Fragola, un'annata interessante in vista

Andamento climatico, sperimentazione e mercati all'incontro 'Coltura di pieno campo: nuove varietà e selezioni'

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

Questo articolo è stato pubblicato oltre 9 anni fa

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Fragole varietà Roxana* in mostra a Martorano5 (Cesena)
Fonte foto: Agronotizie

La stagione 2010 si preannuncia positiva per la fragola di pianura grazie soprattutto alla mancanza di sovrapposizione di offerta da parte delle varie aree produttive d'Europa. E' quanto emerso dall'incontro tecnico sulla fragola 'Coltura di pieno campo: nuove varietà e selezioni' che si è svolto nei giorni scorsi nell''azienda agricola sperimentale Martorano 5 di Cesena, organizzato dal Cra - Unità di ricerca per la frutticoltura di Forlì e New Plant di Cesena.

La situazione è stata favorita dall'andamento climatico anomalo (basse temperature invernali prolungate, primavera fresca, notti fresche) che ha permesso di sfruttare al meglio le capacità produttive e di confrontarsi con mercati ricettivi e disponibili.
Di contro, le basse temperature e le piogge abbondanti e prolungate hanno portato alla comparsa di sintomi riconducibili a malattie funginee e batteriosi.

"La campagna fragolicola che stiamo per chiudere - dichiara Enrico Silighini, export manager di Orogel Fresco - è risultata favorevole sia per l'andamento produttivo che per i prezzi che i produttori disporranno. Dobbiamo però far presente che le piogge, soprattutto nel periodo precoce, hanno limitato le raccolte nel nostro Paese (riduzione di produzione e comparsa di marciumi) come anche negli altri Paesi europei. Il clima ha portato quindi ad una forte differenziazione dell'offerta con la conseguente vendita del prodotto sul mercato a prezzi sicuramente maggiori e più remunerativi".

"La nostra azienda ha investito molto sulla fragola in questi ultimi cinque anni - spiega Claudio Lucchi di Apofruit - con particolare riferimento alle cultivar rifiorenti allo scopo di destagionalizzare la tradizionale fragola cesenate. Tra le diverse cultivar che sono state individuate e sperimentate abbiamo individuato alcune varietà che riteniamo estremamente interessanti e potenzialmente utilizzabili nel prossimo futuro: Monterey, Sant'Andreas e Portola.
In questo modo sarà possibile dare un prodotto in un periodo diverso da quello standard ed essere così fonte di reddito per le nostre aziende agricole. Oltre a questo, sarà necessario guardare l'aspetto qualitativo che dovrà mantenersi su livelli estremamente importanti e competitivi come sta avvenendo nel Sud Italia con Candonga® Sabrosa*".

L'andamento climatico per la stagione 2009/2010
"L'annata produttiva 2009/2010 - spiega Walther Faedi direttore del CRA Unità di Ricerca per la Frutticoltura di Forlì - è stata caratterizzata da freddo anticipato autunnale, basse e prolungate temperature in inverno e piogge e basse temperature in primavera. Tutto questo a portato ad avere un numero di ore in freddo molto elevato che ha influenzato lo sviluppo delle piante, l'accestimento dei germogli (-9% rispetto all'anno scorso), la produttività, la fioritura (è stata più tardiva di 9 giorni), l'inizio della raccolta (è stata più tardiva di 6 giorni), l'intervallo tra fioritura e raccolta (è stato più lungo di 7 giorni), il numero dei frutti per pianta (-15% rispetto all'anno scorso).
La minore produttività ha però permesso di migliorare la pezzatura dei frutti, d'aumentare il prodotto commercialmente utilizzabile, di aumentare la qualità dei frutti in termini di grado zuccherino, consistenza, shelf-life e sapore".

Altre realtà del Nord Italia
Anche il Veneto, le Marche e l'Abruzzo rappresentano tre aree produttive italiane di fragola con caratteristiche climatiche abbastanza differenti tra loro e con caratteristiche colturali e varietali differenti.

"La stagione produttiva veronese del 2009 - spiega Lorenzo Ballini dell'Istituto sperimentale di frutticoltura Provincia di Verona - non è stata particolarmente positiva a causa delle alte temperature autunnali che hanno portato ad avere un prodotto qualitativamente non adeguato e ad un forte stress produttivo. Invece nella primavera 2010 le temperature fresche hanno portato ad una ottima gestione produttiva delle cultivar precoci con buone produzioni sia in termini quantitativi che qualitativi. Qualche difficoltà maggiore per le cultivar più tardive".

"L'andamento climatico di questa stagione  - commenta Franco Capocasa del Dipartimento di Scienze ambientali e delle produzioni vegetali (Saprov) Università Politecnica delle Marche - è stato problematico anche per i nostri campi, portando ad una produzione non elevata in termini produttivi, difficile in termini di scarto ma con pezzatura dei frutti e qualità organolettiche soddisfacenti".

"In Abruzzo - dice Rocco Marinucci dell'Arssa - Agenzia regionale sviluppo e servizi in agricoltura in Abruzzo, Chieti - i produttori fragolicoli sono soddisfatti grazie alle buone quantità prodotte ed all'elevata qualità delle fragole. Tutto questo collegato a prezzi di conferimento e di vendita del prodotto estremamente soddisfacenti. Vogliamo inoltre porre l'attenzione al progetto 'Fragola di Francavilla' che la regione Abruzzo sta gestendo e promuovendo.
Esso vuole dare un'identità alla fragola abruzzese (in particolare quella di Francavilla che con i suoi 50 Ha è la vera area produttiva) sia in termini di riconoscimento varietale sia in termini di promozione. In questo modo è possibile seguire l'andamento del mercato e le richieste del consumatore che è sempre più esigente e preparato, e ripercorre il fenomeno Candogna® che tanto bene sta facendo".

Varietà adatte alla pianura
"Da diversi anni - spiega Pierluigi Lucchi del Crpv - Centro ricerche produzioni vegetali - stiamo sperimentando e valutando le diversi varietà di fragola all'interno dell'ambiente cesenate allo scopo di individuare quali siano le più adatte e quelle che meglio possano essere sfruttate. Per il 2010 vengono consigliate diverse cultivar sia per la coltura protetta tradizionale sia per la coltura in pieno campo. Tra la coltura protetta quelle che hanno meglio risposto sono: Alba NF311*, Anitabis*, