Tutti i se, i come e i quando della difesa integrata insetticida

Il monitoraggio degli insetti e la scelta del prodotto e del momento del trattamento giocano un ruolo fondamentale nell'efficace controllo delle avversità

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

Contenuto promosso da Bayer
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Una larva di Cydia pomonella
Fonte foto: Bayer CropScience

Prosegue su AgroNotizie la rubrica dedicata a migliorare la conoscenza delle pratiche di uso sicuro e sostenibile degli agrofarmaci, obiettivo dell'iniziativa Bayer AgriCampus.
 
Per un uso consapevole degli agrofarmaci

Quando un agricoltore imposta la propria strategia di difesa delle colture ha il compito di decidere come meglio intervenire: su un piatto c'è il danno economico che l'indesiderato ospite può apportare alla produzione, dall'altro il costo del trattamento. Abbandonato ormai un approccio 'convenzionale' alla difesa, che prevedeva trattamenti a calendario o al bisogno, l'agricoltore moderno è ormai chiamato ad applicare la difesa integrata.

Dal primo gennaio 2014 infatti i principi generali della difesa integrata sono diventati obbligatori per tutti gli agricoltori professionisti. Significa che l'operatore deve mantenere "l'uso dei prodotti fitosanitari e altre forme d'intervento a livelli che siano giustificati in termini economici ed ecologici e che riducono o minimizzano i rischi per la salute umana e per l'ambiente". (articolo 3, decreto legislativo n. 150/2012).

Ma come decidere tempi e modi di intervento? "Per un trattamento insetticida vanno sempre valutati tre parametri fondamentali: se, come e quando", spiega ad AgroNotizie Edison Pasqualini, ricercatore di entomologia all'Università di Bologna. "Tratto solo se l'intervento mi conviene da un punto di vista economico, il che significa trovare l'equilibrio tra i costi di produzione, il mantenimento in salute dell'impianto e i ricavi ottenuti della vendita dei prodotti. Il come tratto dipende essenzialmente dagli agrofarmaci che ho a disposizione. E il quando dipende dal ciclo biologico dell'insetto, ma anche dalla contemporanea presenza in campo di altre specie dannose o utili".
 
 


Il se trattare ce lo dicono trappola e sopralluogo

Come si fa a sapere quando e quali insetti sono presenti in campo? Messa in soffitta l'immagine bucolica dell'agricoltore che passeggia nei campi e guarda sotto ogni foglia per vedere se ci sono uova o larve, oggi gli strumenti a disposizione sono essenzialmente tre: i modelli previsionali, le trappole e i sopralluoghi.

Tre approcci che hanno un grado crescente di precisione, ma anche di costo. I modelli previsionali utilizzano modelli matematici di calcolo e dati di campo, come le temperature, le precipitazioni, lo stadio fenologico delle colture, etc. per fornire indicazioni sull'evoluzione di una patologia o di una popolazione di insetti.

Un esempio è il servizio di monitoraggio della cocciniglia della vite da tavola che Bayer ha sviluppato in collaborazione con alcuni centri sperimentali. Uno strumento che aggiorna tecnici e agricoltori sull'andamento del ciclo biologico, molto complesso, della cocciniglia farinosa. Si tratta di un insetto estremamente dannoso per la vite e che è presente con sempre maggiore frequenza in Puglia, Sicilia e Basilicata. Conoscere lo stadio di sviluppo permette un coretto posizionamento del prodotto insetticida, come ad esempio Movento.

"I modelli previsionali, diramati ad esempio attraverso i bollettini, ci danno una idea dello stadio di sviluppo di un insetto. Si tratta tuttavia di indicazioni di carattere generale, elaborate a livello di provincia o di regione, che poi devono essere adattate alle specificità del campo dell'agricoltore", sottolinea Pasqualini.

Le trappole sono un ottimo strumento di monitoraggio in loco e altro non fanno che catturare i maschi (più raramente le femmine) di una determinata specie. Se l'agricoltore, controllando le trappole, si accorge della comparsa dell'insetto dannoso, deve decidere se trattare.
 
