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Frutticoltura, neonicotinoidi vietati e nuove strategie di difesa

Se ne è discusso oggi, 14 novembre 2018, al convegno organizzato dalla Fondazione Edmund Mach. Presenti duecento tecnici provenienti da tutto il Nord Italia

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La giornata si è tenuta oggi, 14 novembre, presso la cantina sociale di Trento

Neonicotinoidi, sperimentazione nella ricerca di soluzioni alternative e nuove strategie di difesa. Sono stati questi i focus della giornata organizzata dalla Fondazione Mach che si è tenuta oggi, 14 novembre, presso la cantina sociale di Trento.

"Il convegno si è concentrato sulle strategie di difesa delle colture nell'ottica dell'applicazione del Piano di azione nazionale e del Sistema qualità nazionale di produzione integrata - ha spiegato il direttore generale della Fem Sergio Menapace - I neonicotinoidi hanno rappresentato un gruppo di sostanze ad azione insetticida di rilevante importanza fitoiatrica. Per questo è importante confrontarsi sulle strategie passate e future, analizzando eventuali criticità degli anni scorsi e anticipando quelle che potenzialmente potrebbero emergere con il termine d'uso dei neonicotinoidi".
 
Convegno giornata tecnica


Neonicotinoidi, vietati in pieno campo

I Paesi membri dell'Unione europea, lo scorso aprile, hanno approvato la proposta della Commissione europea che vieta l'utilizzo in pieno campo di tre agrofarmaci appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi. 

Tra i principi attivi interessati dal provvedimento ci sono imidacloprid, clothianidine thiamethoxam utilizzati per la gestione aficida del melo e già sottoposti a restrizioni di impiego (solo trattamenti in post-fioritura) dal 2013.

Attualmente i programmi di difesa integrata prevedono una gestione combinata dell'afide grigio e dell'afide lanigero attraverso interventi sia in fase pre-fiorale che post-fiorale. L'intervento in pre-fioritura è mirato principalmente verso le fondatrici dell'afide grigio, mentre il periodo post-fiorale contempla anche la gestione dell'afide lanigero.

"A fianco degli innegabili pregi fitoiatrici, efficacia, sistemia e persistenza - ha sottolineato Gastone Dallago, ricercatore della Fondazione Mach - i neonicotinoidi sono stati indicati come responsabili di effetti negativi sulle colonie di api e altri impollinatori selvatici. Qualche anno fa sono arrivate le prime limitazioni all'impiego (esclusivamente in post fioritura delle arboree e non come concianti) e dalla fine di quest'anno, imidacloprid, clothianidin e thiamethoxam potranno essere impiegati solo in serre permanenti o per la concia di sementi destinate a essere utilizzate soltanto in serre permanenti; la coltura così ottenuta deve rimanere all'interno di una serra permanente durante il suo ciclo di vita completo".

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