Si è svolto il 15 novembre scorso, nell’ambito di 'Eima 2005 – 36° Esposizione internazionale delle industrie di macchine per l’agricoltura e il giardinaggio' (Bologna, 12-16 novembre) il convegno su ‘Macchine agricole: verso la revisione obbligatoria’ organizzato da Unacoma, Unione nazionale costruttori macchine agricole, in collaborazione con Unima, Unione nazionale imprese di meccanizzazione agricola, Unacma, Unione nazionale commercianti macchine agricole e Enama, l’Ente nazionale per la meccanizzazione agricola, nel quale sono rappresentati tutti i soggetti a vario titolo coinvolti nella meccanizzazione agricola.
Il problema della sicurezza e dell’inquinamento interessa non solo le auto non catalizzate ma anche trattori e mietitrebbiatrici. L’articolo 111 del Codice della strada prevede la revisione obbligatoria delle macchine agricole ma per la mancanza dei dispositivi normativi, che dovrebbero indicare tempi e modalità di esecuzione, è stato finora disatteso. A Bologna ne hanno parlato Massimo Goldoni presidente Unacoma, Aproniano Tassinari presidente Unima, Guglielmo Carlini presidente Unacma e Sandro Liberatori, direttore Enama. Il dibattito è stato moderato da Alessandro Mastrantonio, giornalista de Il Sole 24 Ore.
A sollecitare l’attuazione della legge sono sia i costruttori, che i contoterzisti, che i rivenditori. Naturalmente, il provvedimento dovrà essere introdotto con tempi e modalità da concordare con i rappresentanti delle organizzazioni agricole.
“Come previsto dall'art. 57 del DL 285 del 30/04/1992 – ha detto Sandro Liberatori, direttore Enama - le macchine agricole semoventi e trainate possono circolare su strada se omologate. In base all'art. 106 si fa riferimento al rispetto di quanto previsto dalla normativa per la sicurezza e l’igiene del lavoro al comma 3 dell'art. 111 prevede la revisione previo decreto ministeriale del Ministero delle Infrastrutture di concerto con il Ministero delle Politiche agricole, e al comma 6 prevede la multa e il ritiro della carta di circolazione. Attualmente esistono 1.500.000 trattrici con età media di 20 anni: qual è lo stato di effettiva revisione?”. Da qui la proposta per favorire l’attuazione della legge: “Creare un sistema di controllo con una griglia opportuna e con una periodicità di cinque anni”.
"Se esiste la revisione per auto, moto o altri veicoli non si vede come mai – ha puntualizzato Massimo Goldoni, presidente Unacoma e presidente Enama - la legge esistente non sia stata resa applicabile con l’apposito ministero”. Goldoni ha poi proposto la realizzazione di check-list cui sottoporre le macchine e le officine autorizzate a svolgere tali controlli. “Le macchine orami vecchie devono fare le sagre e la storia - ha aggiunto - ma non possono restare operative. Oggi i produttori mettono in commercio trattrici con motori "Step 4" (paragonabili a Euro 4 per le auto) e in campagna circolano trattori che hanno tassi di inquinamento incredibili. La domanda non è se fare o no la revisione ma quando e come”.
Guglielmo Carlini, presidente Unacma, ha sottolineato che “la norma sulla revisione è una delle tante leggi rimaste disattese. Basti pensare ai telai antiribaltamento che devono essere montati dagli anni ‘80 sulle trattrici costruite dopo il 1974, ma che ad oggi non è applicata perchè non controllata. Se l'organo di controllo agisce, la norma viene applicata, altrimenti nessuno si muove anche se se ne parla in tutti i contesti ufficiali. La commercializzazione di macchine non a norma avviene con una responsabilità civile e penale che è in solido tra venditore e concessionario. Oggi è solo un problema politico: bisogna parallelamente finanziare e incentivare sia la revisione, sia la rottamazione delle macchine obsolete”.
Aproniano Tassinari, presidente Unima, ha rimarcato come “la diffusione delle informazioni agli associati sulle normative legate alla sicurezza sia di importanza primaria”. “Oggi vengono venduti circa 29 mila nuovi trattori l’anno, a fronte di oltre un milione di trattori presenti. L’obiettivo è quello di eseguire controlli non solo sul corretto funzionamento, ma sull’effettiva rispondenza alle attuali norme sulla sicurezza: dunque non una semplice rottamazione, ma un’incentivazione delle revisioni per individuare attività alternative esclusivamente all'interno dell'azienda agricola, senza caricare i concessionari di costi di gestione per macchine vecchie e invendibili. E’ necessario risanare il parco macchine senza penalizzare chi ha già difficoltà economiche”.
A Massimo Goldoni - cui sono andate le conclusioni - ha messo sul tavolo due iniziative: “Fare lobby sulle autorità italiane ed europee per l’attuazione della norma, e stilare un documento comune all'interno di Enama per far decollare l'iniziativa in tempi brevi. E’ necessario competere non sul prezzo ma sui servizi e sulla qualità”.

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