Corpo 8, conseguenze virali

Pochi i settori risparmiati dagli effetti negativi del coronavirus. Scarseggia la manodopera nei campi. E ora arriva anche il gelo. Inarrestabile pure la Xylella. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dal 20 al 26 marzo

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

In breve

  • I fiori finiscono nei maceri mentre il settore florovivaistico accusa danni dai quali sarà difficile riprendersi.
  • La chiusura di bar e ristoranti ha ridotto il consumo di latte, mentre si continua ad importarne. Così gli allevatori invitano a preferire il prodotto nazionale.
  • Frenata nel consumo di mozzarelle di bufala e anche per il latte destinato a questa produzione arrivano i primi problemi.
  • Nonostante i successi conseguiti nel 2019, anche il mondo del vino deve arrendersi al coronavirus. Il Vinitaly definitivamente rimandato al 2021.
  • Aumentano i consumi di ortofrutta ma i prezzi all'origine restano bassi e crescono sui mercati al dettaglio. Il timore di speculazioni.
  • Scarseggia la manodopera proveniente dai paesi dell'Est e si propone di avviare al lavoro sui campi i percettori del reddito di cittadinanza.
  • Dopo la primavera anticipata delle settimane scorse, è arrivato un forte peggioramento climatico. E si teme per le conseguenze sulle produzioni agricole.
  • Gli olivi pugliesi ancora alle prese con la Xylella, mentre in Toscana è allarme mosca dell'olivo.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati sui quotidiani in edicola in questi ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


I fiori nel macero

I media continuano ad essere concentrati sull'emergenza sanitaria da Covid-19, le cui ripercussioni non risparmiano il settore agroalimentare, argomento del quale si occupa il “Corriere di Verona” del 20 marzo per descrivere la difficile situazione che sta vivendo il settore florovivaistico.
Lo stesso argomento è affrontato il 24 marzo da “La Nazione”, che prende in esame la situazione che si registra nel pistoiese, dove le aziende vivaistiche, reduci da una timida ripresa, sono ora costrette a fronteggiare la crescente disdetta degli ordini.

Una situazione che potrebbe portare molte aziende verso il fallimento, come si legge su “QN” del 23 marzo.
Nel frattempo, denuncia “Il Giornale di Brescia” del 26 marzo, le piante e i fiori finiscono al macero e si rendono necessari rapidi interventi per sostenere le aziende.


Latte in affanno

La chiusura del settore horeca (hotel, ristoranti e catering) e le difficoltà alle movimentazioni verso i mercati esteri, hanno comportato forti ripercussioni sul mercato del latte, oggi in sofferenza per un imprevedibile eccesso di offerta.

Pesante la situazione in Puglia descritta dalla “Gazzetta del Mezzogiorno” del 22 marzo, con gli allevatori che non sanno a chi conferire il latte prodotto.
Un problema del quale si occupa anche “Il Messaggero” del 23 marzo ospitando l'appello degli allevatori, che invitano i consumatori a preferire il prodotto di origine nazionale.

Sulle difficoltà del settore lattiero si innestano tentativi di speculazione per indurre i produttori ad accettare forti tagli al prezzo di vendita, come accade in Piemonte, dove “La Stampa” lancia un appello ad evitare speculazioni a danno degli allevatori.

Queste eccedenze di latte corrono il rischio di alimentare gli sprechi, così la ministra alle Politiche agricole, Teresa Bellanova, conferma dalle pagine della “Gazzetta del Mezzogiorno” in edicola il 24 marzo l'iniziativa che prevede la destinazione di 180mila quintali di latte ai bisognosi.


Bufale nella crisi

Gli allevatori di bufale si trovano nelle stesse condizioni di chi alleva bovini da latte, in questo caso per il pesante crollo dei consumi, scesi del 60% in appena quindici giorni, come si apprende il 21 marzo da “Il Sole 24 Ore”.

Dalle industrie di trasformazione, alle prese con un aumento dei costi per il trasporto delle mozzarelle o per la loro conservazione in attesa che il mercato si riprenda, arriva la richiesta di ridurre il prezzo del latte di bufala.
Una decurtazione di 40 centesimi al litro, scrive “Il Tempo” del 25 marzo, che gli allevatori faticano a sopportare.


La resa del Vinitaly

Nemmeno il comparto del vino, reduce da un lungo periodo di successi internazionali, esce indenne dall'emergenza Covid-19, tanto che già il 20 marzo dalle pagine de “Il Sole 24 Ore” si lanciava l'ipotesi di un ulteriore rinvio del Vinitaly.
Ipotesi poi concretizzata nei giorni seguenti e infatti dal “Corriere della Sera” del 24 marzo si apprende che la manifestazione veronese slitta al 2021, mentre nel prossimo autunno si attueranno semmai iniziative per il rilancio del settore.

