Cece-Cema Summit: a Bruxelles la rivoluzione digitale del sistema agricolo

Si è svolta il 23 e 24 settembre la due giorni incentrata sulla nuova generazione di macchine intelligenti a servizio dell'agricoltura per un futuro semplificato, più sicuro e ambientalmente sostenibile

Michela Lugli di Michela Lugli

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Cece Cema Summit - 23 e 24 settembre
Fonte foto: Cema European agricultural machinery

"Smart regulation for smart machines" è il claim sotto al quale il 23 e 24 settembre, a Bruxelles, le principali aziende costruttrici di macchine per l'agricoltura e per il movimento terra, insieme ai decision-maker dell'Unione europea, hanno riunito tematiche di stringente attualità quali le modalità attraverso cui la rivoluzione digitale in atto sta modificando il sistema agricolo.

Il Summit a cadenza biennale ha lo scopo di discutere, insieme a rappresentanti dell'Unione europea, dei cambiamenti e delle opportunità interni al mondo dei macchinari agricoli e per le costruzioni e, naturalmente, a tutto il sistema che essi vanno ad alimentare.
Le domande chiave proposte dal Committee of european construction equipment - Cece e dall'European agricultural machinery - Cema hanno indagato le nuove sfide da affrontare, la risposta che l'Unione europea intende dare al "mercato unico digitale" e la necessità di un percorso di adattamento del regolamento comunitario ai nuovi orizzonti.

Interrogativi che hanno trovato concretezza nella presentazione di un "Digit@l Manifesto" congiunto sottoscritto dai presidenti di Cece e Cema - rispettivamente Eric Lepine e Richard Markwell, articolato in cinque aree prioritarie di indirizzo per le future azioni politiche.
"Sentiamo parlare ogni giorno di automobili senza guidatore ma la verità è che in agricoltura disponiamo da anni di macchine capaci di fare questo: il comparto delle macchine agricole è uno dei maggiori produttori di veicoli a guida "autonoma" al mondo", ha dichiarato Markwell.
"Per i nostri clienti, la digitalizzazione dei processi e delle operazioni, significa maggiore comfort, maggiore sicurezza e minori costi. Per l'intera società - ha aggiunto Lepine -, significa sostenibilità e tutela ambientale".

Digit@l Manifesto
Le tecnologie digitali trasformano i processi produttivi e la catena del valore interna al sistema agricolo attraverso un processo in pieno sviluppo, la cui aspettativa di crescita negli anni a venire è molto alta. 
Ciò comporta ingenti sforzi di cambiamento per gli operatori del settore ma anche grandi opportunità che per essere colte e sfruttate, richiedono un nuovo approccio politico e normativo da parte della Comunità europea.

A sostegno della nascita di un quadro normativo intelligente e capace di accompagnare, sostenendolo, il futuro cammino di trasformazione attraverso la transazione digitale, sono state identificate le cinque azioni prioritarie sotto riportate sulle quali Cece e Cema attraverso il Digit@l Manifesto chiamano l'Unione europea a focalizzarsi.

1. Elaborazione di una "smart regulation for smart machine technology" ovvero un regolamento europeo intelligente per tecnologie intelligenti.
"L'attuale normativa europea - si legge nel comunicato stampa diffuso dal Cema -, deve supportare lo sviluppo digitale senza diventare, seppur involontariamente, una barriera.
Un esempio -
prosegue il comunicato - sono i test virtuali, necessari nella fase di sviluppo di un prototipo, resi possibili dalle nuove tecnologie. Ciò di cui abbiamo bisogno è un regolamento capace di capire come, in confronto ai test convenzionali, questi siano più veloci e quindi capaci di soddisfare più rapidamente le richieste del mercato, pur restando altrettanto sicuri ma meno costosi. Un regolamento che, quindi, riconosca dove possibile, la loro valenza a tutti gli effetti.
Ma non solo, attualmente il regolamento europeo non prevede la possibilità di movimentazione per una macchina operativa, senza la presenza in cabina di un conducente. Le nuove frontiere tecnologiche al contrario, portano verso lo sviluppo di mezzi "driverless" con notevoli vantaggi per l'operatore. Per questo, risulta necessario un aggiustamento della posizione europea
".

2. Creazione di un Mercato unico digitale reale e affidabile.
"La creazione di un cyberspazio affidabile e sicuro è indispensabile al raggiungimento di un approccio europeo armonizzato che conduca verso un elevato livello di interoperabilità e compatibilità dei sistemi digitali e delle tecnologie. Per questo - sostengono i membri delle associazioni europee - l'approccio europeo deve essere volto a definire linee chiare e appropiate che regolamentino, ad esempio, la proprietà, la gestione e l'utilizzo del flusso dei dati e che siano adatte alla presenza di piattaforme cloud".

3. Impiego degli strumenti e dei programmi europei quali la Pac e il Piano europeo per gli investimenti, per incentivare gli investimenti dei settori agricoltura ed edilizia nella tecnologia digitale.
"E' necessario - fanno presente gli esperti riuniti a Bruxelles - destinare misure e meccanismi interni agli strumenti europei che mettano a disposizione risorse volte ad incentivare gli investimenti nella tecnologia digitale".

4. Incremento e miglioramento della banda larga nelle aree rurali così da agevolare e facilitare il flusso dei dati.
"Condizione prioritaria e imprescindibile alla trasformazione digitale è la presenza di una banda larga capace di consentire le connessioni oggi in condizione di drammatico sottosviluppo nelle molte aree rurali meno densamente popolate dell'Unione europea. Garantire entro il 2020 sul territorio europeo una connessione con velocità minima di 30 Mb al secondo - proseguono da Bruxelles - è indispensabile per evitare la nascita di un "divario digitale" tra aree urbane e rurali".

5. Incoraggiamento e sostegno allo sviluppo delle competenze digitali.
Lo sviluppo di quanto disegnato fino ad ora porterà, sempre secondo quanto emerso al Summit, alla crescente richiesta di lavoratori altamente specializzati nei settori agricoltura e costruzioni.
"Soddisfare questa domanda - spiegano - sarà decisivo per lo sviluppo, in entrambi i settori, di competitività, produttività e sostenibilità. Per questo e per colmare la prevedibilie carenza di esperti Ict, serve andare verso il reciproco riconoscimento delle qualifiche ottenute all'interno degli Stati membri facilitando, inoltre, i flussi tra gli stessi". 

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