Corpo 8, le notizie sui giornali dal 21 al 27 giugno

Raccolti a rischio e prezzi in aumento, lotta all’agropirateria e scaramucce sul prezzo del latte. Questi alcuni degli argomenti della settimana

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 11 anni fa

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Giadinaggio d'assalto e denunce della Ue all'Italia per 'eccesso di zelo' nella applicazione delle etichette. Queste alcune delle curiosità che i lettori hanno trovato sui giornali

Notizie poco rassicuranti sui giornali di questi ultimi sette giorni, che già da sabato 21 giugno iniziano con l’informarci che 41 milioni di acri nello Iowa sono sott’acqua e che le semine del mais sono compromesse. E così, ci ricorda “Borsa & Finanza” i futures del mais sono balzati alle stelle. Se negli States piove troppo, continua un altro articolo sempre su “Borsa & Finanza”, in Australia si ha il problema opposto, con l’eccesso di calore che sta compromettendo i raccolti di grano. Risultato: altri aumenti in vista anche per questo cereale.

Chi va meglio è il vino, si fa per dire. Raccolti boom nell’America del Sud, Argentina in testa, come ci racconta “Italia Oggi". Eccezionali poi raccolti poi in Nuova Zelanda dove l’aumento della produzione si accompagna ad un innalzamento notevole della qualità. Che dire, i nostri produttori è bene che si preparino a fronteggiare una competizione internazionale che sembra farsi sempre più agguerrita. Ma almeno una nota positiva dalle notizie del 21 giugno la si può trovare su “Italia Oggi” con una servizio sulla sospensione della procedura di infrazione della Ue contro l’Italia per la vicenda nitrati. Un incubo per gli allevatori di tutta l’area padana che parrebbe ora essere rientrato, seppure solo in parte.

 

Stop all’agropirateria

C’è anche da registrare in questi giorni una forte attenzione contro l’agropirateria. Inizia “Italia Oggi” che si sofferma sulle pieghe della manovra di Governo rivolte all’agroalimentare e che prevedono un inasprimento delle pene per i “pirati” del cibo, che ora rischiano sino a sei anni di carcere. E sulle colonne della “Gazzetta di Reggio” ci ricordano che a vantare il primato dei prodotti più copiati è il Parmigiano Reggiano, seguito dai prosciutti Dop e da altri formaggi a denominazione. Alla fine, come sottolineaLa Stampa”, tutto questo “copia-copia” ci costa la bellezza di 60 miliardi di euro. Altro che Finanziaria.

E che in ballo ci siano cifre altissime quando si parla di agroalimentare ce lo ricorda anche “Il Sole 24 Ore” del 24 giugno in uno dei suoi rapporti dedicato alla “food valley”, che si identifica per gran parte con il territorio della Regione Emilia-Romagna e che da sola arriva a valere 24 miliardi.

Sul tema dell’agropirateria si sofferma qualche giorno dopo anche “Panorama” con un servizio dedicato all’inchiesta di Buonitalia in merito all’apprezzamento del Made in Italy negli Stati Uniti. Dal quale risulta però che troppo spesso ciò che sembra italiano tale non è. Necessaria allora una maggiore tutela, che da più parti si va sollecitando, come in occasione della recente assemblea della Cia, come viene ricordato dalle colonne del “Giornale di Brescia” del 26 giugno.

Forse per il suo intrinseco valore, forse per la ricerca dei “sapori di una volta”, sull’agroalimentare si “consumano” anche nuove tendenze dalla spiccata originalità. Come definire altrimenti il “Guerrilla Gardening”, una sorta di giardinaggio d’assalto per strappare terreno alle città. Pare essere una nuova moda e chi ne fosse incuriosito può leggere l’articolo pubblicato su “Liberazione” del 23 giugno.

 

Il turno del latte

Tocca poi al latte occupare il ruolo di protagonista fra le notizie agroalimentari. Il “la” viene dato dall’assemblea di Assolatte che trova eco sulle colonne de “Il sole 24 Ore” del 25 giugno con un’intervista al presidente della associazione degli industriali del latte, Giuseppe Ambrosi, nella quale puntualizza le motivazioni del mancato accordo sul prezzo. Quasi come una replica, molti nello stesso giorno gli articoli che su altre testate danno voce alle ragioni degli allevatori, ovviamente di segno opposto a quelle di Assolatte. Le troviamo su “L’Arena” con un titolo ad effetto “Costa troppo, regalano il latte”. Continua “La Libertà” con “Latte, una battaglia condivisa” e poi “Il Mattino di Padova” con “ Coop in campo nella battaglia del latte”.

Si continua anche il 26 giugno a parlare di latte con “Il giornale di Brescia” che riporta le posizioni di Assolatte nei confronti delle quote latte. Giustamente da abolire. Un segnale dei primi giochi tattici in attesa dell’incontro del 3 luglio, quando Assolatte ed allevatori si incontreranno nuovamente nel tentativo di trovare un ragionevole compromesso.

 

Assemblea  Confagricoltura

Le richieste di Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, lanciate dal podio della assemblea che si è tenuta a Maccarese, la grande azienda agricola nei pressi di Roma, hanno trovato buona accoglienza sui giornali del 27 giugno. Semplificazione delle procedure, ovvero meno burocrazia, più investimenti per la ricerca, e investimenti diretti verso la produzione, come ricorda “Il Tempo”, sono state le richieste al centro della relazione di Vecchioni. Richieste, è “Il Giornale” a metterlo in evidenza, indirizzate al Governo, verso il quale Confagricoltura rivolge un “consenso vigile”.

 

Se l’etichetta non piace alla Ue

Giornata, quella del 27 giugno, che ha visto poi protagonista la “strana” posizione della Ue che ha deferito l’Italia alla Corte di giustizia per l’eccesso di zelo nella applicazione delle etichette di polli  e cioccolata. Come ben puntualizzato su “La Stampa”, la Ue ha bocciato l’indicazione del paese di provenienza che in Italia si applica per le carni avicole. Per il cioccolato ci viene invece contestata l’applicazione della dicitura “cioccolato puro”. Insomma, questa volta rischiamo una condanna per l’essere  troppo diligenti. Stranezze comunitarie.

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Fonte: Agronotizie

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