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Guarda un po' chi c'è a scalare l'hit parade

Nel 2017 le vacche di Luciano e Marco Martinengo di None (To) hanno messo a segno un encomiabile 32% di Pregnancy rate. Un risultato ufficialmente riconosciuto dal Dairy cattle reproduction Council, che poi è stato ripetuto anche nel primo semestre 2018

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Luciano e Marco Martinengo

Da quanto ne sappiamo, non sono ancora i numeri uno in Italia. Ma quello che è certo è che Luciano e Marco Martinengo della Cascina Ronza di None (Torino) sono riusciti a scalare rapidamente la classifica italiana dei migliori allevamenti a Pregnancy rate: partiti nel 2014 con uno scadente 9%, nel 2015 sono passati a un più normale 12% (nella media nazionale), poi, nel 2016, a un confortante 18% e, infine, nel 2017, a un ottimo 32%, ottenuto nonostante la torrida estate che tutti ricordiamo e su 350 vacche in lattazione. Un dato riconosciuto (con relativi complimenti) dallo statunitense Dairy cattle reproduction Council, e che è stato confermato anche nel corso di questa prima tranche del 2018 (a parità di vacche in lattazione).

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"Dallo scorso anno - commenta soddisfatto Marco - abbiamo una rimonta da paura. Tanto che ho calcolato che di qui fino al prossimo febbraio avremo una media di quarantacinque parti al mese, includendo nel conto anche le manze".
Indispensabile, dunque, una nuova strategia per le coperture: "fino allo scorso luglio - osserva infatti Marco - fecondavamo tutte le manze con il sessato, e dopo il terzo parto utilizzavamo sistematicamente il seme di blu belga, con la nascita di una decina di vitelli meticci al mese. Ma da inizio dello scorso agosto abbiamo iniziato a dare il sessato anche alle primipare, ricorrendo al blu belga su secondipare, terzipare e oltre, fin dalla prima inseminazione. Vedremo".

Il corpo principale della stalla. Sulla sinistra le pluripare, sulla destra le primipare
Il corpo principale della stalla. Sulla sinistra le pluripare, sulla destra le primipare
 

Vantaggi concreti

Un'altra certezza è che riuscire a scalare la classifica nazionale del Pregnancy rate non ha soltanto accarezzato e accresciuto l'orgoglio professionale della famiglia Martinengo: "i vantaggi concreti per il nostro allevamento - prosegue infatti Marco - sono molteplici. Non ho ancora dati precisi, ma solo ottime attese per il futuro: abbiamo significativamente incrementato la disponibilità di rimonta interna, per cui possiamo non soltanto tenere in azienda le vitelle di maggiore qualità, con la prospettiva futura di migliorare le prestazioni di stalla, e vendere a terzi alcuni soggetti da vita, ma avendo intensificato il turnover riusciamo anche a vendere più vacche a fine carriera di migliore qualità. Infine abbiamo incrementato il numero di meticci blu belga da proporre ai produttori di vitelli a carne bianca".

Il gruppo di manze di 4-6 mesi di età. Successivamente e fino al sesto mese di gravidanza le giovani bovine vengono allevate presso un'altra struttura
Il gruppo di manze di 4-6 mesi di età. Successivamente e fino al sesto mese di gravidanza le giovani bovine vengono allevate presso un'altra struttura

Ci sono poi le stime dello statunitense Victor Cabrera, che nell'intervallo compreso tra il 12 e il 28% di P.R., quantificano in 30 dollari per capo il beneficio atteso per ogni punto percentuale di P.R. incrementato all'anno (dopo il 28% il beneficio si riduce).

Primipare e asciutte dispongono di un ampio paddock all'aperto, opportunamente raffrescato durante l'estate
 

Un puzzle di fattori

Fatto cenno all'importanza economica di riuscire a migliorare le proprie performance riproduttive, con l'aiuto di Marco Martinengo e di Mattia Lucia, il tecnico di Alta Genetics che dal 2015 segue l'azienda, cerchiamo di evidenziare quali sono stati i fattori determinanti nella scalata a questa speciale hit parade del Pregnancy rate.

Primipare e asciutte dispongono di un ampio paddock all'aperto, opportunamente raffrescato durante l'estate
Primipare e asciutte dispongono di un ampio paddock all'aperto, opportunamente raffrescato durante l'estate

"L'elemento fondamentale - commenta Marco - è stato, a mio parere, l'adozione del protocollo di sincronizzazione. Ho cominciato nel 2015, da auto-didatta, con un protocollo di tipo Presynch-Ovsynch, per passare dopo un anno al Double Ovsynch, e adottando per giunta quei piccoli accorgimenti pratici che mi sono stati suggeriti da Mattia".

