Commodity, prezzi e lotta alla speculazione: strategie dall'Ue

Trasparenza e regolazione dei mercati. Di questo s'è parlato a Bruxelles nella conferenza organizzata dalla Commissione europea su materie prime, sfide e risposte della politica

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Materie prime e volatilità dei prezzi, se n'è parlato a Bruxelles

Maggiore trasparenza e più regolazione nei mercati delle commodity, comprese quelle agricole, per fermare la speculazione.

E' quanto emerso dalla conferenza su 'Materie prime e commodities: sfide e risposte della politica' organizzata a Bruxelles dalla Commissione europea nel contesto delle discussioni in corso in sede di G20. La Francia infatti, che ne ricopre attualmente la presidenza, ha fatto della lotta contro la volatilità uno dei suoi cavalli di battaglia.

“L’aumento dei prezzi delle materie prime è una della principali minacce per la crescita mondiale”, ha scandito il presidente francese, Nicolas Sarkozy, aprendo il dibattito insieme al presidente dell’Esecutivo comunitario José Manuel Barroso, che ha rimarcato la dipendenza dei mercati dalle materie prime, nonché la portata globale della questione, dato che pochi Paesi possono vantare una situazione di equilibrio tra produzione e consumo di materie prime.

Il Capo di Stato francese ha definito i contorni di una situazione ormai inaccettabile: negli ultimi cinque anni - rispetto al quindicennio precedente - la volatilità dei prezzi dei cereali è raddoppiata, quella dello zucchero triplicata, addirittura quadruplicata quella del riso, alimento di base per un quarto dell’umanità.

Tra le concause, da una parte la domanda crescente dei Paesi emergenti, anche se Sarkozy punta il dito soprattutto contro la “finanziarizzazione” dei mercati, dimostrata citando le transizioni degli speculatori, che alla borsa di Chicago scambiano in prodotti derivati volumi pari a 46 volte la produzione reale mondiale di grano e 24 volte quella di mais.

Tra le proposte che la Presidenza francese porterà nel consesso del G20, annunciate alla conferenza di Bruxelles: un sistema di informazione sui mercati agricoli per monitorare gli stock tramite rapporti annuali nazionali, simile al meccanismo Jodi (Joint organisations data initiative), adottato nel 2001 per il petrolio; un registro per centralizzare le informazioni riguardanti le transizioni sui derivati dei mercati agricoli; depositi minimi in cash per ognuna di queste transizioni finanziarie, “ad oggi gestite senza sborsare un centesimo”.

Non è stato solo Sarkozy a proporre idee concrete. “Mi impegno a nome della Commissione” ha dichiarato il commissario all'Agricoltura, Dacian Cioloş, “perché dal prossimo autunno ci sia completa trasparenza nell’Unione europea sulle previsioni di mercato a breve termine”.

Il Commissario ha insistito inoltre sul ruolo del cambiamento climatico quale ulteriore causa della volatilità dei prezzi, in quanto le variazioni meteorologiche aumentano il livello di incertezza circa la produzione e di conseguenza sul costo delle derrate alimentari.
Altro impegno assunto da Cioloş: aumentare gli investimenti per migliorare il sistema europeo di previsione delle rese agricole “Mars”.
 

A cura di Laura Serassio

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