Piano olivicolo nazionale, un varo da 32 milioni

Più qualità, più quantità: previste azioni per aggregazione, ricerca, promozione ed incrementi produttivi. Positivi i commenti di Cno, Assitol e Coldiretti

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Produrre in Italia più olio extravergine di oliva da olive italiane: questo l'obiettivo del Piano olivicolo nazionale appena varato
Fonte foto: © Textu - Fotolia

Approvato in Conferenza Stato Regioni il primo Piano olivicolo nazionale.
Previsto dall'articolo 4 del decreto legge 51/2015, il Piano prevede misure operative per 32 milioni di euro da spendere entro il 2017 – cifra incrementabile con i Programmi di sviluppo rurale regionali. Le azioni puntano all’incremento della produzione nazionale di olive e olio extravergine di oliva, alla promozione e valorizzazione dei prodotti e ad una più forte organizzazione della filiera nazionale.
 
Il Piano olivicolo nazionale riguarda 900mila aziende olivicole italiane e i frantoi e gli oleifici che producono in media annualmente 475mila tonnellate di olio da olive italiane per un fatturato di circa 3 miliardi di euro, pari al 3% dei ricavi dell’agroalimentare italiano. Un mondo contraddistinto dalla tipicità, quello dell’olio di oliva italiano, con all’attivo 42 Dop ed una Igp già registrate e molte altre in istruttoria. E nel giro di poche ore si registra la positiva reazione di Assitol, Coldiretti e altre associazioni e organizzazioni di settore.
 
Le azioni del Piano
  • Maggiore produzione nazionale di olive e olio evo - Si prevede innanzitutto “Un incremento della produzione nazionale di olive e di olio extravergine di oliva, senza accrescere la pressione sulle risorse naturali, in modo particolare sulla risorsa idrica, attraverso la razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e l'introduzione di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica".
  • Ricerca per l'olivicoltura  - La seconda azione prevede la “promozione dell’attività di ricerca per accrescere e migliorare l'efficienza dell'olivicoltura italiana”.
  • Promozione degli extravergini superiori - La terza azione è dedicata ad “iniziative di valorizzazione del Made in Italy e delle classi merceologiche di qualità superiore certificate dell'olio extravergine di oliva italiano, anche attraverso l'attivazione di interventi per la promozione del prodotto sul mercato interno e su quelli internazionali”.
  • Recupero delle olive da mensa - Si prevede anche il “recupero varietale delle cultivar nazionali di olive da mensa in nuovi impianti olivicoli integralmente meccanizzabili”
  • Aggregazione - E non poteva mancare un’azione per “incentivare e sostenere l'aggregazione e l'organizzazione economica degli operatori della filiera olivicola, in conformità alla disciplina delle trattative contrattuali nel settore dell'olio di oliva prevista dal regolamento (UE) n. 1308 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013”.
 
La dichiarazione di Martina
“Con l’approvazione per la prima volta del Piano olivicolo nazionale - ha affermato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina - iniziamo a definire una strategia produttiva che mancava da troppi anni in Italia. L’obiettivo condiviso con tutta la filiera è migliorare sotto il profilo della qualità e della quantità. Abbiamo deciso di investire 32 milioni di euro per aiutare la riorganizzazione del settore olivicolo e oleario italiano, con un piano che potrà essere ulteriormente supportato con le risorse regionali dello sviluppo rurale. Il nostro lavoro non si ferma qui. Con l’accordo di filiera siglato poche settimane fa ci sono tutte le premesse per dare futuro al comparto, guardando anche alle opportunità e al lavoro da fare a livello internazionale”.
 
Le reazioni del mondo olivicolo e oleario
Il presidente del Consorzio Nnazionale olivicoltori e di Oliveti Terra di Bari, Gennaro Sicolo, commenta: “Il primo Piano olivicolo nazionale è una buona notizia per l’olivicoltura italiana e per il Mezzogiorno d’Italia, divenuta realtà grazie al lavoro costante della filiera nazionale, che in questi mesi ha invitato a più riprese Governo ed istituzioni nazionali ad approvare, per la prima volta nella storia, aiuti concreti al settore olivicolo”.
Sicolo inoltre afferma: “I 32 milioni di euro messi a disposizione, che potranno essere incrementati dai Psr regionali, possono rappresentare una svolta per l’olivicoltura perché finalmente si punta con decisione e interventi concreti all'incremento della produzione, della promozione e dell’esportazione di olio extravergine d’oliva, oltre che ad una più forte organizzazione della filiera nazionale in grado di garantire ai consumatori un prodotto eccellente e certificato”.

Positivo il commento di Assitol, che raggruppa gli industriali dell’olio: “Abbiamo profondamente creduto nel Piano olivicolo nazionale e lo abbiamo sostenuto – sottolinea Giovanni Zucchi, presidente di Assitol - Per noi, questo non è un traguardo, ma un punto di partenza di un percorso virtuoso, disegnato in accordo con i diversi attori della filiera, con l’obiettivo di promuovere l’efficienza colturale ed il rinnovamento del comparto olivicolo-oleario”.

“Con l’approvazione dei piano olivicolo nazionale si apre un percorso di crescita del vero made in Italy nel mondo dove i consumi di extravergine sono praticamente raddoppiati in una sola generazione con un balzo del 73% negli ultimi 25 anni”.
E’ quanto afferma Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per l’approvazione del Piano olivicolo Nazionale annunciata dal ministro Martina. “Facendo leva sul Piano olivicolo, che aiuta ad incrementare la produzione nazionale, sarà possibile - sottolinea Moncalvo - soddisfare la crescente fame d’Italia nei mercati internazionali e difendere i consumatori italiani e stranieri dal rischio degli inganni del falso made in Italy”.
Il piano olivicolo nazionale è un passo importante che va accompagnato - sostiene la Coldiretti - dall’attuazione completa delle norme già varate con la legge n. 9 del 2013, la "Salva olio" dai controlli per la valutazione organolettica ai regimi di importazione per verificare la qualità merceologica dei prodotti in entrata.

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