Magis nella logica di filiera

Intervista al professor Attilio Scienza, presidente del Corso di laurea in Scienze viticole ed enologiche presso la Facoltà di Agraria dell'Università di Milano

Michela Lugli di Michela Lugli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 7 anni fa

Scopri tutte le notizie aggiornate sull'agricoltura, leggi le ultime novità di Bayer.

scienza-magis.jpg

Il professor Attilio Scienza

Torniamo, a qualche mese di distanza dal suo primo intervento, a parlare con il professor Attilio Scienza di Magis e, in un'intervista fatta in occasione di Fieragricola, proviamo a capire come Magis vada ad inserirsi nell'attuale scenario che caratterizza il mercato vitivinicolo.

 

Logica di filiera

La logica del futuro è la rete d'impresa – spiega il professore chiarendo subito il suo pensiero -. Il futuro è di chi fa una scelta di filiera; le piccole aziende da sole non possono farcela. Per fare un esempio, se quindici aziende iniziano a produrre un vino da un vitigno che hanno studiato e scelto e che hanno solo loro, danno vita ad un prodotto unico più facile da comunicare e di maggiore efficacia sul mercato; un po' quello che succede con le mele Pink Lady.
L'aggregazione di filiera – prosegue - può essere la risposta alle nuove normative che saranno in vigore a partire dal 2014 e che renderanno obbligatorio un metodo di produzione integrato”.

 

Comunicazione e tutela ambientale

La filosofia di Magis – spiega il professore - è proprio questa: creare una rete che parta dalla produzione e arrivi alla vendita tenendo ben presente che la filosofia è la chiave per il consumatore. L'importatore, ad esempio, si chiede come comunicare al proprio target che il 'gruppo' da cui importa offra un vino capace di rispondere ai requisiti aggiuntivi alla qualità del prodotto che il consumatore oggi cerca. Per questo, serve una filosofia di fondo da comunicare che tocchi tematiche quali la biodiversità, la tutela e la difesa del territorio”.

 

Nuovi mercati

“Parlando di export, non dobbiamo scordare di considerare i diversi tipi di consumatore. Le denominazioni quali Doc, Docg e Igt, sono un retaggio dell'Europa; ai nuovi mercati che non hanno una tradizione vinicola antica e radicata, non interessano. Un consumatore anglosassone ma anche svizzero o americano è ad esempio, molto attento agli aspetti ambientali. L'attenzione all'ambiente è dunque la chiave per l'export e Magis offre una risposta”.

 

La chimica fa paura

Per quanto riguarda poi l'impiego della chimica – chiarisce -, il consumatore ne ha la fobia; per questo è necessario informarlo e spiegargli cosa significa un protocollo di viticoltura integrata. Magis, dal canto suo, cerca di creare una rete anche informativa perché un consumatore informato non ha paura della chimica".

 

Viticoltura di precisione

“Per andare verso un agricoltura di precisione con cui è possibile ottenere risparmi fino al quaranta per cento di concime e del trenta per cento di acqua – precisa – sono necessari i mezzi adatti e anche in questo ambito Magis ha un suo ruolo.

Per ovviare al fattore limitante 'macchine', con Bayer, Nobili, New Holland e Kuhn stiamo predisponendo alcuni prototipi in grado di mettere in pratica i risultati ottenuti dall'agricoltura di precisione; uno di questi riguarda ad esempio, un atomizzatore che ricorrendo all'impiego di sensori ad ultrasuoni, ci permette di dimezzare la quota di fitofarmaco impiegata”. 

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: viticoltura agricoltura di precisione magis fieragricola

Rubrica: Magis, viticoltura sostenibile