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Tre acidi per due prodotti

Innovazioni fitoiatriche: l'acido abscissico è un fitormone con azione sul colore dell'uva da tavola rossa, mentre la miscela di acido caprico e caprilico dà vita a un diserbante non selettivo

Donatello Sandroni di Donatello Sandroni

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Innovazioni fitoiatriche: acido abscissico, caprico e caprilico

Fra le armi a disposizione degli agricoltori possono trovarsene anche alcune che ricadono nella grande categoria degli "acidi". Questi sono comunemente visti come agenti aggressivi per antonomasia, ma anche per loro, come per qualsiasi altra molecola utilizzata in agricoltura, vale la regola per cui è la dose che fa il veleno.

Per esempio, l'acido abscissico, conosciuto anche con il sinonimo S-ABA, è un fitormone comunemente presente nelle piante nella sua forma S-ABA. La sua molecola presenta 15 atomi di carbonio, configurati in un anello alifatico con doppio legame, più tre gruppi metilici e una catena insatura che termina con un gruppo carbossilico. Nelle piante svolge un ruolo fondamentale nella risposta agli stress idrici agendo sulla regolazione stomatica, ma inibisce anche la germinazione precoce dei semi ed è fondamentale nei processi di senescenza in quanto stimola la produzione di etilene. La molecola di questo acido presenta due enantiomeri S-ABA e R-ABA.

Unico formulato che risulta in Banca dati Fitogest è Excelero di Sumitomo Chemical Italia, concentrato idrosolubile contenente 104 g/L di sostanza attiva. Il prodotto favorisce e incrementa la colorazione degli acini dell'uva rossa, consentendo l'anticipo della raccolta e la massimizzazione della resa. L'effetto dei risultati dipende dalla varietà e dalle condizioni del vigneto.
 

Due acidi, un solo erbicida

L'azione degli acidi sulle lamine fogliari delle malerbe è nota da quando l'uomo si occupa di chimica. Nulla di strano che si siano realizzati formulati basati su alcuni e specifici acidi organici, al fine di sostituire gli erbicidi di sintesi.
Ovviamente, quelli ad azione totale, non selettiva, perché gli acidi in questione "scottano" anche le lamine fogliari delle colture in campo. Quindi vanno impiegati in loro assenza, oppure avendo l'attenzione di non colpire con l'aerosol fitosanitario parti sensibile delle colture.

L'acido caprilico è un acido carbossilico a 8 atomi di carbonio che a temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore tenue. È un composto corrosivo che si trova in natura nella noce di cocco, ma anche nel latte materno.

L'acido caprico o acido decanoico è anch'esso un acido grasso saturo, ma è basato su una struttura a 10 atomi di carbonio. Si ritrova come estere del glicerolo nei grassi vegetali di cocco, palmistro e cuphea. Presente assieme ad acido caproico e caprilico nel latte di capra e in altri grassi animali.

Unico formulato al momento riportato su Fitogest è Herbiclean AL, di Bayer, un liquido contenente una miscela dei due acidi in ragione del 29,7%. Il prodotto, non selettivo, agisce esclusivamente per contatto sui tessuti fogliari delle infestanti.

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Fonte: Agronotizie

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Tag: agrofarmaci

Temi caldi: Innovazioni fitoiatriche