Corpo 8, fiumi di vino

Il Vinitaly conferma la vitalità del settore, mentre sull'export c'è ancora da lavorare. Arriva il Testo unico del vino con meno burocrazia. Ancora crisi per il latte. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dall'8 al 14 aprile

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

Sono spenti i riflettori sulla 50esima edizione del Vinitaly, ma resta l'eco dei molti articoli che in questi giorni i quotidiani hanno dedicato all'argomento vino nelle sue diverse accezioni, dalle analisi di mercato alle innovazioni tecnologiche. Così “QN” dell'8 aprile, ancor prima dell'apertura dei cancelli della fiera di Verona, si è soffermato sull'andamento delle nostre produzioni, che oltre a vederci ai primi posti nei vini spumanti, registra una crescita dei rosati. Una crescita, questa del vino, confermata nello stesso giorno da “Il Sole 24 Ore”.

Fra i segmenti in crescita un posto di rilievo è quello del vino biologico che sta conquistando maggiori spazi sugli scaffali della grande distribuzione, un'evoluzione segnalata da “Italia Oggi” del 9 aprile. Ma l'importanza di super e ipermercati nella vendita del vino non si ferma a quelli bio, ma riguarda tutto il comparto. Lo evidenzia il “Corriere della Sera” dell'11 aprile ricordando che oltre la metà delle vendite passa attraverso questo canale distributivo. In chiusura del Vinitaly arriva dalle pagine de “Il Giorno” del 14 aprile la proposta di trasferire la manifestazione veronese in Lombardia, con le immaginabili contese fra favorevoli e contrari.

Crescita senza sosta
Tanto interesse per il vino è in diretta connessione con la crescita economica dell'intero settore, che trascina con sé il valore dei vigneti. “Italia Oggi” del 9 aprile cita l'esempio dei vigneti della Bassa Langa, che può arrivare a cifre record di un milione di euro a ettaro. Cresce poi il valore delle società che lavorano nel vino. Il quotidiano economico “MF” dell'8 aprile riporta i dati di un'analisi condotta da Mediobanca che mette in relazione la crescita dei valori di Borsa con quello delle società vinicole. Queste sono cresciute in 15 anni del 449% mentre l'indice di Borsa si è fermato ad un +86%.
Non solo luci, ma anche qualche ombra. Arrivano dalle troppe frodi con le quali il settore deve ancora fare i conti. La denuncia arriva dalle pagine de “Il Gazzettino” che il 12 aprile segnala la presenza di Chianti in polvere e partite di improbabile Prosecco made in Russia.

Export, la sfida
Le frodi rubano spazi sui mercati esteri, che rappresentano la grande sfida per il futuro dei nostri vini. I successi sin qui ottenuti non devono far dimenticare i problemi da affrontare, come il ritardo che si registra nella diffusione delle nostre etichette in Cina, argomento affrontato il 12 aprile da “La Stampa”.
I problemi per le esportazioni verso la Russia sono invece legate all'embargo e al basso prezzo del petrolio, come evidenzia “Italia Oggi” del 9 aprile. Problemi da superare con una migliore organizzazione dei produttori, indispensabile per favorire una crescita sui mercati esteri, come suggerisce il “Corriere della Sera” dell'11 aprile.

Le “regole” del vino
Si è parlato molto di vino anche a Bruxelles, che ha rinunciato finalmente al progetto che avrebbe minacciato l'identità dei Doc il cui nome è legato a quello dei vitigni. Vengono così a cadere, si apprende da “Italia Oggi” del 9 aprile, le preoccupazioni per vini importanti come il Lambrusco o il Vermentino.
Ancora su “Italia Oggi” si fa il punto sulle nuove regole decise a Bruxelles sui diritti di impianto che consentono una crescita dell'1% anno. Da Roma arriva poi il varo del Testo unico per il vino del quale si è discusso in occasione del Vinitaly. I dettagli sono pubblicati l'11 aprile da “L'Unità”, che evidenzia lo snellimento della burocrazia che le nuove regole prevedono. Restano invece le complicazioni, evidenzia “Il Sole 24 Ore”, per le vendite online di vino, per le quali le regole allo studio a Bruxelles rischiano di penalizzare questo canale di vendita.

Ultime da Bruxelles
Sin qui le notizie che riguardano il vino, ma ai media non è sfuggita un'altra importante notizia di questi giorni. Si tratta dello stop del Parlamento europeo alle cosiddette etichette a “semaforo” utilizzate in Gran Bretagna, che penalizzano molti dei prodotti della nostra eccellenza agroalimentare. Se ne parla su molti quotidiani in edicola il 13 aprile e fra questi il “Corriere della Sera” e “Avvenire”.
Nello stesso giorno “Italia Oggi” commenta il voto contrario che venti ministri agricoli dell'Ue hanno espresso nei confronti degli accordi commerciali per il Mercosur, nel quale si riconoscono molti stati dell'America latina. Da Strasburgo, dove si è riunito il Parlamento europeo, arriva un compromesso sul glifosate con la proroga di 7 anni anziché 15, più la limitazione all'uso professionale, come precisa il “Corriere della Sera” del 14 aprile.

Latte, sempre peggio
Mentre il vino celebrava a Verona i suoi fasti, il mondo del latte continuava a dibattersi in una crisi senza vie di uscita a breve. La situazione si è persino aggravata dopo la decisione di Lactalis (il gruppo francese al primo posto fra le industrie del settore) di non ritirare il latte di alcune stalle. Un problema che ha coinvolto molte aziende della Liguria, tanto che “Il Secolo XIX” del 12 aprile riportava la notizia del boicottaggio dei consumatori verso i prodotti della multinazionale francese. Ma il problema ha riguardato anche molte aziende della Lombardia, tanto da far scattare un “piano salva-stalle”, come riportato dal “Giornale di Erba” del 9 aprile.
Non vanno meglio le cose per il latte ovino, con i pastori della Sardegna in agitazione e pronti, scrive “Unione Sarda” del 13 aprile, a bloccare per protesta importanti arterie stradali. In Sicilia ai problemi di mercato si aggiunge un aumento dei furti che ora riguardano intere mandrie. Lo si apprende da “La Sicilia”.

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