Campania, castanicoltori tagliati fuori dal Fondo per i danni da cinipide

La delibera di giunta della Campania sarebbe arrivata troppo tardi. Al Mipaaf si studia una soluzione tecnica

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Castagne: Fondo di solidarietà sospeso in Campania per un malinteso giuridico
Fonte foto: © Pesca - Fotolia

La giunta regionale della Campania con Deliberazione n. 469 del 21 ottobre scorso - pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania numero 62 del 26 ottobre – allarga l’area danneggiata dal cinipide del castagno eleggibile ai contributi del Decreto legislativo 102/2004 per effetto del decreto legge 51 del 5 maggio scorso e poi diventato legge 91/2015.

“La giunta - si legge in una nota - ha integrato la richiesta già formulata al ministero per le Politiche agricole con precedente Delibera 349/2014 delle provvidenze da riconoscersi ai sensi dell'articolo 5 comma 2 del Decreto legislativo n. 102/2004, inserendo nell'areale danneggiato dall'infestazione parassitaria del cinipide del castagno nell'anno 2014 i comuni di Pannarano (in provincia di Benevento), Laurana Cilento Omignano, Sessa Cilento e Stella Cilento (tutti in provincia di Salerno)”.

Ma c’è un problema: la Regione Campania ha emanato la delibera di giunta di conferma del danno da cinipide del castagno, coerente con l’articolo 5 del decreto 51/2015, solo lo scorso 7 agosto, decorsi oltre 60 giorni dall’entrata in vigore del Decreto 51, termine entro il quale era richiesto il provvedimento regionale.

Tale svarione taglia fuori i castanicoltori della Campania dalle provvidenze del Fondo di solidarietà che il decreto 51/2015 aveva approntato. Ma al Mipaaf, secondo quanto apprende AgroNotizie, si starebbe lavorando ad una soluzione giuridica del caso. Resta il fatto che ad oggi la Regione dove c'è il 50% del potenziale produttivo castanicolo nazionale e maggiormente danneggiata dal cinipide del castagno nel 2014, con una perdita di produzione lorda vendibile valutata in quell’anno al 90% è oggi senza provvidenze del Fondo di solidarietà.

La produzione di atti normativi della Campania sul Cinipide del castagno è notevole.  Intanto c’è la delibera di giunta  349/2014 con la quale si chiedevano già i danni al Mipaaf pur in assenza di una seria possibilità di risarcimento fondata sul piano giuridico, perché la legislazione nazionale non aveva ancora recepito la Direttiva comunitaria sulla risarcibilità del danno da fitopatia e perché il castagneto da frutto rientra comunque nelle colture assicurabili.

Ma non solo: il 9 febbraio 2015 la giunta della Campania emana la delibera 35, su proposta dell’assessore Daniela Nugnes, con la quale l’ente prende atto dello stato di calamità per i danni causati dal cinipide del castagno nel corso del 2014. Il successivo 14 febbraio, l’assessorato all’agricoltura della regione Campania ha altresì messo a punto con Decreto dirigenziale le norme tecniche per la difesa del Castagno dal cinipide.

Infine, il 26 giugno scorso l’assessorato emana il Decreto dirigenziale 116 che nei fatti chiede nuovamente al Mipaaf che siano risarciti i danni ai castanicoltori con il Fondo di solidarietà sull'anno 2014. “L’atto è nei termini del decreto – spiegano a via XX settembre - ma occorreva una nuova delibera di giunta”. La Delibera di giunta arriva solo il 7 agosto, troppo tardi per i tecnici del Mipaaf.

La tesi giuridica della Regione Campania è che una richiesta di stato di calamità al Mipaaf preesiste al decreto e ha pieno valore, esistono ben due delibere di giunta in tal senso. Tra le due tesi va trovata – evidentemente – una soluzione mediana.
 
 

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: castanicoltura cinipide

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