Viticoltura tra prospettive e futuro, le quattro regole d'oro

Nel corso dell'incontro organizzato dal Consorzio agrario dell'Emilia i viticoltori hanno ascoltato le parole di Attilio Scienza che ha dato consigli utili per migliorare rese e qualità del prodotto

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La nostra viticoltura: futuro e prospettive, il convegno organizzato dal Cae in collaborazione con Gowan

Conoscere e approfondire scenari di mercato globale con inevitabili riflessi locali, tecniche di produzioni di avanguardia e le ultimissime applicazioni tecnologiche che consento ai numerosi viticoltori intervenuti di poter migliorare le loro rese e la qualità intrinseca del loro prodotto.
E' stato questo l'obiettivo che il Consorzio agrario dell'Emilia ha centrato davanti ad un centinaio di imprenditori agricoli del territorio con il workshop "La nostra viticoltura: futuro e prospettive", uno dei primi appuntamenti itineranti del 2018 - organizzato dal Cae in collaborazione con Gowan - volto a diffondere consapevolezza, strumenti utili e qualità dei servizi per ottimizzare il frutto del proprio lavoro quotidiano.

Attilio Scienza, professore dell'Università statale di Milano ha tenuto un discorso con focus su vino, vite e vitigni.
Negli ultimi anni Scienza ha attivato alcune startup di successo di giovani laureati che supportano con le applicazioni digitali l'attività in campo dei viticoltori, ha inoltre intrattenuto il pubblico presentando l'intero mosaico articolato dell'universo vino, mercato e qualità della materia prima.
"In un contesto globale, generalmente fluttuante – ha commentato l'accademico Scienza - in cui le criticità per il prodotto italiano arrivano  dagli immensi quantitativi 'semi-anonimi' prodotti in paesi extraeuropei gettati su tutti i mercati a prezzi bassi ma anche da un clima inaridito che muta alla radice le condizione di coltivazione gli scenari sono delineati e diventano quasi obbligati".

Per Scienza la stretta relazione tra territorio e produzione, natura e qualità del vitigno, valore storico e ambientale e prezzo adeguato rappresentano il punto di partenza che consente, attraverso l'impiego dei dati statistici satellitari, di arrivare alla definizione di una filiera in grado di autopromuoversi proprio per tutto ciò che rappresenta.

Il workshop è stato aperto dal presidente del Consorzio agrario dell'Emilia Antonio Ferro che ha ribadito la sempre più marcata necessità di organizzare questo tipo di incontri sul territorio non solo per offrire un'informazione completa sui servizi consortili, ma per dare tutte le più utili cognizioni di merito per effettuare alla vigilia della stagione la scelta più intelligente e redditizia per la propria coltura in un mondo che cambia a ritmi rapidissimi e che non può vederci immobili.

Degno di particolare menzione il pacchetto di difesa fitosanitaria del vigneto nel nostro comprensorio, illustrata dall'esperto Andrea Bagnalasta di Gowan Italia, e naturalmente tutto quanto il Consorzio agrario dell'Emilia può fornire in termini di sostegno diretto e di counseling in campo grazie alla relazione del responsabile ricerca e sviluppo Cae Claudio Cristiani.

Ecco di seguito un breve abstract delle possibili strategie adottabili per il vigneto evidenziate da Scienza:
  • sviluppare una viticoltura di vitigno con varietà italiche che veicolino al contempo un mirato riferimento territoriale sui mercati esteri (marketing, naming, ecc.)
  • praticare una viticoltura sostenibile e certificata con bassi costi di produzione (viticoltura di precisione)
  • valorizzare le Doc/Docg più note e con capacità di penetrazione sui mercati esteri (amarone, barolo, brunello, prosecco, ecc.)
  • prevedere investimenti elevati in tecnologia di supporto, comunicazione e reti di impresa e partnership