Eventi meteorologici, danni per centinaia di milioni di euro

Massimo Gargano, presidente Anbi

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“In questa fase di discussione sulla prossima legge finanziaria è fondamentale rendere patrimonio comune alcuni dati sulla sicurezza del territorio dalle acque, perché siamo gravemente preoccupati per gli episodi alluvionali registrati in Abruzzo, Campania, Veneto”. Ad affermarlo è Massimo Gargano, presidente dell’Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni. Secondo il ministero dell’Ambiente il 68,6% dei Comuni ricade in aree ad alto rischio idrogeologico: il 21,1% aree franabili; il 15,8% zone alluvionabili; il 32% zone a dissesto misto (franabili e alluvionabili). In Calabria, Umbria e Val d’Aosta tutti i Comuni sono a potenziale rischio; in Piemonte, Toscana, Marche, Lazio, Campania, Molise e Basilicata la percentuale è superiore all’85%. L’Agenzia per la protezione dell’ambiente ha stimato che in Italia, nei più recenti 80 anni, si sono registrate 5.400 alluvioni e 11.000 frane. “Dal 1998 al 2003 – prosegue Gargano - per la difesa del suolo sono stati destinati 1409,39 mln di euro, il cui utilizzo si è protratto fino al 2005; in seguito non ce ne sono più stati. Nel periodo 1999/2005 sono stati spesi 1491,54 milioni di lire per interventi urgenti: il 44% (667,88 mln) spesi dopoi movimenti franosi, il 30% (447,36 mln) dopo eventi alluvionali, il 20% (282,65 mln) in seguito ad accadimenti di varia natura, il 5% (72,56 mln) per fenomeni congiunti, l’1% (21,08 mln) in seguito a valanghe”. La fragilità morfologica dell’Italia è accentuata dalla contrazione della superficie agricola utilizzabile e dalla carente manutenzione del territorio aggravata nelle aree di pianura da una disordinata crescita dell’urbanizzazione. “E’ indispensabile – conclude Gargano - per evitare di ridurre la sicurezza territoriale, una continua sistemazione idraulica e l’adeguamento delle reti di scolo. Serve un Piano straordinario di adeguamento della rete idraulica italiana, la cui attuazione si integra con il Piano degli Invasi che da tempo chiediamo. La sicurezza idrogeologica in montagna e in pianura è condizione indispensabile per qualsiasi ipotesi di sviluppo".

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