Da Xeda, Eugenio: la novità contro i nematodi

A base di olio di garofano, Eugenio di Xeda può essere utilizzato contro i diversi nematodi, galligeni e non, che infestano le radici delle colture orticole

Contenuto promosso da Xeda Italia
xeda-eugenio-apertura-2020.png

Eugenio di Xeda Italia, a base di olio di garofano

Fra i segmenti di mercato più impoveriti dalle normative degli ultimi decenni vi è sicuramente quello dei nematocidi. Ciò ha aperto alcune falle nei programmi di difesa alle quali è stato chiesto al settore fitosanitario di porvi rimedio, possibilmente rifacendosi a soluzioni a minor impatto ambientale rispetto ai prodotti di vecchia concezione la cui tossicità ne ha spesso causato la revoca a livello eurocomunitario.

Xeda propone in tal senso Eugenio, nematocida di origine naturale essendo estratto dal garofano. Quindi da un prodotto ampiamente utilizzato addirittura in cucina per la preparazione di eccellenti piatti della tradizione gastronomica italiana.

Da un punto di vista chimico l’olio di garofano risulta prevalentemente costituito da eugenolo, appartenente alla famiglia chimica dei terpeni. Questa sostanza naturale, da tempo nota per le proprietà antisettiche e medicinali, è tuttora oggetto di continui studi che ne mettono in luce ulteriori e interessanti caratteristiche. Con la propria proposta tecnica Xeda intende quindi rispondere alle esigenze attuali, fatte dal mantenimento di un’efficacia ottimale, ma anche dal rispetto per l’ambiente e dalla possibilità di integrazione con i nematocidi tradizionali ancora utilizzabili.
 

Come funziona Eugenio

Il nematocida di Xeda possiede una spiccata azione di contatto sia nei confronti delle uova sia delle forme mobili dei nematodi fitoparassiti, tanto appartenenti a specie galligene quanto ad altri generi. Indagini sperimentali condotte su Meloidogyne spp. Indicano che tale azione sarebbe prevalentemente da attribuire alla capacità di aggredire le sostanze lipidiche presenti sulla superficie delle uova e sul tegumento delle larve. Più in dettaglio, l’azione dell’olio di chiodi di garofano risulta particolarmente elevata sia sulle uova non segmentate sia sulle forme giovanili di seconda età che si formano all’ interno delle uova stesse e successivamente migrano nel terreno per raggiungere le radici delle piante.

Ulteriori indagini sono in corso per verificare se le sostanze volatili liberate dall’ olio di chiodi di garofano siano in grado di interferire sulla mobilità delle larve medesime, per esempio modificandone il senso dell’orientamento e/o svolgendo azione di repellenza.
 

Lo stato normativo di Eugenio

In attesa del completamento della pratica registrativa, il prodotto ha ottenuto l’autorizzazione per l’ uso in situazioni di emergenza fitosanitaria ai sensi dell’ art. 53, Reg. 1107/2009 e successivi, per un periodo di 120 giorni a partire a partire dal 5 Giugno 2020 su Cucurbitacee e Solanacee.

Tale apertura rappresenta quindi una duplice opportunità, sia per fornire una valida risposta all’emergenza intesa in senso stretto, sia per consentire agli operatori di entrare in confidenza con il prodotto, in previsione di un suo più regolare e diffuso impiego.
 

Modalità di impiego

In agricoltura biologica il più classico impiego di Eugenio consiste nell’applicazione mediante manichetta in pre-trapianto alla dose medio-alta, seguita da trattamenti di mantenimento a partire dal superamento della crisi di trapianto, con cadenza di 10-14 giorni l’uno dall’ altro. In questo modo, nel caso di una coltura a ciclo medio-breve come il pomodoro in serra, si possono ipotizzare dai quattro ai sei-sette interventi in un arco di tempo compreso tra pre-trapianto e primi stacchi.

In caso si seguano programmi di difesa in regime di agricoltura integrata, Eugenio può dimostrarsi un prezioso alleato proprio dei nematocidi tradizionali, consentendo di posizionarli in epoca precoce con dose di massima attività, per poi proseguire la difesa conciliando efficacia con abbattimento dei residui.

Poiché all’origine Eugenio si presenta come un olio aromatico molto denso, si suggerisce di svuotare le taniche in un quantitativo limitato di acqua, risciacquandole eventualmente nella stessa soluzione per un completo svuotamento, immettendo poi il prodotto nel sistema di irrigazione. In alternativa, per applicazioni di pre-trapianto su terreno nudo, è possibile la distribuzione con barra oppure ugelli a diffusione (“sprinkler”) seguita da abbondante irrigazione per incorporare il prodotto nel terreno.

Nelle applicazioni in manichetta, non diversamente da altri nematocidi, si suggerisce di inserire il prodotto a partire dall’ultimo quarto del periodo di irrigazione. In questo modo si eviterà una eccessiva diluizione, che potrebbe diminuire l’efficacia del trattamento, prevenendo nel contempo una esagerata concentrazione nella ristretta zona a ridosso delle radici, la quale potrebbe risultare penalizzante sia in termini di efficacia sui nematodi che di selettività sulle colture.

Quanto a dosi, Eugenio va applicato in ragione di 5 litri per mille metri quadri, in pre-trapianto o in pre-semina, seguendo poi in post-trapianto alla dose di 3-5 litri, sempre per mille metri quadri di terreno.

Scarica la brochure
Programma di applicazioni di Eugenio su pomodoro
Programma di applicazioni di Eugenio su pomodoro

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 234.627 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner