La potatura dell'olivo è una pratica fondamentale per ottenere produzioni di olive soddisfacenti, ma è anche necessaria per contenere la chioma ed agevolare la raccolta. La potatura riveste un ruolo così importante che spesso è oggetto di dibattito e scontro tra olivicoltori.


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Non bisogna però confondere il potare con il tagliare, in quanto la potatura non si riduce al mero atto di eliminare branche, rami e tronchi, ma utilizza il taglio come uno strumento (non l'unico) per dare forma alla chioma e indurre nella pianta la risposta fisiologica desiderata.

La potatura e la forma di allevamento vanno dunque a braccetto, con quest'ultima che deve essere scelta valutando differenti fattori, quali ad esempio la cultivar, il sesto d'impianto, l'indirizzo aziendale (produzione di olive da mensa o da olio), la disponibilità di manodopera, gli aspetti estetici nonché il metodo di raccolta.


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Le forme di allevamento dell'olivo

Nel corso della storia gli olivicoltori hanno utilizzato differenti forme di allevamento, che rispondevano alle esigenze dell'agricoltore, alla biologia della pianta e alle risorse disponibili. Oggi tra le forme di allevamento più diffuse c'è sicuramente il vaso, in particolare quello policonico, in quanto in grado di offrire elevate produzioni, anche se richiede molta manodopera.

Esiste tuttavia un gran numero di alternative che sono state sviluppate nel corso degli anni cercando di dare una risposta alle esigenze dell'agricoltore nel rispetto della fisiologia della pianta.

Ecco dunque le sei principali forme di allevamento dell'olivo.

Il vaso policonico
Le forme di allevamento a vaso sono molteplici e sono caratterizzate dalla presenza di un tronco unico con una chioma aperta al suo interno a formare, appunto, un vaso. Questo sistema possiede un ottimale rapporto tra chioma e superficie fogliare illuminata e ottime produzioni. I differenti tipi di vaso differiscono sulla base del numero di branche, dell'inclinazione dei rami, dell'altezza dell'impalcatura e altro ancora.

Il vaso policonico è tuttavia quello che ha ottenuto la maggiore diffusione. Come tutti i "vasi" è caratterizzato dalla presenza di un tronco singolo di altezza variabile a seconda del metodo di raccolta. Un metro, nel caso si utilizzino scuotitori meccanici che hanno bisogno di un'ampia superficie su cui agganciarsi. Oppure se la raccolta viene effettuata a mano il tronco deve essere breve, per mantenere il più possibile la chioma vicino al suolo.


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Dal tronco partono poi le branche primarie, in numero variabile da tre a sei, ognuna delle quali deve avere la forma di un cono (da qui il nome policonico, tanti coni). In questo modo si creano differenti chiome, con una punta ben distinta e ottimamente illuminate. Anche la parte interna dell'albero è raggiunta dalla luce in quanto deve essere sgombra da rami.

Pro: ottimizzando il rapporto tra superficie fogliare e illuminazione solare offre ottime produzioni. Inoltre se viene mantenuta una struttura rigida consente la raccolta meccanica con scuotitori.

Contro: richiede una potatura costante e accurata, quindi dispendiosa economicamente.

 

Il vaso policonico
(Fonte foto: Wikipedia)

 

Vaso cespugliato
È questa una forma di allevamento in cui non è presente il tronco, ma le branche principali partono direttamente dal pedale o da un tronco cortissimo. Questa forma viene adottata anche quando si vuole recuperare un albero colpito dal gelo. Il tronco viene tagliato al livello del suolo e si lasciano crescere i polloni, che poi diventano branche.

La chioma può poi essere gestita a piacimento, come un vaso policonico o meno, rispettando però sempre la forma a vaso. Il grande pregio sta nel fatto che non essendoci tronco la pianta si mantiene bassa e può dunque essere agevolmente potata. D'altro canto è impossibile effettuare una raccolta meccanizzata con scuotitore.

Pro: l'altezza limitata facilita tutte le operazioni e, se potato correttamente, l'albero può esprimere elevate produzioni. Inoltre è utile per recuperare alberi compromessi, ad esempio dal gelo o dal fuoco.

