Agrilevante 2011, numeri da record

Si è chiusa a Bari la rassegna specializzata nelle macchine e nelle tecnologie per l'agricoltura organizzata da Unacoma e Fiera del Levante. Oltre 41 mila i visitatori, grande la partecipazione degli addetti ai lavori

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Quota record di 41.140 visitatori per Agrilevante

Bilancio nettamente positivo per Agrilevante 2011, Rassegna specializzata nelle macchine e nelle tecnologie per l'agricoltura e l'agroindustria da poco conlusa.

Nei quattro giorni della manifestazione – organizzata da Unacoma Service e d Fiera del Levante - il numero dei visitatori ha raggiunto la quota record di 41.140, più 24% rispetto alla precedente edizione (ottobre 2009) che già aveva registrato incrementi significativi. In crescita anche il numero dei visitatori stranieri, a quota 1.100, in aumento del 10% rispetto a due anni fa.

La grande partecipazione di agricoltori, contoterzisti e operatori economici premia la formula espositiva (rassegna specializzata e organizzata per filiere produttive), i contenuti tecnici (grande risalto all'innovazione), e la qualità dell'area espositiva, che per la prima volta ha visto impiegato il nuovo padiglione della Fiera.

"Agrilevante ha raggiunto sotto tutti i punti di vista gli obiettivi che si era prefissata in termini di prestigio, di impatto sul mercato, di internazionalitàcommenta il presidente di Unacoma/Unacoma Service, Massimo Goldoni – e la crescita degli operatori esteri, insieme con la presenza di numerose delegazioni organizzate in collaborazione con l'ex Ice, è particolarmente significativa in questo senso".
"La rassegna si è tenuta in un momento assai difficile per l'economia e per gli assetti politico-sociali di molti Paesi del bacino mediterraneo –
aggiunge Goldoni - e il successo della manifestazione dimostra come ci sia grande volontà di reazione e di investimento sul futuro".

"Agrilevante è un esempio positivo della Fiera del Levante che già c'è e che sempre più occorre costruire – dichiara il presidente della Fiera, Gianfranco Viesti – una manifestazione specializzata ma in grado di offrire al pubblico il valore aggiunto di un'esposizione di qualità, e di offrire agli espositori la presenza di tanti visitatori interessati da tutto il Centro-Sud e dall'estero. Per l'ente fiera si tratta di un'interessante collaborazione con l'associazione di categoria. La strada è quella di rafforzare le esposizioni dedicate al mondo dell'agroalimentare e di estendere questo modello ad altri settori".

Nel corso della manifestazione si è fatto il punto sulla ricerca in agricoltura con l'intervento del Cra - Consiglio per la ricerca in agricoltura.

Il direttore dell'Unità di ricerca per l'ingegneria agraria del Cra, Luigi Pari in un intervento ha affermato che ancora la ricerca non ha subito dei tagli consistenti, ma è prevedibile che ci saranno e anche in altri settori. Il centro si impegna comunque a lavorare sull'efficacia e sull'efficienza delle attività svolte, sempre in contatto con i colleghi europei anche nell'ottica dei finanziamenti comunitari. Ha ribadito poi l'importanza della ricerca che considera fondamentale per superare la crisi che richiede una forte coesione tra le azioni imprenditoriali e istituzionali.

Già negli ultimi anni non sono mancati risultati significativi: "Si pensi alla crisi alimentare del dopoguerra quando il grano produceva 3-4 quintali per ettaro mentre oggi se ne ottengono 60. Merito dell'attività di ricerca che ha messo a punto processi colturali e sistemi di meccanizzazione tali da trasformare il cibo da bene ricercato a surplus. Ci si è spinti anche troppo in là nell'aumento della produttività del cibo. Ora si sta puntando sulla qualità e sulla conversione di terreni marginali verso colture energetiche. Nel campo delle bioenergie abbiamo tecnologie già mature, come quelle relative al biogas e alla produzione di calore da prodotti ligno-cellulosici, e in via di sviluppo, come quelle riguardanti la cogenerazione da prodotti ligno-cellulosici e la produzione di etanolo di seconda generazione".

Nel Mezzogiorno e in Puglia la ricerca "è focalizzata sia all'aumento della produttività dell'azienda agricola sia al rispetto degli aspetti ambientali. Mi riferisco in particolare alla perdita di sostanze organiche nei terreni, alla necessità di utilizzare meglio le risorse idriche e all'intento di creare percorsi colturali più rispettosi dell'habitat naturale".

Manifestazioni come Agrilevante acquistano particolare rilevanza: "Stiamo parlando di un format, ripetuto ogni due anni, che consente di fare il punto della situazione (anche) sulla ricerca in agricoltura nel Centro e nel Sud Italia, di intercettare le istanze dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e di trasferire all'estero le tecnologie e le innovazioni su cui può contare l'Italia".

 

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