Nocciole, non più sono made in Langhe

Confagricoltura Cuneo chiede interventi a seguito dell'iscrizione della 'Tonda Gentile delle Langhe' nel Registro nazionale delle varietà di piante da frutto, che permette di produrre le nocciole in tutte le regioni italiane

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Aldo Gavuzzo di Confagricoltura Cuneo: 'E' opportuno che le istituzioni si ricompattino'
Fonte foto: © Grafvision - Fotolia

L'iscrizione ufficiale della 'Tonda Gentile delle Langhe' nel Registro nazionale delle varietà di piante da frutto ha lasciato con l'amaro in bocca i produttori della provincia di Cuneo.
Produttori sempre più preoccupati dalla decisione del ministero delle Politiche agricole di rendere coltivabili le nocciole delle Langhe ovunque in Italia, ma non sul loro territorio, dove il disciplinare della Nocciola Igp Piemonte prevede l'uso della dicitura "Tonda Gentile Trilobata".

Come sostiene infatti il presidente della sezione corilicola di Confagricoltura Cuneo Aldo Gavuzzo: "Questa decisione rischia di penalizzare non solo un settore in salute e vitale dell'economia provinciale, ma anche l'intero territorio delle Langhe, vocato alla produzione di questo frutto in guscio, e tutti coloro che in questi anni hanno investito tempo e risorse per la sua valorizzazione".

"Ha dell'assurdo il solo pensiero che in futuro si potranno avere nocciole delle Langhe prodotte in tutte le regioni d'Italia, tranne che proprio nel territorio che ne riporta il nome", continua Gavuzzo.

"E' opportuno quindi che, al di là di ogni posizione politica, le istituzioni si ricompattino al più presto intorno ad un problema che è interesse di tutti andare a risolvere. La nostra associazione - conclude il presidente della sezione corilicola di Confagricoltura Cuneo - percorrerà tutte le strade possibili affinché una corretta dicitura torni a rappresentare il prodotto del nostro territorio, tenuto conto tuttavia che non sarà semplice per via di iter burocratici e normativi molto complessi".

Anche Mario Viazzi, direttore di Confagricoltura zona di Alba, è intervenuto sul punto. "Oltre al danno la beffa. Le nostre aziende, infatti, non si capacitano di come questo assurdo paradosso sia possibile" ha affermato il direttore.
"A fronte delle rassicurazioni avute da più parti, inoltre, siamo rimasti decisamente 'spiazzati' da questo epilogo, per cui adesso ci auguriamo che chi ha generato questa situazione intervenga per porvi rimedio al più presto. Come organizzazione professionale faremo tutto quanto è possibile per tutelare le legittime istanze dei nostri imprenditori, che nelle nocciole di Langa hanno creduto da sempre e in questo settore hanno investito con passione dando un futuro economico anche a terre marginali".

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