Fertilizzanti, dalla Cina al Kenia, dal 'troppo' al 'troppo poco'

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Francesca Bilancieri di Francesca Bilancieri

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Fertilizzanti - USA

Fertilizzanti, dalla Cina al Kenia, dal 'troppo' al 'troppo poco'

I fertilizzanti sintetici hanno permesso di aumentare significativamente la produzione di cibo a livello mondiale. Ma i costi umani e ambientali sono stati spesso gravi: le perdite di azoto hanno finito per contaminare falde e acque superficiali, contribuendo a creare  vere e proprie "zone morte" nelle aree costiere, come è successo nel Golfo del Messico. 

"La maggior parte dei nutrienti nei sistemi agricoli ha seguito un percorso che va dal "troppo poco" al "troppo", ed entrambi gli estremi presentano delle conseguenze piuttosto gravi" dice Peter Vitousek, professore di biologia alla Stanford University e autore di un saggio sui fertilizzanti pubblicato il 19 giugno sulla rivista Science.

"Alcune nazioni, come gran parte della Cina, utilizzano troppo fertilizzante" ha spiegato Vitousek. "Mentre nell'Africa subsahariana, dove la denutrizione cronica colpisce 250 milioni di persone, azoto, fosforo e altri nutrienti sono inadeguati per assicurare un'adeguata fertilità del suolo".

Per giungere a queste conclusioni, Vitousek e i suoi colleghi hanno comparato l'uso di fertiizzanti in 3 grandi aree dedicate principalmente alla cerealicoltura: Cina settentrionale, Kenya occidentale e il Midwest americano.

I risultati dello studio hanno mostrato che i coltivatori nel nord della Cina utilizzano circa 588 chilogrammi di fertilizzante per ettaro ogni anno, rilasciando circa 227 chilogrammi per ettaro di azoto nell'ambiente. Gli studiosi hanno anche dimostrato che l'utilizzo di azoto (e relative perdite) potrebbe essere dimezzato senza influenzare significativamente le rese o la qualità del grano. 

All'altro estremo ci sono alcuni dei Paesi più poveri del mondo, come il Kenya e il Malawi. In uno studio del 2004 è emerso che qui vengono usati solo 7 chili di fertilizzante per ettaro. "A differenza di molte altre regioni del mondo, le rese non sono aumentare significativamente nell'Africa subsahariana. Gli apporti di azoto sono inadeguati a mantenere la fertilità del suolo e a nutrire la popolazione" hanno commentato gli autori dello studio. "Non è una questione di inquinamento dei nutrienti ma di impoverimento dei nutrienti."

Il contrasto tra Kenya e Cina non potrebbe essere più drammatico e richiede una vasta gamma di soluzioni diverse e spesso difficili, dicono gli autori, ma un cambiamento su larga scala è possibile: dagli anni '80, infatti, leggi e regolamenti nazionali e sovranazionali (come quelli emanati dell'Unione Europea nel Vecchio Mondo) sempre più severi hanno ridotto fortemente il surplus di azoto in Europa e nel Midwest degli Stati Uniti.

Fonte: ScienceDaily

 

Vivaismo e sementi - USA

Due nuove varietà di pesca

Coltivatori e consumatori di pesche avranno presto 2 nuove varietà a disposzione: SummerFest e FlavrBurst.

Create dall'ARS (Agricultural Research Service), sono entrambe a polpa gialla.

SummerFest si caratterizza per l'eccellente equilibrio tra acidità e dolcezza, polpa soda che ottimizza le operazioni in post-raccolta e albero dal portamento assurgente adatto alla produzione in frutteti ad alta densità.

Anche FlavrBust presenta un buon livello zuccherino, ma con valori di acidità minori rispetto alle altre varietà di pesche che la rende adatta a coloro che, pur essendo intolleranti alla frutta acida, non vogliono rinunciare alle pesche. L'albero è di tipo standard.

