali, tanto che “Il Secolo XIX” del 25 marzo segnala che in alcune zone gli olivicoltori hanno già iniziato, quando possibile, con le irrigazioni di soccorso.

Ci spostiamo in Emilia Romagna con la “Provincia di Cremona" del 28 marzo, che denuncia la forte secca del Po, superiore a quella registrata nell'estate dello scorso anno.

La siccità, scrive il 23 marzo il “Corriere della Sera” dovrebbe essere uno stimolo al miglior utilizzo delle acque piovane. Invece la carenza di adeguate infrastrutture porta a sprecare gran parte di queste risorse.


I soldi (e la protesta) per la Xylella

Le complicazioni dovute al clima si aggiungono a quelle di carattere fitosanitario, con in primo piano la costante emergenza Xylella, per la quale sono stati sbloccati i primi aiuti destinati agli olivicoltori danneggiati.
Al momento, si legge sulla “Gazzetta del Mezzogiorno” del 22 marzo, il Cipe ha reso disponibili stanziamenti per 30 milioni di euro, ma ancora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento di legge annunciato dal Governo, che prevede aiuti per complessivi 100 milioni di euro.

Ancora dalla "Gazzetta del Mezzogiorno", del 28 marzo in questo caso, la raccomandazione a sradicare completamente gli ulivi colpiti e non fermarsi al semplice taglio.
Il rischio di ricrescita è forte, come pure la possibilità di nuovi attacchi della Xylella.

Ritardi che inducono gli agricoltori a scendere in piazza e il “Quotidiano di Puglia” del 24 marzo riporta la cronaca della protesta che si è svolta con un corteo di trattori lungo le strade di Lecce.

All'orizzonte si profila poi un'altra invasione di cimici asiatiche in coincidenza con il rialzo delle temperature. A darne anticipazione è il “Giornale di Vicenza” del 26 marzo, che teme una situazione più grave di quella vista lo scorso anno.


Il vitigno che non si ammala

Ci si può consolare con i positivi risultati raggiunti dalla ricerca nella messa a punto di vitigni con una elevata resistenza agli attacchi dei patogeni.
Al lavoro, spiega “Il Sole 24 Ore” del 22 marzo, ci sono i ricercatori dell'Università di Udine che sta già testando con buoni risultati dodici nuovi vitigni.

Esiti positivi anche per le prove in campo in Emilia Romagna condotte dal Crpv (Centro ricerche produzioni vegetali) su ceppi resistenti a peronospora e oidio. I dettagli si possono leggere il 27 marzo su “Italia Oggi”.


La "Via della Seta"

Si è molto parlato in questi giorni degli accordi commerciali fra Italia e Cina, e la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 22 marzo tenta un'analisi dei pro e dei contro che ne possono derivare.

Il Messaggero” del 26 marzo ospita un'intervista al ministro per le Politiche agricole, Gian Marco Centinaio, che si dice convinto delle buone opportunità che potranno scaturire per l'agroalimentare italiano dagli accordi siglati con la Cina.

Se ne parla nello stesso giorno su “Il Sole 24 Ore”, per sottolineare la funzione di questi accordi internazionali, senza i quali sarebbe impensabile per la nostra agricoltura avviare scambi commerciali con colossi economici della grandezza di Cina e Usa.


Un passo indietro

Dalle pagine de "Il Sole 24 Ore” del 22 marzo giunge, un po' a sorpresa, la decisione di Paolo De Castro, figura di spicco della politica agricola comunitaria, dove ricopre fra l'altro il ruolo di primo vicepresidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, di abbandonare l'agone politico per tornare all'insegnamento universitario.

Le ragioni di questa scelta, certo dolorosa per l'agricoltura italiana e non solo, sono spiegate il 27 marzo da “Italia Oggi”, che ne analizza le motivazioni politiche.


Aspettando il Vinitaly

Il mondo del vino sembra non farsi coinvolgere dai problemi che assillano il mondo agroalimentare ed è tutto preso dall'approssimarsi del Vinitaly, kermesse veronese in calendario dal 7 al 10 aprile, destinata ancora una volta a superare se stessa.

Lo anticipa “L'Arena” del 26 marzo che parla di un record assoluto di presenze, notizia che conferma “Italia Oggi” del 27 marzo parlando di un maggior numero di espositori, per ospitare i quali si è dovuto aumentare il numero di padiglioni fieristici.
 

Dova va il vino

L'avvicinarsi del Vinitaly è poi un'occasione per le analisi sull'andamento del comparto, che si presenta con alcune ombre.
Le mette in evidenza il “Corriere della Sera” del 25 marzo parlando di un rallentamento dell'export sui mercati tradizionali, che però potrebbe essere compensato da un aumento delle vendite sui mercati asiatici.

Fra le tipologie che meglio si comportano sui mercati di esportazione, scrive “Repubblica” nello stesso giorno, ci sono ancora una volta i vini frizzanti, che trionfano anche sul mercato interno, sia nei discount sia nella tradizionale Gdo.

Il successo dei vini bianchi italiani sui mercati stranieri è confermato da “QN” del 27 marzo, che ricorda gli ottimi risultati conseguiti in particolare sul mercato statunitense.

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