È stata approvata con 216 voti favorevoli e 106 contrari dalla Camera dei Deputati oggi - 30 dicembre 2025 - la Legge di Bilancio dello Stato per il 2026 ed il bilancio triennale 2026-2028, sulla base dell'emendamento del Governo già votato dal Senato della Repubblica lo scorso 23 dicembre.
L'impianto della manovra aveva ricevuto nel pomeriggio di ieri il primo via libera dall'aula di Montecitorio con il voto sulla mozione di fiducia posta dal governo, che ha visto 219 deputati favorevoli e 125 voti contrari. Molti i provvedimenti di interesse per il settore agricolo, anche se il grosso della manovra in favore del primario è contenuta nel disegno di legge collegato alla Legge di Bilancio ColtivaItalia, approvato lo scorso 24 luglio in Consiglio dei Ministri e il cui iter parlamentare è ancora in corso.
Tra i provvedimenti più rilevanti per il settore agricolo contenuti nella legge di bilancio in sé considerata (e non appunto nel disegno di legge collegato) figurano il nuovo credito di imposta sugli investimenti e la proroga dello stesso strumento dedicato alle imprese agricole localizzate nella Zona economica speciale Unica del Sud Italia.
Tutti i provvedimenti citati fanno riferimento all'articolo 1 della Legge di Bilancio, per cui vengono indicati per singoli commi.
I provvedimenti più rilevanti in sintesi
Risulta rifinanziato il Fondo per l'acquisto di beni alimentari di prima necessità, per 500 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, da fruire mediante la Carta "Dedicata a te" (commi 5-6). Esteso a tutto il 2026 il regime di agevolazione Irperf 2025 dei redditi dominicali e agrari dichiarati rispettivamente da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola già previsto, con alcune limitazioni, per gli anni 2024 e 2025 (comma 15).
È stata approvata la disposizione che pone a regime dal 2026 la disciplina transitoria relativa al lavoro occasionale in agricoltura (comma 156) e che consente la stabilizzazione dei lavoratori agricoli occasionali. Nell'ambito dei contratti di rete in agricoltura è stato previsto l'inserimento della disposizione normativa volta a riconoscere ai contraenti la facoltà di cedere la propria quota alle altre parti del contratto (comma 157).
La legge di bilancio per il 2026 riconosce un credito d'imposta alle imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell'acquacoltura per investimenti in beni strumentali (commi 460-459). Viene anche rimodulato il credito d'imposta riconosciuto alle imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell'acquacoltura operanti nella Zona Economica Speciale unica situata nelle regioni del Mezzogiorno (commi 460-466) e che viene prorogato al 2026. Tra gli interventi c'è anche la proroga al 31 dicembre 2026, per le imprese agricole e agroindustriali colpite dal sisma del 20 e 29 maggio 2012, della possibilità di utilizzare i finanziamenti agevolati per esse previsti (comma 569).
È stata approvata una disposizione normativa che consente alle Regioni la facoltà di autorizzare l'istituzione di aziende faunistico-venatorie costituite in forma di impresa (comma 788).
La legge inoltre dispone la proroga al 31 dicembre 2026 della disciplina transitoria per l'autorizzazione all'emissione deliberata nell'ambiente di organismi prodotti con tecniche di editing genomico mediante mutagenesi sito-diretta o di cisgenesi presso siti sperimentali autorizzati e il finanziamento delle relative attività di ricerca (1 milione nel 2026, commi 799-800).
Prevista poi l'istituzione presso il Ministero dell'Agricoltura di un Fondo per la conversione a metodi di allevamento cage-free, senza uso di gabbie, con una dotazione pari a 500.00 euro per l'anno 2026 e a 1 milione di euro per l'anno 2027 (commi 875-876).
Inoltre è stato disposto il rifinanziamento di interventi a sostegno della creazione e del consolidamento dei distretti del cibo (1,4 milioni di euro per ciascuna delle annualità 2026, 2027 e 2028, comma 877). Infine, sono state introdotte misure per un più efficiente funzionamento dell'Organismo di composizione delle situazioni debitorie connesse al prelievo supplementare nel settore del latte e dei prodotti lattiero-caseari (comma 947).
A seguire, con maggiore dettaglio, alcuni dei provvedimenti più rilevanti per il settore agricolo contenuti nella Legge di Bilancio.
Quote latte, condizioni più favorevoli per le transazioni
La Legge di Bilancio per il 2026 al comma 947 prevede condizioni più favorevoli agli allevatori per la definizione delle multe sulla produzione in eccesso rispetto alle quote latte.