Sia SummerFest che FlavrBust sono consigliate per il utilizzo fresco

Entrambe le varietà non presentano particolari difficoltà nelle operazioni di gestione e possono essere coltivate in tutte le aree tradizionalmente dedicate alla peschicoltura.

Le nuove cultivar giungeranno sulle tavole dei consumatori nel 2011.

Fonte: ARS

 

Zootecnia - USA

Latte sempre più verde: l'industria lattiero-casearia moderna verso la sostenibilità

 

Negli ultimi 60 anni studi genetici, nutrizione, una gestione moderna degli allevamenti e nuove pratiche zootecniche hanno avuto come risultato un sistema latterio-caseario moderno che ha un contenuto di CO2  molto minore rispetto a quella di 50 anni fa. 

Nello studio della Cornell University pubblicato su Journal of Animal Science viene riportato che l'importa di carbonio di un gallone di latte prodotto nel 2007 è solo il 37% di quello prodotto nel 1944. 

Pratiche più efficienti hanno permesso all'industria lattiero-casearia americana di produrre 186 miliardi di libbre di latte da 9,2 milioni di mucche nel 2007, rispetto ai solo 117 miliardi da 25,6 milioni di mucche nel 1944. Questo ha comportato una diminuzione del 41% nelle emissioni di CO2.

Una maggiore efficienza si è ottenuta anche nell'utilizzo di risorse e dell'acqua. I moderni sistemi lattiero-caseari utilizzano solo il 10% della terra, il 23% dei mangimi e il 35% dell'acqua richiesti per produrre la stessa quantità di latte nel 1944. Allo stesso modo, nel 2007 gli allevamenti hanno prodotto il 24% di concimi e il 43% di emissioni di metano per gallone di latte rispetto al 1944.

"Mentre la popolazione mondiale continua a crescere, è di fondamentale importanza adottare pratiche di gestione e tecnologie per produrre cibo sufficiente e di alta qualità da risorse finite, minimizzando gli effetti negativi sull'ambiente" ha detto Jude Capper, leader dello studio.

Fonte: ScienceDaily

 

Attualità - Russia

Russia, stime positive per il raccolto 2009

Il presidente russo Medvedev ha annunciato che il raccolto cerealicolo del 2009 potrebbe raggiungere 80-90 milioni di tonnellate, di cui circa 20 dedicate all'export.

Il 2008 è stato un anno record per la Russia, con un raccolto di 108 milioni di tonnellate.

Arkady Zlochevsky, presidente dell'Unione Russa per la Cerealicoltura, ha chiesto un supporto statale: "Abbiamo guadagnato un posto al sole sul mercato cerealicolo mondiale, siamo considerati fornitori stabili e affidabili. Ora abbiamo di fronte un compito forse ancora più importante: mantenere questa posizione. E in condizioni di mercato così competitive e difficili non sarà facile farlo senza aiuti statali."

Durante il meeting cerealicolo di San Pietroburgo, durante il quale Medvedev ha presentato le stime per il raccolto 2009, si è anche parlato di stabilire un "cartello" tra i Paesi grandi produttori di cereali. "Una sorta di OPEC dei cereali" è stato detto durante l'incontro "permetterebbe di regolare le esportazioni e di gestire al meglio la politica dei prezzi e la qualità del cereali."

Fonte: RIA Novosti
via Topix

 

USA - Vivaismo e sementi

Grano, un gene contro la siccità

Monsanto e BASF svelano la scoperta di un gene che conferisce resistenza alla siccità nelle piane di grano e permette di mantenere una certa stabilità delle rese anche durante periodi in cui l'apporto di acqua risulta inadeguato.

Le compagnie hanno dichiarato che useranno questo gene, la cui comparsa in natura è del tutto casuale e naturale, nella prima generazione di grano tollerante alla siccità, rivolto ai coltivatori loro clienti. Hanno anche sottolineato che si tratterà del primo raccolto tollerante alla siccità di derivazione biotecnologica: un'anteprima mondiale.

Fonte: The NewsMarket

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Fonte: Agronotizie

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