Pellet radioattivo, attenzione alle facili generalizzazioni

Aiel interviene sull'episodio del sequestro di ecocombustibile lituano

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Un episodio che non va sottovalutato ma che non deve penalizzare un settore delle rinnovabili che genera vantaggi ambientali ed economici.
Le notizie circa il sequestro di pellet prodotto in Lituania contaminato da Cesio 137 e commercializzato anche nel nostro paese, danno un‘immagine non coerente con la realtà del pellet prodotto in Italia.
Come spesso accade le 'presunte' responsabilità di pochi ricadono ingiustamente su un intero settore come quello della produzione del pellet che vede numerosi produttori italiani impegnati nel continuo miglioramento qualitativo del prodotto.
Una parte rilevante del pellet consumato in Italia è prodotto da aziende italiane che impiegano legno vergine di provenienza sia nazionale, sia di alcuni paesi europei limitrofi.
Attualmente in Italia sono consumate oltre 1 milione di tonnellate di pellet, di cuialmeno 750.000 di produzione nazionale. La maggior quota di importazione (circa 250.000 t) proviene dall’Austria. Anche le quote importate sono largamente riferite arapporti commerciali consolidati.
Le importazioni dei paesi baltici rappresentano una piccola e sporadica quantità,dettata prevalentemente da logiche di concorrenza sul mercato, dato che questo pelletè venduto a prezzi sensibilmente più bassi rispetto a quello nazionale.
Le informazioni che sono attualmente disponibili non consentono ancora di avere unquadro chiaro sull’entità e sulla portata del fenomeno, sia in termini di quantità diprodotto effettivamente contaminato, sia della soglia di reale contaminazione.
Ciò quindi consiglia molta prudenza rispetto a giudizi liquidatori su un intero settoreproduttivo che non deve essere penalizzato ingiustamente. Il pellet, infatti, rappresenta un importante biocombustibile che registra un notevole sviluppo in tutta Europa, in grado di sostituire i combustibili fossili e che presentanotevoli vantaggi ambientali ed economici, con soddisfazione dei numerosi consumatoriche lo utilizzano soprattutto per il riscaldamento domestico.
Il tema della contaminazione radioattiva non va tuttavia sottovalutato e vanno sostenutie promossi i controlli che le pubbliche autorità sono chiamate a svolgere con rigore,anche prevedendo un aggiornamento delle norme.
Tuttavia siamo dell’avviso che questoepisodio debba essere ricondotto alla sua reale portata, evitando inutili ed ingiustificatiallarmi.

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