'Sicurezza idrogeologica, serve un Piano straordinario'

Intervento di Massimo Gargano, presidente Anbi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 12 anni fa

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“Nel nostro Paese bisogna aprire un dibattito culturale per determinare quale modello di sviluppo perseguire e far discendere scelte coerenti. Non ci può essere alcuna ipotesi di crescita nazionale senza sicurezza idrogeologica e in Italia, purtroppo, continua a prevalere la logica dell’emergenza; si spendono più risorse per riparare i danni da eventi naturali piuttosto che investirle in prevenzione”. Lo ha affermato il presidente dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, Massimo Gargano, intervenendo a margine del convegno “Acqua alla gola”, organizzato a Bologna dall’Unione regionale bonifiche Emilia-Romagna. “Individuare nel territorio una mera risorsa da sfruttare, non di rado abusivamente, invece che un patrimonio da gestire, ingenera insicurezza nei cittadini – prosegue Gargano -. Per questo l’Anbi rilancia la richiesta di un Piano straordinario di manutenzione del reticolo idraulico del Paese. Ai Consorzi di bonifica va riconosciuto un ruolo centrale nella concertazione territoriale verso quella sicurezza idraulica, che deve essere assunta come priorità per qualsiasi livello di programmazione urbanistica".

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