Agricoltura, rapporti più stretti tra Italia e Tunisia

Il presidente della Cia al 14° Congresso dell’Organizzazione degli agricoltori tunisini

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“I cambiamenti climatici, la globalizzazione economica e dei mercati, le difficoltà congiunturali, la crisi che ha colpito pesantemente le imprese devono diventare i punti di partenza per il confronto e la collaborazione nell’ambito delle organizzazioni agricole che operano nel Bacino del Mediterraneo. D’altra parte, proprio nel Mediterraneo l’agricoltura rappresenta un importante fattore di pace e di sviluppo. Bisogna, quindi, guardare a questa area in un’ottica nuova, moderna. Essa è tornata ad essere crocevia del mondo, punto nevralgico per il progresso. Un’area alla quale un settore come quello agricolo non può che rivolgersi con grande attenzione, in quanto costituisce l’elemento in grado di coagulare e rafforzare la cooperazione fra i vari paesi”. E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nel suo intervento al 14° Congresso dell’Utap, l’Organizzazione agricola tunisina per l’agricoltura e la pesca sul tema “Un’agricoltura che si adegua ai cambiamenti e affronta le sfide”, che si è svolto ad Hammamet, in Tunisia, dal 16 al 18 aprile scorsi. 
Nel suo intervento, il presidente Politi ha sottolineato il legame che c’è tra la Cia e l’Utap, ricordando la convenzione firmata nel maggio 2009 a Tunisi. Un accordo teso a rendere più dinamici i legami già esistenti tra le due organizzazioni, soprattutto nei campi della formazione, dell’informazione e della divulgazione e nel quale si evidenzia l’esigenza di una più stretta concertazione nelle questioni internazionali e l’avvio di un reale partenariato agricolo euro-mediterraneo nella cornice del progetto “Unione per il Mediterraneo”.
Il Congresso dell’Utap si è aperto con il discorso rivolto dal Presidente della Repubblica tunisina Ben Alil, il quale ha presentato il suo programma politico per il settore agricolo ribadendo l’importanza del ruolo dell’agricoltura ed il suo impegno nel sostenerla incrementando gli investimenti nel settore dell’irrigazione, delle donne rurali e della ricerca. Al Congresso hanno partecipato diverse delegazioni agricole di paesi stranieri e di due Unioni per l’agricoltura: Algeria, Siria, Libia, Egitto, Kuwait, Yemen, Giordania, Francia, Unione araba ed Unione africana.

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