Actinidia, innovazione in vetrina

Presso l'istituto Persolino di Faenza (Ra) si terrà un incontro sul miglioramento genetico del kiwi

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Actinidia Soreli su pianta.jpg

Actinidia Sorèli su pianta

Sabato 16 e domenica 17 maggio 2009 verrà aperto al pubblico il parco dell’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l'Ambiente 'Persolino' di Faenza con un ricco calendario di manifestazioni e appuntamenti. L’Istituto sorge sull’antico colle Persolino appena fuori dalla città faentina, area ricca di storia in prossimità del fiume Lamone, dapprima abitato da popolazioni paleolitiche, poi dagli etruschi e dai romani che crearono una vasta villa agricola.

 

La prima giornata: sabato 16 maggio

Nella mattinata di sabato 16 maggio a partire dalle ore 9,30 si svolgerà un convegno su La coltura dell’actinidia; relatori il Dr. Ugo Palara presidente Sezione Frutticoltura della SOI - Società di Ortoflorofrutticoltura Italiana e il Prof. Raffaele Testolin del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Udine, a cui seguiranno interventi di altri docenti dell’Istituto e di agricoltori specializzati. Nel pomeriggio alle ore 15,30 seguirà la visita guidata al roseto storico dell’Istituto ed alla cantina. Alle ore 21,00 il maestro Carnevali allieterà i convenuti con un concerto di ocarina e fisarmonica tenuto nel roseto illuminato ad arte con effetti.

In questa giornata si vuole dare grande risalto alla coltura dell’actinidia che in queste zone presenta grande importanza e tradizione. Il kiwi in Romagna, infatti, ha radici trentennali grazie anche ai primi impianti realizzati a metà degli anni ’70. In quest’ottica importanti gli interventi del Prof. Raffaele Testolin sull’innovazione varietale dell’Actinidia Deliciosa, di Riccardo SpinelliTechnical Manager Zespri Fresh Produce Italy – sulla Batteriosi in Italia su actinidia e di Eraldo Tura – Docente IPSSA ‘Persolino’ sul progetto di miglioramento genetico pubblico privato in Emilia-Romagna.

‘Elemento importante della qualità – spiega Raffaele Testolin del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientale dell’Università degli Studi di Udine – è rappresento dalla dolcezza del frutto, che deve attestarsi al momento del consumo almeno su valori di circa 12° Brix, per poter far si che il consumatore percepisca il sapore dolce. Inoltre, è importante che questo livello di dolcezza sia accompagnato da un adeguato livello d’acidità, in equilibrio l’uno con l’altro. Questo è un aspetto interessante – prosegue Testolin – perché si contrappone alla massiccia attività di ricerca e di selezione cinese che produce piante a frutto dolce ma con bassa acidità, molto apprezzato sul mercato orientale, meno su quello occidentale che apprezza un frutto con caratteristiche organolettiche più equilibrate’.

'Altro elemento è rappresentato dalla necessità di avere un’elevata shelf life o ‘vita sullo scaffale’ che le 4 cultivar ad oggi maggiormente coltivate presentano, a differenza di tutto il resto del materiale presente nel panorama Actinidia. Bisogna poi considerare l’elevata capacità conservativa o ‘vita da frigo’ che i frutti devono avere. Questa caratteristica è maggiormente evidente ed importante nelle varietà più tardive, che rimangono in frigoconservazione per un tempo maggiore, perché normalmente sono le ultime ad essere vendute e rappresentano il prodotto commercializzato fino all’arrivo dei frutti provenienti dall’altro emisfero. Un basso tenore di zuccheri porta ad una capacità di conservazione minore. Se si prende in considerazione Hayward, il livello minimo di zuccheri per la raccolta è rappresentato da 6,2° Brix (secondo una ricerca neozelandese), livello che permette di far raggiungere il livello zuccherino in fase di maturazione commerciale ad un minimo di 12° Brix. Prima di quel valore, il processo di raccolta in amido da parte del frutto è incompleto e quindi la sua maturazione non può avvenire in modo adeguato, di conseguenza il prodotto non è compatibile con il mercato.’

 

La seconda giornata: domenica 17 maggio

Nella giornata di domenica alle ore 10,00 seguirà l’esposizione di “Tractor Pulling” con la consegna delle borse di studio agli allievi distintisi nell’anno scolastico. Nel pomeriggio proseguiranno le degustazioni guidate dei vini del colle e l’apertura delle strutture della scuola con visita all’azienda. Il fotografo naturalista Giulio Sagradini di Forlì espone per la prima volta le proprie opere “Orchidee spontanee dell’Appennino” in collaborazione con il GIROS (Gruppo Italiano Ricerca Orchidee Spontanee), l’agrotecnico Riccardo Gondolini espone al pubblico diverse piante rare e insolite della propria raccolta, il Gruppo Bonsai Villa Orestina presenta i minuscoli “capolavori” vegetali ottenuti. Durante le due giornate funzionerà lo stand gastronomico con l’orchestra “Cime tempestose”. Per informazioni tel. 0546-22932/0546-29642.

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