Con la rete anti insetto la cimice asiatica non passa

Le innovazioni della misura 16 del Psr

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Nel 2016 è stato attivato il Gruppo operativo per l'innovazione Halys
Fonte foto: Agronotizie

Rilevata in Italia per la prima volta nel 2012, la cimice asiatica (Halyomorpha halys) ha manifestato da subito la sua capacità di adattamento e il suo potere distruttivo nei confronti di un gran numero di colture frutticole e di pieno campo.

Per conoscere meglio l'insetto e per valutare i possibili sistemi di difesa, è stato attivato nel 2016 il Gruppo operativo per l'innovazione Halys, finanziato dal Psr della Regione Emilia Romagna. Il progetto, concluso nella primavera del 2019, ha considerato gli aspetti applicativi del ciclo biologico e dell'agroecologia di questo alieno invasivo, per fornire ad agricoltori e tecnici strumenti efficaci ed affidabili per il monitoraggio (con trappole a feromoni di aggregazione) in campo e per elaborare strategie di difesa sostenibili e innovative, basate sull'uso di reti per ridurre al minimo l'uso di prodotti chimici.

Tra il 2016 e il 2018 sono state testate in pereti commerciali delle province di Modena e Bologna reti anti insetto (Alt'Carpo) tradizionali, monoblocco e monofila. Preliminarmente in laboratorio erano state determinare le misure delle maglie più adatte allo scopo.

Le prove hanno verificato che già le reti antigrandine possono svolgere una funzione positiva sul danno, riducendo gli ingressi degli adulti di cimice asiatica che si posizionano nella parte alta della coltura, senza però ridurre l'impiego di insetticidi.

Le reti anti insetto nella versione monoblocco - applicabile con un investimento limitato agli impianti già dotati di copertura antigrandine - hanno permesso di ridurre dell'80% il danno provocato dalla cimice prevenendo efficacemente il suo insediamento; ciò ha consentito di tagliare del 35% il numero di trattamenti integrativi rispetto agli impianti scoperti.

Con le reti monofila - utilizzate in impianti biologici e raccomandati per gli impianti allevati in parete e non in volume - si è avuta una migliore performance con minore penetrazione della cimice rispetto al monoblocco, che con l'utilizzo di piretro contro le forme giovanili hanno mostrato una riduzione del danno superiore all'80%.

Al fine di garantire questi risultati l'impiego delle reti deve essere comunque fatto con alcuni importanti accorgimenti quali ad esempio chiudere le reti fino al terreno subito dopo la fioritura, chiudere bene le reti per non lasciare aperture ai lati e al colmo e non lasciare le reti aperte durante le operazioni colturali, al fine evitare ingressi delle cimici.

In attesa del via libera alla sperimentazione in campo della vespa samurai (Trissolcus japonicus e Trissolcus mitsukurii) e della sua introduzione nella lotta biologica alla cimice asiatica nei prossimi anni, il progetto Halys ha dimostrato l'efficacia delle reti nella difesa passiva contro la cimice asiatica. La multifunzionalità delle reti - difesa da insetti alieni, difesa da eventi meteorici estremi quali grandine e piogge molte intense, capacità di limitare i trattamenti e i quantitativi di prodotto utilizzati - può accrescere l'interesse delle aziende per questa soluzione.

Vista la pericolosità di tutti gli stadi della cimice asiatica e la sua capacità di penetrare negli spazi, la lotta passiva, raccomanda Halys, va comunque coadiuvata da un attento monitoraggio per programmare trattamenti antiparassitari complementari mirati.

Tabella monitoraggio cimice asiatica
Clicca sull'immagine per ingrandirla
 

Le innovazioni della misura 16 del Psr
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