Un esempio di trappola per il monitoraggio degli insetti
Un esempio di trappola per il monitoraggio degli insetti

In questo caso bisogna fare riferimento alle soglie di intervento. Intese come il numero di esemplari catturati oltre il quale il danno economico per la coltura supera il costo monetario ed ecologico del trattamento.

Ad esempio per la piralide del mais (Ostrinia nubilalis) esistono delle trappole per la cattura di maschi e femmine. Dopo le catture dei maschi i maiscoltori dovrebbero trattare alla cattura della prima femmina, in quanto significa che gli accoppiamenti e quindi l'ovodeposizione è vicina.

Per non affidarsi esclusivamente alle trappole, che magari possono catturare esemplari provenienti dai campi del vicino, è sempre bene entrare nel proprio appezzamento per valutare in prima persona la situazione.

Ad esempio nei confronti dell'afide del pesco (Myzus persicae) si interviene se il campionamento alla ricerca di questo afide mostra in pre fioritura il 3% degli organi infestati, a fine fioritura il 10% degli organi infestati, in post fioritura il 3% di organi infestati.

Il se delle volte è un non-problema. In Trentino ad esempio l'afide grigio del melo (Dysaphis plantaginea) è un insetto sempre presente in frutteto contro cui sono necessari diversi trattamenti. Aspettare che si manifesti sulla pianta significa perdere una finestra utile poiché la sua presenza si riscontra soprattutto al momento della fioritura, quando è vietato trattare con insetticidi. E dunque le applicazioni vanno fatte prima, anche se l'insetto è poco manifesto o assente.
 

Trappole, non diamo nulla per scontato

Le trappole sono un utile strumento di monitoraggio, ma devono essere utilizzate prestando attenzione alla tipologia, all'insetto target e ad alcune regole generali.

Eccone alcune:
  • Le trappole vanno controllate tutti i giorni. In caso di numeri elevati esistono trappole smart in grado di fotografare la piastra adesiva ed inviare una foto sullo smartphone dell'agricoltore.
  • Le trappole vanno messe in campo con ampio anticipo. Posizionarle quando i primi sfarfallamenti sono già avvenuti è inutile.
  • Le trappole vanno posizionate dentro il campo, non ai bordi per evitare di catturare esemplari provenienti da campi vicini.
  • Le trappole devono essere posizionate sopravento rispetto alla direzione principale del vento al tramonto.
Schema distribuzione trappole per monitoraggio
 
  • Se il vento lo permette bisogna posizionare le trappole nella parte esposta ad Ovest, perché più luminosa e calda e quindi prediletta dagli insetti.
  • Le catture vanno sempre ponderate in ragione del meteo. Ogni specie si accoppia ad una certa temperatura dell'aria. Popolazioni anche ingenti sono inoffensive se le condizioni ambientali non sono quelle favorevoli.


Come trattare, una questione di prodotto

Bene, fatte le dovute verifiche abbiamo deciso che è arrivato il momento di trattare. Ma come farlo? "Il come si riferisce al tipo di prodotto che possiamo utilizzare e cioè a quelli che sono registrati per quella data coltura e insetto", spiega Pasqualini. "Ma occorre valutare anche quale meccanismo di azione impiegare e se in campo vi sono altri insetti dannosi oppure utili".

Anche se il legislatore ha ridotto il numero di molecole a disposizione, nella 'cassetta degli attrezzi' di ogni agricoltore ci sono diversi prodotti fitosanitari efficaci. Per ottenere un controllo ottimale e preservare a lungo l'efficacia dei prodotti senza ridurne le performance ed evitare l'insorgere di eventuali resistenze, e cioè la capacità degli insetti di metabolizzare l'insetticida senza soccombere, occorre variare i meccanismi d'azione (Moa), e cioè il modo in cui l'agrofarmaco agisce sull'insetto. Oltre che seguire le dosi e le modalità d'impiego come riportato in etichetta.