In particolare, su richiesta del produttore in sede di istanza o di istruttoria con l'organismo di definizione delle vertenze, è consentito l'inserimento nella proposta transattiva delle sole imputazioni iscritte come esigibili nel Registro nazionale dei debiti.
È fatta salva la facoltà per il produttore di aderire a una proposta transattiva includente sia le campagne con imputazioni esigibili sia le campagne con imputazioni non esigibili, previa ricezione di ricalcolo comunicato dall'organismo.
Detto in parole povere, l'allevatore può chiedere che nella proposta di accordo (detta "transattiva") siano incluse solo le multe ancora valide ed esigibili, cioè quelle effettivamente dovute secondo il Registro nazionale dei debiti. In alternativa può anche scegliere di includere tutte le campagne, anche quelle con multe sospese o incerte, ma solo dopo aver ricevuto un nuovo calcolo aggiornato dall'ente che gestisce la vertenza - chiamato appunto Organismo di composizione delle multe quote latte.
Inoltre, la proposta transattiva potrà prevedere la rateizzazione della somma dovuta per una durata non superiore a dieci anni, con applicazione degli interessi legali, in considerazione delle condizioni economiche dell'imprenditore.
Credito d'imposta per le imprese agricole
Il comma 454 e seguenti istituisce un credito di imposta alle imprese agricole.
Dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028, le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura che investono in beni materiali e immateriali strumentali nuovi (macchinari, attrezzature, software, impianti) potranno accedere a un credito d'imposta pari al 40% della spesa. Il credito non viene erogato in denaro, ma può essere utilizzato per abbattere le imposte dovute.
Il beneficio è valido per investimenti fino a 1 milione di euro per impresa ed è concesso fino a esaurimento di un tetto nazionale di 2,1 milioni di euro l'anno, per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028.
Il credito d'imposta può essere applicato anche a macchine e strumenti acquistati in leasing, non solo a quelli comprati direttamente. Tuttavia, se il bene viene venduto, dismesso, restituito o inutilizzato prima del previsto, il credito si riduce in proporzione al periodo in cui il bene non è stato utilizzato.
Sempre per il leasing, se l'impresa ha già usato un credito d'imposta superiore al dovuto, dovrà restituire la parte in eccesso entro la scadenza del saldo delle imposte sui redditi per l'anno in cui è avvenuta la restituzione o la cessione del bene.
Non sono previste sanzioni né interessi se il versamento avviene entro i termini.
Proroga del credito d'imposta per le imprese del Sud
La Legge di Bilancio ha promosso l'estensione al 2026 del credito d'imposta per gli investimenti effettuati dalle imprese del settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell'acquacoltura situate nella Zona Economica Speciale Unica, e ha rideterminato l'intensità di aiuto pubblico per il 2025. In particolare, i commi 460 e 461 intervengono in materia di credito d'imposta "Zes Unica per l'agricoltura, la pesca e l'acquacoltura" che serve alle aziende per recuperare parte degli investimenti per macchinari, attrezzature, fabbricati e simili.
La Zes Unica comprende le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e, dal 2025, anche Marche e Umbria.
Le percentuali di agevolazione sono state aumentate per l'anno 2025 rispetto a quelle stabilite dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate il 12 dicembre del 2025.
Le micro, piccole e medie imprese possono ora accedere a un credito d'imposta pari al 58,7839% degli investimenti (era il 15,2538%).
Le grandi imprese ricevono invece un credito pari al 58,6102% (era il 18,4805%).
Sulla base dei dati forniti nella relazione tecnica, gli oneri finanziari derivanti dalla rideterminazione in questione (ovvero il costo per lo Stato di questo aumento di agevolazioni fiscali) risultano pari a 133 milioni e 289mila euro per l'anno 2025.
Il comma 462 conferma l'estensione del credito d'imposta Zes Unica anche per il 2026, rivolto alle imprese attive nella produzione primaria, nella pesca e nell'acquacoltura, a condizione che gli investimenti vengano realizzati in territori inclusi nella Zes Unica.
Prevede inoltre che siano agevolabili gli investimenti, effettuati fino al 15 novembre 2024 e dal 1° gennaio 2025 al 15 novembre 2026, relativi all'acquisto, anche mediante contratti di leasing, di nuovi macchinari, impianti e attrezzature varie destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nel territorio, nonché all'acquisto di terreni e all'acquisizione, alla realizzazione ovvero all'ampliamento di immobili strumentali agli investimenti, che rispettino le condizioni previste dalla normativa europea in materia di aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale e delle zone rurali e ittico.
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