Contro: non è possibile la raccolta con scuotitore. È necessaria una potatura attenta e continua.

 

Vaso cespugliato
(Fonte foto: Wikipedia)

 

Globo
È una forma di allevamento simile al vaso in cui la chioma si inserisce su un singolo tronco. Differisce però per il fatto che la parte interna della chioma non è vuota, ma nel suo complesso si presenta come una sfera.

Questa forma di allevamento è ideale per gli ambienti ad elevata radiazione luminosa, ma ha il difetto di concentrare nella parte esterna la produzione di olive. Occorrono dunque potature (meglio se annuali) per contenere la chioma e diradarla, consentendo all'aria e alla luce di penetrare all'interno.

Pro: ottimo per areali particolarmente soleggiati. È adatto alla raccolta meccanica.

Contro: richiede frequenti potature per mantenere buoni livelli di produzione.

 

Globo
(Fonte foto: Wikipedia)

 

Monocono
L'olivo allevato a monocono ha un tronco alto e ben visibile, privo di rami fino ad 1 metro d'altezza. Le branche si inseriscono sul tronco perpendicolarmente e in modo da ottimizzare lo spazio, decrescono in lunghezza partendo dalla base. Si ha quindi una forma a cono che ricorda la struttura della singola branca nel vaso policonico.

Tuttavia questa forma è distante dal normale portamento dell'olivo e quindi sono necessari frequenti interventi di potatura per tenere bassa la cima, limitare l'espansione laterale e sfoltire la parte centrale della pianta. È dunque una forma che non è molto diffusa e che però si adatta bene alla raccolta meccanica.

Pro: adatto alla raccolta meccanica.

Contro: richiede notevoli interventi di potatura.

 

Monocono
(Fonte foto: Wikipedia)

 

Cespuglio
L'olivo ha in natura un portamento cespuglioso e in questa forma di allevamento si vuole rispettare questo habitus dell'olivo, che viene lasciato crescere liberamente. Il tronco è dunque assente e l'aspetto è quello di un vero e proprio cespuglio.

Non c'è potatura di allevamento, se non limitata a pochi tagli per eliminare succhioni particolarmente vigorosi o per riequilibrare chiome eccessivamente squilibrate. Solo dopo alcuni anni dall'entrata in produzione è necessario eliminare alcune branche all'interno della chioma per permettere alla luce di penetrare il fogliame.

Quando la chioma ha raggiunto dimensioni eccessive, creando ombreggiamento e scarsa produzione, è allora necessario intervenire più energicamente. Si può a questo punto tagliare alla base l'intero cespuglio, per rinnovare la chioma, si può virare verso un'altra forma di allevamento o si possono eseguire tagli consistenti per mantenere la forma a cespuglio.

Pro: richiede una manodopera quasi nulla nella fase di allevamento e ridotta in quella di produzione.

Contro: l'assenza di un tronco non rende possibile la raccolta meccanizzata. Richiede potature energiche una volta che la chioma è eccessivamente espansa.

 

Cespuglio
(Fonte foto: AgroNotizie)

 

Monocaule a chioma libera
In una azienda olivicola i principali fattori di costo sono quelli relativi alla manodopera necessaria per potare gli olivi e per raccogliere le drupe. Il monocaule a chioma libera tenta di abbassare questi costi.

Si tratta di una forma di allevamento che presenta un tronco singolo, in cui è possibile agganciare lo scuotitore, e una chioma lasciata libera di crescere secondo l'habitus della varietà. La potatura si limita a mantenere un asse centrale e a sfoltire quelle aree troppo dense, oltre che ad eliminare i succhioni. Il potatore deve avere un occhio esperto e deve mantenere la chioma compatta con pochi tagli su rami preferibilmente grandi.

Pro: potatura limitata e possibilità di raccolta meccanizzata con scuotitori.

Contro: le chiome degli alberi sono irregolari e quindi esteticamente poco piacevoli. Inoltre è necessario l'intervento di potatori specializzati.

 

Monocaule a chioma libera
(Fonte foto: AgroNotizie)

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Le principali forme di allevamento dell'olivo (Foto di archivio) Fonte foto: © peuceta - Adobe Stock