Xylella, urgono 700 milioni per rilanciare l'area infetta

Da Lecce ieri, 25 ottobre 2021, l'assessore regionale all'Agricoltura Pentassuglia ha ribadito la richiesta al Governo. Ma l'ingente cifra in più sul conto del Piano di Rigenerazione Olivicola potrebbe non bastare, senza chiare deroghe al Codice dei Beni Culturali

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Confagricoltura, che ha organizzato l'incontro, sottolinea l'esigenza di sostenere il settore agricolo, Coldiretti punta sulla rimozione dei vincoli paesaggistici per le aziende agricole
Fonte foto: Regione Puglia

Si è tenuto ieri, 25 ottobre 2021, a Lecce il primo Tavolo di progettazione agroambientale per la ricostruzione della bellezza paesaggistica e dell'economia agricola del Salento, organizzato da Confagricoltura Puglia. Due i dati emersi: servono almeno altri 700 milioni di euro per recuperare l'area infetta da Xylella fastidiosa e rilanciare l'agricoltura e l'olivicoltura, colpite in profondità dalla batteriosi. Ma per far questo occorre alleggerire quei vincoli paesaggistici nazionali, che come AgroNotizie aveva fatto notare tempo fa, non sono aggirabili con norme di livello regionale.

"È stata una giornata - ha spiegato l'assessora regionale all'Ambiente Anna Grazia Maraschio - in cui abbiamo raccontato cosa stiamo facendo, ma soprattutto abbiamo ascoltato le istanze dei territori attraverso la voce delle associazioni di categoria, dei sindacati, degli ordini professionali, delle associazioni ambientaliste, di tutti i portatori d'interesse. Insieme al prezioso lavoro dell'assessore Pentassuglia stiamo provando a fare sintesi tra richieste, proposte e soluzioni incisive per rendere immediatamente cantierabili le azioni poste sull'odierno tavolo e metteremo in campo tutta la forza politica necessaria per preservare questo scrigno di bellezza chiamato Salento".

"Sono convinto che insieme possiamo dare nuove chance di rinascita a un territorio, il Salento, dalle potenzialità straordinarie - ha commentato ieri l'assessore regionale all'Agricoltura Donato Pentassuglia - messe purtroppo a rischio da una fitopatia, la Xylella, che ci induce a riprogrammare misure e risorse. Oggi, tutti insieme, istituzioni, associazioni, imprese, abbiamo dimostrato di avere una visione comune, unica strada percorribile per sanare un'economia e un paesaggio rurale che meritano immediati interventi di rilancio".

L'assessore all'Agricoltura ha inoltre ricordato: "Come Regione abbiamo costituito un qualificato e valido comitato scientifico di supporto ad azioni e politiche d'investimento innovative per l'agricoltura salentina. E stiamo lavorando alacremente per risarcire gli olivicoltori colpiti dalla Xylella impegnando quante più risorse possibili al fine di garantire liquidità per una loro ripresa. L'aumento della dotazione finanziaria fino a 60 milioni di euro, per esempio, ci ha consentito di fare scorrere la graduatoria della sottomisura 4.1c del Programma di Sviluppo Rurale Puglia dedicata agli investimenti strutturali per le aziende olivicole salentine". Il riferimento all'aumento della dotazione finanziaria della sottomisura dedicata ai reimpianti è alla recente determinazione regionale che ha attinto anche alle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione stanziate nel 2018 dal Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica.

Infine Pentassuglia ha infine affermato: "Gli agricoltori ci chiedono a buon diritto risposte concrete e solo una strategia efficace può garantirci risultati nel medio lungo periodo. Il dialogo con il territorio deve essere costante e diretto come accaduto questa mattina. L'interlocuzione con il Ministero, per la parte agricola, sarà utile per riuscire a soddisfare le nostre istanze perché siano destinati ulteriori 700 milioni di euro che ci consentano di dare piena attuazione al Piano di Rigenerazione Olivicola".


