Potatura dell'olivo: i succhioni, come riconoscerli ed eliminarli

I succhioni sono rami non fruttiferi che crescono vigorosi togliendo nutrimento alle piante di olivo. Per questo devono essere individuati ed eliminati precocemente con la potatura

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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L'eliminazione dei succhioni deve avvenire in estate (Foto di archivio)
Fonte foto: © Paolo Maria Airenti - Adobe Stock

L'eliminazione dei succhioni e dei polloni è una delle attività che ogni olivicoltore deve eseguire per mantenere l'oliveto produttivo e in salute. Si tratta infatti di rami vegetativi (che quindi non producono olive) che crescono vigorosi sottraendo risorse alla pianta e ostacolando l'illuminazione della parte interna della chioma, con ripercussioni su sanità e produttività dell'olivo.

I succhioni sono rami vegetativi con lunghi internodi che si riconoscono con una certa semplicità in quando crescono quasi perpendicolari al suolo a partire da branche orizzontali di oltre tre anni. Possono anche originarsi da branche molto inclinate e in ombra, oppure nella parte alta della chioma dopo una capitozzatura.

I succhioni non sono rami fruttiferi, almeno nei primi tre anni di vita, e hanno una crescita molto veloce, anche di 2-3 metri a stagione.


Origine e funzione dei polloni

L'olivo è una pianta che in condizioni naturali mantiene un equilibrio costante tra parte ipogea ed epigea. In altre parole un albero con un ampio apparato radicale tenderà a sviluppare un'ampia chioma. Quando si pota l'olivo durante la fase terminale dell'inverno si crea uno squilibrio nella pianta, uno stress che l'albero prova a superare emettendo il più velocemente possibile nuova vegetazione.
 
Ecco perché dopo la potatura dalle gemme avventizie nascono i succhioni. È il modo con cui la pianta prova a ricostruire in breve tempo la chioma che è stata asportata con la potatura.

Schema di un olivo

Tuttavia ai fini produttivi i succhioni sono controproducenti.
Vediamo perché:
  • Proprio per la loro crescita veloce i succhioni (come i polloni) assorbono energia sottraendola alle altre funzioni dell'albero, come la fruttificazione.
  • Nascendo e crescendo nella parte interna della chioma i succhioni vanno ad occupare lo spazio lasciato intenzionalmente vuoto dal potatore per far penetrare la luce all'interno del fogliame.
  • L'aumento della densità della chioma porta ad ombreggiamenti che deprimono la produttività e possono creare problemi dal punto di vista sanitario, favorendo l'insediamento di microrganismi patogeni.


Come e quando potare i succhioni

Mentre la potatura di produzione deve essere effettuata sul finire dell'inverno, prima della ripresa vegetativa ma abbastanza in là da evitare i danni da gelata, la rimozione dei succhioni deve avvenire in estate, nei mesi di luglio e agosto.

Il motivo è presto detto: i succhioni si formano alla ripresa vegetativa (quindi dopo la potatura invernale) e hanno una crescita molto veloce, anche di 2-3 metri all'anno. Aspettare dunque il riposo vegetativo della pianta significherebbe lasciare questi rami liberi di crescere, assorbendo energie a discapito di altre funzioni vitali, come la fruttificazione. Eliminandoli invece precocemente si evita questo spreco di energie.

Quando si procede all'eliminazione dei succhioni sarebbe buona norma fare una valutazione sul loro numero. I succhioni sono infatti un buon indicatore per calibrare la successiva potatura di produzione. Se, come detto, i succhioni (e i polloni) si formano quando l'olivo è in disequilibrio, piante con molti polloni vivono una fase di stress e dunque la potatura successiva dovrà essere leggera.

I motivi di stress possono essere diversi: una potatura eccessivamente pesante l'anno precedente, una gelata che ha devitalizzato alcune branche, un eccessivo ombreggiamento interno alla chioma o una concimazione azotata troppo spinta.
 


Quando i succhioni sono utili

In generale i succhioni vanno sempre eliminati precocemente, ma ci possono essere dei casi in cui possono essere risparmiati per essere poi usati al fine di rimpiazzare branche disseccate, danneggiate dal gelo o dal fuoco, oppure dalle operazione di raccolta delle olive.

In altre parole si lascia crescere il succhione per tutta la stagione e quando non è ancora completamente lignificato lo si piega per modificarne l'inclinazione e 'posizionarlo' nel punto che si preferisce, sempre rispettando i flussi linfatici. La piegatura ne riduce il vigore e permette una più rapida uscita dalla fase giovanile e quindi una precoce entrata in produzione.
 
Schema di sviluppo di una ceppaia dopo la succisione di un tronco di olivo
Schema di sviluppo di polloni dopo il taglio di un tronco di olivo
(Fonte disegno: Tommaso Cinquemani - AgroNotizie)

Lo sfruttamento del potere rigenerante dei succhioni, come anche dei polloni, è una manna quando gelate intense compromettono l'intera chioma. Periodicamente infatti l'Italia è vittima di inverni con temperature molto basse (si ricordi il 1985) che provocano la morte di intere branche. In questi casi l'esperienza ha insegnato che la strategia di risanamento migliore è il taglio drastico delle parti danneggiate, che può comprendere intere branche primarie, ma anche il tronco, segato a pelo del terreno (ma sopra il colletto).

Con questi interventi lo squilibrio vegetativo è tale da indurre l'emissione di numerosi succhioni e polloni che dovranno essere lasciati liberi di crescere nella loro totalità, in modo che la pianta ritrovi il prima possibile il suo equilibrio. Solo successivamente verranno selezionati per ricondurre la pianta alla forma di allevamento desiderata. In questo modo nel giro di tre-quattro anni l'olivo tornerà alla sua piena produttività.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: olivicoltura potatura

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