Un rinvio che il settore accoglie con favore, prendendo atto delle difficoltà conseguenti al blocco del segmento horeca, come commenta “Italia Oggi” del 25 marzo.
Nel frattempo il mondo del vino si appresta ad affrontare questa nuova emergenza chiedendo il sostegno del Governo, come si apprende da “L'Arena” del 22 marzo.


Ortofrutta e speculazioni

Numeri discordanti sono quelli che giungono dal settore ortofrutticolo.
Secondo quanto riporta “La Stampa” del 21 marzo, lo stop alla ristorazione ha fatto crollare il prezzo di alcuni prodotti come fragole e asparagi.

Una situazione che a detta della “Gazzetta del Mezzogiorno” del 22 marzo apre la porta a possibili speculazioni.
Se il mercato dell'ortofrutta è in difficoltà, non accade altrettanto per consumi, lo sostiene il “Corriere di Romagna” del 25 marzo segnalando l'aumento degli acquisti registrato per i prodotti ortofrutticoli.

Su questo argomento interviene il 26 marzo "Repubblica", che nelle pagine dedicate al Piemonte raccoglie l'intervista con il presidente dei grossisti piemontesi, Stefano Cavaglià, che allontana le voci di una possibile speculazione, giustificando gli aumenti con i maggiori costi della filiera produttiva.
 

Cercasi manodopera

L'emergenza da coronavirus sta avendo ripercussioni anche sulla manodopera.
Il Messaggero” del 22 marzo spiega infatti che il timore di contrarre il virus ha allontanato dai nostri campi molti braccianti dell'Est, creando non poche difficoltà alle nostre aziende.
L'Alleanza delle cooperative affida così alle pagine de “ll Sole 24 Ore” del 20 marzo la proposta di affidare il lavoro nei campi ai beneficiari del reddito di cittadinanza.

La scarsità di manodopera, avvisa “Italia Oggi” del 25 marzo, sta tuttavia rischiando di moltiplicare il lavoro in nero, dando così ancora più spazio al caporalato.
Per arginare questo problema, è ancora “Italia Oggi” a parlarne, è stato prorogato sino al prossimo 15 giugno il termine per i permessi di soggiorno per il lavoro stagionale in scadenza, così da evitare agli stranieri di dover rientrare nel proprio paese, in coincidenza con l'inizio della stagione di raccolta.

Un'altra proposta per superare le difficoltà nel reperimento di manodopera arriva dal quotidiano piacentino "La Libetà" del 26 marzo, con la richiesta di una semplificazione dei voucher in agricoltura e con questi la possibilità di impiegare nei campi lavoratori in cassa integrazione.


Pazzie climatiche

Come non bastassero i problemi sollevati dall'emergenza sanitaria, si assiste a un radicale mutamento delle condizioni climatiche che mette a repentaglio le produzioni agricole.
Ne dà anticipazione “Il Gazzettino” del 24 marzo, segnalando le conseguenze del gelo notturno.
Gli fa eco il giorno seguente “L'Arena”, preoccupata per i danni agli alberi da frutto e per le primizie.

Situazione non dissimile è quella segnalata da “Il Resto del Carlino” per l'area ferrarese, dove le coltivazioni frutticole sono particolarmente diffuse.
Non va meglio in Lombardia e il “Cittadino di Lodi” del 25 marzo segnala la possibilità che il gelo possa rovinare le fioriture di pesche, kiwi e anche ciliegie.
Le conseguenze dell'ondata di freddo, avvisa “Il Tempo” del 25 marzo, si potrebbero far sentire anche sui vigneti precoci, sulle coltivazioni di carciofo e di asparagi.

Dal "Corriere di Romagna" del 26 marzo ecco la conferma del gelo, che in una sola notte ha devastato i frutteti, come accadde nel 1997.
Situazione analoga più a Sud e il 26 marzo la "Repubblica" offre nelle pagine dedicate all'area barese una cronaca dei danni causati dalle nevicate primaverili.


Olivi sotto attacco

All'elenco dei guai che sta affrontando l'agricoltura, si aggiunge ancora una volta la Xylella.
Il Nuovo Quotidiano del Sud” del 22 marzo avverte infatti che la Xylella sta continuando ad avanzare ed altri quattrocento ulivi dovranno essere abbattuti.
Il numero degli ulivi da abbattere nel territorio barese secondo quanto riporta una breve notizia pubblicata da “Repubblica”, sale però a 605 esemplari.

Il "Nuovo Quotidiano di Brindisi" del 26 marzo si dice preoccupato per i possibili ritardi nell'applicazione delle misure di contenimento della Xylella.
Dalle sue pagine parte così un appello a individuare in tempi rapidi i focolai di infestazione anche all'interno della Piana dei Monumentali.

Gli olivi della Toscana devono invece fare i conti con gli attacchi della mosca dell'olivo.
E ora, avverte “La Nazione” del 25 marzo, gli olivicoltori non potranno più contare sull'aiuto del dimetoato, principio attivo oggi non più disponibile.

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