Kiwi, la lotta contro la Psa è ancora lunga

Delle 13 varietà presenti in Italia nessuna è resistente alla batteriosi. All'incontro con i produttori a Villafranca di Verona si è parlato di innovazione varietale e moria del kiwi: guarda le videointerviste

Barbara Righini di Barbara Righini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Kiwi: 13 le varietà presenti in Italia, ma nessuna resiste alla Psa
Fonte foto: © megastocker - Fotolia

Non esistono, nel mercato europeo, varietà resistenti o tolleranti alla batteriosi del kiwi”.

Più chiaro di così Raffaele Testolin, professore dell'Università di Udine, non poteva essere. Testolin, il papà delle varietà gialle Soreli e, con l'Università di Bologna, Dorì, ha presentato, davanti a una platea di frutticoltori veneti a Villafranca di Verona il 10 marzo 2016, un confronto fra le diverse varietà di kiwi disponibili in Italia.

Il tentativo era quello di fare chiarezza sulle diverse caratteristiche di ognuna. A polpa verde (conosciute praticamente da sempre), gialla o bicolore (screziate di rosso) tutte le varietà sono, in ogni caso, sensibili alla Psa, in maniera più o meno accentuata. Esistono due selezioni, due maschi, che sono tolleranti alla malattia: uno a polpa verde, l'S1 Ferron, e un altro che serve per l'impollinazione dei gialli tetraploidi, lo Zuva. Il professore ha specificato, durante la presentazione, che le conclusioni cui è arrivato sono state tratte da osservazioni in campagna e prove di laboratorio, in condizioni però diverse fra una varietà e l'altra

Per chi si trovasse nella condizione di dover scegliere quale varietà di kiwi impiantare, è bene sapere che in Italia ci sono a disposizione cinque varietà a polpa verde, cinque a polpa gialla e tre a polpa bicolore (con screziature rosse). Ci sono poi alcune varietà prossime alla diffusione; cinque di queste le sta studiando il consorzio New Plant (si tratta di 4 a polpa gialla e una a polpa verde), altre sono allo studio da parte del consorzio Ati.
 

Se di gialle si parla abbastanza frequentemente, la novità sono le bicolore. Caratterizzate tutte e tre dal fatto di non raggiungere dimensioni importanti (si va dai 60/70 grammi al massimo a 80 grammi) le bicolore hanno una conservabilità mediocre o limitata, soprattutto se confrontate con le verdi e le gialle. Hanno però buone caratteristiche organolettiche, ricordano infatti la frutta tropicale, e sono molto apprezzate nei mercati orientali. In effetti, la Hong Yang, l'HF18 e la Dong Hong (ultima arrivata in Italia, nel 2013), arrivano tutte dalla Cina e, ha voluto sottolineare il professore Testolin, le varietà migliori di kiwi bicolore e di kiwi giallo restano ancora in Cina.

Passando alle varietà gialle (Dorì, Soreli, Jintao, Jinyan e Gold 3), per impiantarle occorre sempre avere un consorzio alle spalle e fare una scelta unica di varietà, per una questione di diritti editoriali.
Tutte e 5 le varietà sono buone e il mercato tira – ha detto ancora il professore – Tutte hanno elevata produttività e tutte buona qualità di frutti”. Per quanto riguarda la sensibilità alla Psa, le gialle sono tutte mediamente sensibili, poco sensibili le varietà verdi Summer 3373 e Hayward.

Le varietà verdi sono conosciute da molti anni, con la Hayward arrivata negli anni '60 del secolo scorso. L'ultima a essere stata introdotta è la Z5Z6 (2014 in Italia), ha la caratteristica di avere un contenuto zuccherino molto elevato e di essere quindi adatta ai mercati asiatici. Tutte quelle a frutto verde hanno un peso medio che si aggira intorno ai 100 grammi con la BoErica che li supera e tutte e cinque le varietà hanno una produttività simile, attorno ai 200-300 quintali per Ha. Le varietà rimanenti, rispetto a quelle citate, sono: la Summer 3373, la più precoce delle verdi, e la Green Light, una mutazione spontanea della Hayward.
 

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Fonte: Agronotizie

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Tag: batteriosi innovazione varietale convegni ricerca interviste

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