Il box dove vengono tenute le bovine a 0-7 giorni dal parto. Nei primi venti giorni gli animali subiscono sistematicamente due controlli veterinari
Il box dove vengono tenute le bovine a 0-7 giorni dal parto. Nei primi venti giorni gli animali subiscono sistematicamente due controlli veterinari

Va sottolineato fin da subito che nell'azienda Martinengo gli interventi ormonali si innestano su un attento protocollo di gestione sanitaria delle bovine in post-parto, che prevede tra l'altro due visite sanitarie nei primi venti giorni, con tempestivo trattamento dei soggetti che manifestano anomalie (febbre, anoressia o disoressia, dislocazioni, chetosi, patologie uterine). La sincronizzazione viene effettuata alla cieca dai 49 ai 56 giorni dal parto, con la massima precisione possibile.

A 28-35 giorni dalla fecondazione gli animali vengono sottoposti a prelievo ematico e al test rapido delle glicoproteine associate alla gravidanza. I soggetti che risultano 'non gravidi' accedono al protocollo Resynch
A 28-35 giorni dalla fecondazione gli animali vengono sottoposti a prelievo ematico e al test rapido delle glicoproteine associate alla gravidanza. I soggetti che risultano "non gravidi" accedono al protocollo Resynch

A 28-35 giorni dalla fecondazione gli animali vengono sottoposti a prelievo ematico e al test rapido delle glicoproteine associate alla gravidanza, e i soggetti che risultano "non gravidi" accedono al protocollo Resynch. "Con l'attuale protocollo di sincronizzazione - sottolinea Marco - riusciamo ad avere un 55-60% di CR alla prima inseminazione, e un 48% di media su tutti gli interventi fecondativi".

Durante il post-parto la coda viene tosata. Marco lo ritiene un compito ingrato, ma fondamentale per limitare le mastiti in lattazione
Durante il post-parto la coda viene tosata. Marco lo ritiene un compito ingrato, ma fondamentale per limitare le mastiti in lattazione

"Ma il protocollo di sincronizzazione - interviene Mattia - non è la classica bacchetta magica in grado di capovolgere miracolosamente una situazione negativa. Ci vuole prima di tutto una mandria in ordine, ben gestita. Nel caso dell'azienda della famiglia Martinengo il protocollo di sincronizzazione viene infatti affiancato da un adeguato management del post-parto, da un'alimentazione bilanciata e in grado di sostenere le tre mungiture giornaliere, nonché da un elevato livello di benessere animale: parlo di una mandria di animali sani, con i piedi in ordine, vaccinati e sverminati, allevati alle giuste densità e ben raffrescati. Vorrei ricordare anche l'attenzione dedicata alla fase dell'asciutta e alle cure profuse in vitellaia. Fatte queste doverose premesse, è vero, la svolta è avvenuta con il passaggio alla doppia prostaglandina, che sicuramente rappresenta il metodo più performante, ma al tempo stesso anche il più esigente. Un metodo da applicare con la stessa precisione e metodicità di cui è stato capace Marco Martinengo, e magari con la stessa cura dei dettagli".

Un'adeguata gestione degli animali fin dalla fase della vitellaia è fondamentale per avere buone performance riproduttive
Un'adeguata gestione degli animali fin dalla fase della vitellaia è fondamentale per avere buone performance riproduttive

Ecco ad esempio l'idonea conservazione dei principi attivi utilizzati per le sincronizzazioni, la pulizia di siringhe e aghi, o la faretra riscaldata utilizzata per mantenere alla giusta temperatura le dosi di seme fino al momento dell'inseminazione.

La faretra riscaldata che viene utilizzata per mantenere a 37°C le dosi seminali
La faretra riscaldata che viene utilizzata per mantenere a 37°C le dosi seminali
 

Idee chiare

"Lavorando con maggiore incisività sulla genetica e in particolare sulla fertilità delle figlie - conclude Marco - e continuando a prestare attenzione al management di stalla, puntiamo a migliorare ulteriormente il nostro P.R. Vorrei arrivare al 40%, un obiettivo che ritengo alla nostra portata".
Su questo non ci sono dubbi: in bocca al lupo!
 

In stalla con...

Luciano e Marco Martinengo
Cascina Ronza, None (To) - Info: marco.martinengo87@gmail.com
In stalla: 350 vacche in mungitura di razza Frisona
Produzione media: 39 chili di latte (su tre mungiture giornaliere) al 4% di grasso e 3,46% di proteina
Destinazione del latte: formaggio a pasta dura
Pregnancy rate: 32% - C.R. alla prima inseminazione: 55-60% - C.R. medio: 48%

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di Alessandro Amadei

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Fonte: Allevatori Top

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Tag: latte bovini zootecnia

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