La decisione di quale prodotto utilizzare deve essere fatta valutando anche la presenza di altri insetti in campo, nocivi o benefici. Gli insetticidi si dividono in due grandi categorie: a largo spettro (broad spectrum), efficaci quindi su un numero elevato di specie, oppure selettivi (narrow spectrum) che sono efficaci solo su un numero limitato di specie oppure solo in certi stadi di sviluppo.

All'agricoltore spetta l'arduo compito di valutare di volta in volta la più corretta strategia da adottare per intervenire con trattamenti corretti.
 

Quando, conoscere il proprio target per eliminarlo

"Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura" recita il trattato cinese L'arte della guerra di Sun Tzu. Un principio applicabile anche in agricoltura: conoscere la biologia dell'insetto bersaglio è di vitale importanza per poterlo controllare.

"Molta dell'efficacia di un trattamento dipende dal timing di intervento", sottolinea Pasqualini. "Specie se si utilizzano insetticidi selettivi, efficaci in un determinato stadio di sviluppo dell'insetto, è essenziale intervenire nel momento giusto, in cui la popolazione è più sensibile".

Un esempio è quello della carpocapsa del melo (Cydia pomonella). Contro questo insetto è fondamentale posizionare il prodotto insetticida (come il regolatore della crescita Alsystin) prima della deposizione delle uova. In questo modo il controllo è quasi totale. Mentre se applicato successivamente risulta molto meno efficace. Pochi giorni possono dunque fare la differenza.

Conoscere la biologia dell'insetto permette anche di poter utilizzare agrofarmaci con differenti modalità d'azione, sfruttando la suscettibilità peculiare che caratterizza ogni stadio di sviluppo. Nello schema qui sotto ad esempio possiamo vedere come contro la carpocapsa ci siano a disposizione dell'agricoltore almeno cinque classi di insetticidi che se utilizzati nel corretto timing d'intervento possono controllare la popolazione riducendo al contempo l'insorgere di potenziali resistenze.
Il timing d'intervento

Ma la difesa passa anche dalla prevenzione. Il timing è fondamentale ad esempio nel caso della confusione sessuale. Se si vuole adottare questa strategia è bene che l'agricoltore si attrezzi, posizionando per tempo i diffusori in campo, pena l'inutilità del trattamento. Il 90% delle uova di tignola orientale del pesco (Cydia molesta) viene deposta nella prima settimana di vita. Un esempio che fa capire come agire in ritardo, anche solo di qualche giorno, significa perdere la finestra utile.
 

Difesa integrata, anche #iocitengo

Fare ricorso a prodotti insetticidi quando si vedono insetti dannosi in campo è sempre una scelta da fare con massima professionalità. Con l'introduzione della difesa integrata obbligatoria la soglia di intervento è il parametro che deve guidare l'operatore.

Trattare seguendo sempre tutte le indicazioni riportate sull'etichetta dei prodotti abbinando un corretto monitoraggio degli insetti, significa intervenire nel modo corretto, risparmiare denaro e tutelare l'ambiente. Per questo è l'agricoltore il primo a dire #iocitengo, l'hashtag scelto da Bayer per l'iniziativa AgriCampus.

Un trattamento non necessario, o eseguito in maniera scorretta, rappresenta uno spreco per l'agricoltore, incrementa il rischio di sviluppo di resistenze e aumenta l'impatto negativo della coltura sull'ambiente.
 
Bayer AgriCampus è un'iniziativa lanciata da Bayer Crop Science Italia con l'obiettivo di promuovere l'uso consapevole degli agrofarmaci.
Image Line è partner e su AgroNotizie ha creato una rubrica per ospitare i contributi provenienti da Bayer e dai partner di AgriCampus.
Consigli tecnici che se seguiti si traducono in vantaggi sia per l'agricoltore che per l'ambiente e i consumatori. Perché per tutti gli attori della filiera vale l'hashtag #iocitengo

Appuntamento a maggio per la nuova puntata di Bayer AgriCampus dedicata al calcolo dei volumi di bagnatura.