La concimazione del kiwi

Gestione della nutrizione moderna e specializzata per l'ottenimento di frutti di qualità

Contenuto promosso da Jingold
campo-kiwi-aprile-2020-fonte-jingold.jpg

E' fondamentale un piano di concimazione puntuale, anche per l'actinidia

La frutticoltura moderna è sempre più specializzata e sostenibile, per renderla tale deve rispondere alle esigenze di tutti gli attori della filiera. A partire dalla sostenibilità economica ed ambientale dell'azienda agricola, passando per i centri di lavorazione e la gdo che, sempre più spesso, richiedono la conservabilità del prodotto, fino ad arrivare ai consumatori che esigono un'alta qualità organolettica. Per questi motivi è fondamentale un piano di concimazione puntuale, in quanto le concimazioni influenzano in maniera significativa i risultati produttivi e quelli qualitativi.

La gestione del piano di concimazione dell'actinidia non è da meno. Ma quali sono i passi da seguire?  
Tutto parte da una completa analisi del terreno al fine di conoscere il punto di partenza su cui programmare l'ottimale dosaggio di macro (N, P, K), meso (Ca, Fe) e micro (Mg, Mn, B, Zn, Cl) elementi durante la stagione.

Innanzi tutto, per una corretta coltivazione di kiwi, risultano indispensabili le informazioni relative alle caratteristiche chimico-fisiche del suolo:
  • Tessitura: ottimale se la percentuale di sabbia è di circa 50% 
  • Calcare attivo: ottimale 1%, fino ad un massimo di 5%
  • pH: ideale neutro o subacido (5,6 – 7,5)
  • Salinità: ottimale <1 mS/cm
  • Sostanza organica: ottimale 14%

Le caratteristiche appena descritte condizionano fortemente la capacità e la forza con cui il terreno trattiene gli elementi nutritivi e di conseguenza la modalità con cui li rende disponibili e assimilabili dalle piante.
Squilibri nutrizionali, generati da eccesso o carenza di alcuni elementi, possono compromettere l'attività fotosintetica ed incidere negativamente sulla resa quantitativa e qualitativa. Diventa dunque di fondamentale importanza conoscere come e quando ogni elemento deve essere distribuito, in quanto ogni fase del ciclo stagionale ha delle precise esigenze nutrizionali.

La nutrizione delle piante dovrà essere proporzionata all'età dell'impianto, al sesto adottato e alla varietà, in modo tale da accompagnare la pianta in tutte le sue fasi fenologiche.
Gli apporti al terreno devono iniziare nel periodo invernale, con l'utilizzo di prodotti organici, come il letame di bovino adulto, principalmente in terreni scarsamente dotati o poveri di sostanza organica o eccessivamente pesanti, al fine di migliorarne la fertilità chimico-fisica.

Alla ripresa vegetativa dovrà essere seguito un piano di concimazione che preveda un apporto iniziale di circa il 30% del fabbisogno della pianta. Per una concimazione moderna ed attenta all'ambiente è indispensabile il ricorso alla fertirrigazione, con la quale i dosaggi dovranno essere diretti a favorire la prevalenza di uno o più elementi rispetto agli altri, a seconda dello stadio fenologico e come successivamente meglio descritto. Gli apporti per via radicale dovranno essere accompagnati anche da quelli per via fogliare, utilizzando, durante lo sviluppo dei germogli, prodotti a base di chelati di ferro, manganese e zinco da ripetersi più volte.
 

Foto1: La fase di germogliamento è molto delicata in quanto possono manifestarsi carenze di microelementi, di solito riconducibili a ferro e manganese

Durante la fioritura si potrà procedere a trattamenti fogliari con ossido di calcio ed amminoacidi per favorire le successive fasi di divisione e distensione cellulare in post-allegagione.
La pianta dovrà essere poi accompagnata nel suo sviluppo con apporti per via radicale mediante nitrato di calcio, potassio e magnesio fino all'inizio dell'estate per poi proseguire maggiormente con apporti di nitrato di potassio in quantità decrescenti. 
Molto importante è avere un quadro d'insieme dello stato di salute della pianta durante l'evoluzione del ciclo produttivo, pertanto non si può prescindere dall'esecuzione di analisi fogliari che ci permettano di valutare questo aspetto ed eventuali carenze o eccessi nutritivi.

Perché sono così importanti questi elementi per l'actinidia? Come influiscono sullo sviluppo della pianta?
Una breve panoramica sui principali elementi nutritivi per la coltivazione di actinidia.
 

Azoto

L'azoto (N) è indispensabile per ottenere un buon sviluppo vegetativo e una buona fioritura/allegagione. Nelle prime fasi di sviluppo dei germogli, la pianta sfrutta le risorse accumulate nelle riserve legnose ma successivamente aumenta l'esigenza e l'assorbimento radicale.
Carenze di azoto manifestano un colore più pallido delle foglie e uno scarso vigore della pianta, ma non sono da sottovalutare neppure gli eccessi di azoto, che possono determinare un mantenimento dell'attività vegetativa della pianta a discapito della maturazione dei frutti, con ripercussioni negative sulla qualità.


Potassio

Fondamentale per la fotosintesi, la regolazione del trasporto idrico, il trasporto degli zuccheri e lo sviluppo delle caratteristiche qualitative del frutto. La disponibilità e la solubilità di questo elemento nella soluzione circolante calano nei terreni argillosi, a pH più alcalino e rapporto con elevato contenuto di magnesio e calcio.


Ferro

Il ferro risulta di difficile assorbimento da parte della pianta in condizioni di pH elevato e in presenza di elevate concentrazioni di altri elementi con cui entra in competizione, quali Mn, Mg, Cu, Zn. Il ferro viene traslocato per via xilematica e la carenza (tipica “clorosi”) si manifesta nelle foglie più giovani. Il ferro può essere distribuito sottoforma di chelato sia in fertirrigazione che per via fogliare e, per favorirne l'assorbimento, è consigliato acidificare leggermente l'acqua di irrigazione e anche la porzione di terreno esplorata dalle radici.


Calcio

Il calcio è importante per creare le strutture cellulari e favorire una buona conservabilità dei frutti di actinidia. Questo elemento viene traslocato all'interno della pianta, dalle radici ai frutti, per via xilematica nei primi 40-50 giorni dopo la fioritura. Per favorire l'assorbimento di calcio in questa fase è bene non eccedere con il potassio, per evitare competizione tra questi elementi.

In conclusione, per mantenere una buona produzione, competitiva in termini di qualità e quantità, non si può prescindere da una gestione professionale e precisa della distribuzione degli elementi nutritivi.
Vi è dunque la necessita di far progredire la tecnica agronomica verso una specializzazione attenta e precisa, che permetta di tutelare il ritorno economico del produttore e la salvaguardia dell'ambiente.
 
Campo di kiwi
Foto2: L'importanza dell'impiego della fertirrigazione comporta una gestione precisa e sostenibile degli apporti nutritivi
 
Visita il sito di Jingold

Ti è piaciuto questo articolo?

Registrati gratis

alla newsletter di AgroNotizie
e ricevine altri

Unisciti ad altre 228.836 persone iscritte!

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner