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Rimborsi agli agricoltori: pronti, via

La restituzione degli importi riguarda solo i beneficiari della disciplina finanziaria della Pac. 37,1 sono i milioni che riceveranno gli agricoltori italiani

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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La Commissione europea rimborsa 444 milioni per il fondo riserva che non è stato utilizzato nel 2018
Fonte foto: © stockpics - Adobe Stock

La Commissione Ue rimborsa 444 milioni di euro agli agricoltori per il fondo riserva non utilizzato nel 2018. All'Italia spettano 37,1 milioni che lo Stato dovrà adesso rendere agli agricoltori beneficiari della disciplina finanziaria della Pac. Rimborsi a partire dal 1° dicembre 2018.
 

Ce rimborsa 444 milioni

La Commissione europea ha deciso di rimborsare agli agricoltori dei vari Stati membri i fondi non utilizzati del bilancio Ue 2018. Il rimborso ammonta a 444 milioni di euro. Questi fondi erano stati utilizzati per creare una riserva a sostegno del reddito dei produttori, in caso di crisi del settore. La normativa Ue tuttavia prevede che i fondi non utilizzati ritornino agli agricoltori. Gli agricoltori italiani riceveranno 37,1 milioni di euro dell'ammontare complessivo dei 444 milioni.
 

Riserva di crisi. Cos'è?

Ogni anno l'Unione europea è tenuta a creare una riserva di crisi il cui importo deve essere pari a 400 milioni di euro. Tale riserva di crisi viene creata attraverso una riduzione dei pagamenti diretti secondo le regole della disciplina finanziaria. La disciplina finanziaria è un meccanismo che serve per garantire che le spese per l'attuazione della Pac (Politica agricola comune) non superino i limiti stabiliti nel bilancio dell'Unione europea. La proposta di regolamento sull'applicazione del meccanismo di disciplina finanziaria viene adottata dalla Commissione europea e mandata, entro fine marzo, al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Unione europea.

Per il 2018, la Commissione ha chiesto la riduzione dell'1,3 % dei pagamenti diretti in eccesso, per avere una riserva di crisi di circa 495,5 milioni. La riserva di crisi serve per fornire sostegno nelle situazioni di grave crisi che interessano la produzione agricola o la distribuzione di prodotti agricoli. Se, successivamente, l'importo non viene utilizzato sarà restituito agli agricoltori sotto forma di pagamenti diretti nell'anno successivo.

Il concetto di riserva per la crisi agricola e il suo meccanismo di rimborso sono stati concordati nel 2013. La detrazione si applica solo al sostegno del reddito superiore a 2mila euro.
 

Come funziona il rimborso?

Il regolamento della Commissione europea precisa che gli Stati membri per beneficiare del finanziamento dell'Unione europea sulle spese sostenute per i rimborsi, devono effettuare i versamenti ai beneficiari prima del 16 ottobre 2019. Agli agricoltori italiani saranno restituiti circa 37 milioni di euro. La restituzione degli importi riguarda solo i beneficiari della disciplina finanziaria della Pac. Gli importi detratti dai pagamenti diretti quest'anno possono essere rimborsati agli agricoltori dagli Stati membri a partire dal 1° dicembre 2018.

Per rimborsare gli agricoltori, l'intero processo si svolge sotto la "gestione condivisa", analogamente ai pagamenti diretti della Pac. "Gestione condivisa" vuol dire che la responsabilità ultima per la gestione del bilancio spetta alla Commissione europea in unione con i singoli paesi dell'Unione europea che distribuiscono i fondi e gestiscono le spese. Fino all'80% della spesa di bilancio dell'Unione europea è gestito dagli Stati membri nell'ambito della cosiddetta gestione condivisa in settori come l'agricoltura, la crescita e l'aiuto all'occupazione nelle regioni (fondi strutturali e di investimento europei).
L'Unione europea, quindi, paga gli Stati membri i quali pagano direttamente gli agricoltori, ma soltanto quelli che si erano registrati per ottenere la disciplina finanziaria nel precedente esercizio finanziario. Ciò significa che agli agricoltori che ricevono oltre 2mila euro da reddito Pac, viene trattenuta una percentuale dai pagamenti diretti secondo la cosiddetta regola della disciplina finanziaria. Alla fine è questo l'importo che viene rimborsato.
 

Bilancio Ue 2018

Il bilancio dell'Unione europea per il 2018 è fissato a 106,1 miliardi di euro in impegni e 144,7 milioni di euro in pagamenti. Gli impegni, il cui termine completo è "stanziamenti d'impegno", coprono i costi totali degli obblighi giuridici che potrebbero essere firmati in un determinato esercizio. Gli obblighi giuridici possono essere contratti, convenzioni o decisioni di sovvenzione.

I pagamenti, invece, il cui termine completo è "stanziamenti di pagamento", coprono le spese previste per l'esercizio in corso derivanti dagli impegni giuridici sottoscritti durante l'esercizio in corso e gli esercizi precedenti. Il bilancio annuale stabilisce tutte le entrate e le spese dell'Unione europea e assicura il finanziamento dei vari programmi dell'Unione europea nei vari settori, ad esempio agricoltura, ricerca, politica.
 
In collaborazione con Irene Amenta

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