Cooperazione agricola, anticorpi per la crisi

I risultati del Rapporto dell'Osservatorio della cooperazione agricola italiana. Il comparto ha perso il 2,6% del fatturato ma ha mantenuto salda la voce occupazione

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Rapporto dell'Osservatorio della cooperazione agricola italiana

La crisi economica 2008-2009 ha lasciato una traccia del settore cooperativo agricolo che ha vissuto una fase di contrazione ma ha fatto registrare una performance migliore rispetto ad altri settori produttivi. 

 

E' quanto emerge dall’ultimo Rapporto dell’Osservatorio della cooperazione agricola italiana presentato a Palazzo della Cooperazione.

Dai dati emerge che la cooperazione ha perso il 2,6% del proprio fatturato nel 2009 rispetto all’anno precedente ma è riuscita a mantenere salda la voce occupazione che ha subito un calo dello 0,3%.


 

 

 

 Fatturato e addetti del sistema cooperativo agroalimentare associato

 

Fatturato

Var. su anno precedente

Addetti

Var. su anno precedente

 

mln €

%

num.

%

2008

34.362

 

93.786

 

2009

33.483

-2,6

93.481

-0,3

2010

34.001

1,5

93.194

-0,3

Fonte: elaborazioni Osservatorio della Cooperazione Agricola Italiana

 

Gli occupati nel comparto della cooperazione agricola sono oltre 93.000, mentre le adesioni dei soci superano le 863.000 unità, per un numero totale di imprese pari a 5.834, con una dimensione media aziendale di 5,9 milioni di euro.
Ne emerge un modello imprenditoriale che, nonostante la crisi, ha mostrato di avere in sé gli anticorpi per stare sul mercato.

Le proiezioni al 2010 dell’Osservatorio rilevano rispetto all’anno precedente un incremento dell’1,5% per il fatturato (che supera i 34 miliardi di euro) a fronte di un ulteriore calo dell’occupazione (-0,3%).

“Tutto ciò conferma che il sistema cooperativo costituisce la parte dell’agricoltura che può aspirare ad essere il perno indispensabile dell’agricoltura del futuro", ha commentato il presidente di Fedagri-Confcooperative, Maurizio Gardini.

La configurazione territoriale al 2008 restastabile rispetto al 2006: il 43,5% delle cooperative sono localizzate nel meridione, il 41,6% nel Nord e il 14,9% nel Centro Italia.

La distribuzione del fatturato per comparto di attività premia i principali settori: ortofrutticolo, zootecnico, lattiero-caseario e vitivinicolo, cui si aggiunge un importante ruolo detenuto dai servizi.

 

Cooperative agricole baluardo del made in Italy

L’86% degli approvvigionamenti di materia prima della cooperazione agroalimentare, il cui fatturato è pari ad un terzo del settore agroalimentare italiano, è costituito dal conferimento dei soci. 

La materia prima è per il 97% di origine nazionale e la quota prevalente proviene da un bacino locale e solo per il restante 3% dall’estero.
Rispetto alla precedente rilevazione (2006-2007), la percentuale del conferimento dei soci è aumentata, passando dall’82% all’86%, “segno del forte radicamento sul territorio a difesa delle produzioni italiane – afferma Gardini –. Siamo noi il vero baluardo del made in Italy. I dati mostrano chiaramente che nella cooperazione agricola viene ampiamente superata la soglia di legge pari al 50% di conferimento della materia prima nazionale previsto per la mutualità del modello imprenditoriale cooperativo. E’ una scelta di campo ormai acquisita per le nostre imprese, quelle che, realmente, nella fase della produzione mettono in pratica nel lavoro quotidiano, il concetto moderno di chilometro zero, inteso come processo di valorizzazione delle materie prime sul luogo della produzione stessa”.

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