Coltivare il tè in Sardegna? Perché no

A Tortolì, nell'Ogliastra, sta prendendo piede la coltivazione di tè grazie ad una partnership tra il locale Istituto agrario e imprenditori cinesi

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

tea-te-coltivazione-by-wirestock-adobe-stock-750x500.jpeg

Il progetto coinvolge imprenditori cinesi e l'Istituto agrario di Tortolì (Foto di archivio)
Fonte foto: © Wirestock - Adobe Stock

Se si pensa all'agricoltura sarda vengono in mente prima di tutto la pastorizia, nonché la produzione di orticole, di frumento e di riso. Ma in futuro sull'isola potrebbero esserci anche delle coltivazioni di tè. A lanciare questo progetto è una partnership inedita tra l'Istituto agrario di Tortolì, comune in provincia di Nuoro, e alcuni imprenditori cinesi che hanno trovato in questa area della Sardegna le condizioni pedoclimatiche ideali per la coltivazione del tè nero.

"A proporci l'idea di coltivare il tè in questa zona sono stati alcuni imprenditori cinesi attivi proprio nella coltivazione e commercializzazione del tè in Cina", spiega ad AgroNotizie Giovanni Battista Usai, dirigente dell'Istituto e referente del progetto. "I nostri partner cinesi ci hanno fornito sementi e il know how e ci seguiranno anche durante il corso del progetto per fornirci supporto tecnico. Dal canto nostro abbiamo messo a disposizione le infrastrutture della scuola e oltre a mettere in pratica le conoscenze acquisite stiamo lavorando per adattare quattro varietà di tè al contesto dell'Ogliastra".

Il progetto, che ha ricevuto un piccolo contributo anche dalla Fondazione di Sardegna, vede coinvolte le cooperative sociali Alea e Is Terras Birdis. E se dovesse avere successo potrebbe rappresentare un volano di sviluppo per un territorio che ha una economia non particolarmente florida.

Ma perché i cinesi hanno scelto proprio l'Ogliastra? "In Cina c'è un alto tasso di antropizzazione e quindi anche i terreni agricoli e l'ambiente in generale ne hanno risentito. La Sardegna invece ha ancora una natura incontaminata e quindi si candida come un luogo perfetto per ospitare questa coltura", spiega Usai. "I nostri partner ci hanno mandato alcuni chili di semi di quattro varietà diverse di tè nero che ora faremo germinare e coltiveremo nelle nostre serre prima di essere messi a dimora in campo. L'obiettivo, se le cose funzionano, è quello di espandere questa coltivazione di pregio e di realizzare anche un laboratorio per la lavorazione delle foglie".

Il progetto, dal suggestivo titolo 'La via del tè: dalla Cina alla Sardegna, agricoltura solidale e innovativa' si inserisce all'interno della più ambiziosa Via della seta, una strategia per sviluppare le ramificazioni commerciali del Celeste Impero in tutto il mondo.

Ma la coltivazione di tè in Ogliastra come è stata accolta dai cittadini sardi? "Come tutte le novità questo progetto ha aperto una ampia discussione. C'è chi pensa che dobbiamo ancorare esclusivamente le nostre produzioni alle colture tradizionali e chi invece pensa che ci sia margine per innovare e accrescere le conoscenze dei nostri ragazzi".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: innovazione accordo

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 239.549 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner