La vendemmia divide l'Italia

I dati definitivi diffusi da Assoenologi. Produzione al ribasso: 44,5 milioni di ettolitri, ovvero il 4% in meno della passata campagna

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Assoenologi e vendemmia 2009, i dati definitivi

"Una vendemmia che divide l’Italia". Così la definisce Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi, l'Associazione enologi enotecnici italiani che ha diffuso i dati definitivi sulla produzione 2009 di uva e di vino. Nel 2007 il Centro-Sud fece registrare una produzione deficitaria rispetto a quella del Nord, nel 2008 si è verificato un capovolgimento: con un decremento nel Centro-Nord e un incremento nel Centro-Sud, ad eccezione della Sardegna.

"Quest’anno - dice Martelli - l’Italia è stata fino ad agosto divisa longitudinalmente a causa delle diverse condizioni atmosferiche e meteoriche verificatesi durante tutto il ciclo vegetativo".

In pratica la parte occidentale, quella tirrenica, ha manifestato incrementi di produzione omogenei, mentre la parte orientale (adriatica) decrementi altrettanto omogenei. Dal Friuli Venezia Giulia, passando per le Marche e arrivando in Puglia si riscontravano decrementi produttivi che oscillavano tra il -5% e -10% rispetto allo scorso anno. Mentre dal Piemonte alla Toscana, fino alla Campania, si registravano, sempre a fine agosto, segni positivi da +5% a +10%.
Oggi, a raccolta ultimata, l’Italia attenua la divisione longitudinale al Nord e l’accresce al Sud, dove il bizzarro andamento climatico, caratterizzato prima da temperature elevate, poi da piogge inconsuete, ha penalizzato la produzione facendola scendere a -15% in Abruzzo ed in Puglia e a -10% in Sicilia e nelle Marche.

 

La quantità in sintesi
A fine agosto in tutt’Italia si ipotizzava una produzione di 46,3 milioni di ettolitri di vini e mosti, un quantitativo uguale a quello del 2008. Oggi, a conferimenti avvenuti, il dato viene rivisto al ribasso. Nel 2009 si produrranno infatti non più di 44,5 milioni di ettolitri, il 4% in meno della passata campagna, a fronte della media quinquennale (2004/2008) di 48,4 milioni di ettolitri e di quella decennale (1999/2008) di 49,5 milioni di ettolitri. Il decremento rispetto alle prime previsioni è dovuto all’andamento climatico o meteorico che hanno caratterizzato soprattutto, nel mese di settembre, le regioni del Sud d’Italia e in particolare: Marche, Abruzzo, Puglia e Sicilia. Il Veneto (7,7 milioni di ettolitri) si conferma, per il terzo anno consecutivo, la regione più produttiva. Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Sicilia insieme producono oltre il 50% di tutto il vino italiano.

 

La qualità in sintesi
A fine agosto, quando nelle cantine era stato conferito poco più del 20% del prodotto, le previsioni davano una qualità eterogenea, complessivamente più che buona con diverse punte di ottimo che potevano essere confermate se il mese di settembre fosse decorso con temperature nella media, poca pioggia e con forti escursioni notturne. Ora, con quasi il 100% delle uve introdotte in cantina, si può affermare che il mese di settembre ha maggiormente premiato il Centro-Nord d’Italia, dove, in molte regioni, la qualità è ottima con diverse punte di eccellente. Nel Centro-Sud il bizzarro andamento climatico ha mantenuto l’eterogeneità  ipotizzata determinando una qualità a macchia di leopardo, dove il mediocre si scontra con l’ottimo ed il buono con il discreto.

 

Pessime le condizioni di mercato
I dati del primo semestre 2009 mostrano una decisa flessione dei valori che si riducono del 7,3% rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre i volumi aumentano del 6,9%. Un segnale contrastante, che mette in luce la forte tensione che caratterizza i mercati internazionali, dove la diminuzione dei prezzi al consumo è evidente, tanto da far scivolare il valore unitario del vino italiano del 13,3% rispetto allo scorso anno. Nella stragrande maggioranza delle cantine italiane, le scorte non sono trascurabili. In questo contesto si inserisce la produzione 2009 che paradossalmente vede una qualità complessivamente ottima, una produzione decisamente al di sotto della media pluriennale, ma un mercato all’ingrosso delle uve che si è rivelato alquanto fiacco e un mercato dei vini ancora fermo e orientato fortemente al ribasso con punte che, per alcune varietà, arrivano anche al 40% del prezzo pagato lo scorso anno.

 

I dati definitivi di Assoenologi sulla produzione vitivinicola 2009 (vino e mosto)  

 

 

Regione

Produzione media
vino e mosto
2004/2008 - Dati Istat

HL vino e mosto
produzione 2008
Dati Istat

±% Previste
rispetto 2008

Media HL vino
e mosto previsti
2009*

Piemonte

2.950.000

2.480.000

+15%

2.850.000

Lombardia

1.140.000

1.250.000

-5%

1.190.000

Trentino A.A.

1.169.000

1.140.000

+5%

1.190.000

Veneto

7.812.000

8.119.000

-5%

7.710.000

Friuli V.G.

1.112.000

1.014.000

=

1.010.000

Emilia Romagna

6.625.000

6.340.000

+5%

6.660.000

Toscana

2.910.000

2.800.000

=

2.800.000

Marche

1.034.000

871.000

-10%

780.000

Lazio

2.161.000

1.797.000

=

1.800.000

Abruzzo

3.109.000

3.054.000

-15%

2.600.000

Campania

1.829.000

1.768.000

+5%

1.850.000

Puglia

7.194.000

6.949.000

-15%

5.900.000

Sicilia

6.395.000

6.180.000

-10%

5.560.000

Sardegna

834.000

582.000

+5%

610.000

Altre**

2.153.000

1.901.000

+5%

1.990.000

Totale

48.427.000

46.245.000

-4%

44.500.000

 

Fonte: Associazione enologi enotecnici italiani
* In colonna sono indicate le medie produttive arrotondate e ipotizzate per ogni regione
** Valle d’Aosta, Liguria, Umbria, Molise, Basilicata, Calabria

 

 

Fonte: Assoenologi

Tag: vino

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