Confagricoltura, servono altri 700 milioni

Per andare incontro alle esigenze degli agricoltori che stanno reimpiantando olivi resistenti alla Xylella fastidiosa servono i 44 milioni di euro già intercettati, ai quali però vanno aggiunti subito altri 700 milioni di euro: è quanto emerso dall'incontro organizzato da Confagricoltura Puglia che si è tenuto a Lecce nella sede dell'unione provinciale e al quale hanno preso parte l'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia, il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro e il presidente di Confagricoltura Lecce Maurizio Cezzi.

La riunione si è tenuta a conclusione di una giornata intensa partita con un tour in alcune aziende che hanno già iniziato a reimpiantare gli ulivi e stanno avendo i primi risultati. "I dati in nostro possesso parlano chiaro - ha detto Lazzàro - a otto anni dalla prima segnalazione ufficiale di focolai (ottobre del 2013 a Gallipoli e Alezio) la Xylella si è propagata velocemente e, a oggi, ha colpito circa 150mila ettari di oliveto nelle province di Lecce, Brindisi e parte del Tarantino. Facendo un conteggio, sulla base delle ore di lavorazione che richiedono gli impianti di olivi, si sono persi circa 33mila posti di lavoro. La Puglia produce il 50% dell'olio italiano, quello che è avvenuto nel Salento è dunque una devastazione paesaggistica, produttiva e sociale".

"Il sistema olivicolo pugliese ha un peso importantissimo sul totale dei lavoratori e delle giornate agricole dell'intero settore. La comunità salentina
- ha concluso il presidente di Confagricoltura Puglia - nel corso degli ultimi anni è rimasta senza la sua principale produzione agricola. Per questo è necessario sbloccare tutte le risorse necessarie a rilanciare l'economia del territorio e bloccare la corsa del batterio che circola già nel Sud barese".


Coldiretti, resta il problema dei vincoli

Sono 386mila gli ulivi delle varietà resistenti impiantati in Salento con 3.400 ettari interessati dalla rigenerazione, numeri troppo bassi che impongono una strategia condivisa per accelerare la ricostruzione e superare gli ostacoli burocratici e i vincoli paesaggistici per ridare il futuro alla più grande fabbrica green del Sud Italia. È quanto affermato ieri da Coldiretti Puglia, sulla base dei dati dell'Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia, in occasione del tavolo di coordinamento convocato a Lecce presso la sede della Regione Puglia dall'assessore regionale all'Ambiente Maraschio, alla presenza dell'assessore regionale all'Agricoltura Pentassuglia.

Risultano alla cabina di regia - aggiunge Coldiretti Puglia - dell'Osservatorio Fitosanitario Regionale 160mila piante e 1.220 ettari reimpiantati con la varietà Leccino e 2.170 ettari e 226mila piante di ulivo FS17 piantumate a seguito di espianto, contro gli oltre 90mila ettari di superficie olivetata che sono stati intaccati in provincia di Lecce dalla Xylella fastidiosa.

"Facciamo un appello accorato ai ministri dell'Agricoltura, dell'Ambiente e dei Beni Culturali, tramite gli assessori regionali Maraschio e Pentassuglia, perché comprendano le ragioni del mondo agricolo che ha bisogno di ripartire e riappropriarsi del proprio futuro imprenditoriale. Resta la vitale necessità liberalizzare tutte le pratiche agronomiche, non condizionando i reimpianti alle sole specie olivicole resistenti, per non vanificare progettualità e finanziamenti per la diversificazione delle filiere agroalimentari e la rigenerazione del Salento", dichiara Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Lecce.

Coldiretti Puglia torna a chiedere con forza alla Sovrintendenza di farsi portavoce al Ministero dei Beni Culturali affinché - di concerto con il Ministero delle Politiche Agricole - liberalizzi i reimpianti perché riconosciuti "normale pratica agricola", per accelerare la ricostruzione del Salento, con la Xylella fastidiosa che ha compromesso 21 milioni di olivi in Puglia.

"Continuiamo a non comprendere perché, in barba all'articolo 149 del Codice dei Beni Culturali, si chieda - insiste il delegato confederale Piccioni - l'autorizzazione paesaggistica per le attività agricole, considerato che proprio l'articolo 149 solleva dalla richiesta di autorizzazione per 'gli interventi inerenti l'esercizio dell'attività agrosilvopastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie e altre opere civili'".

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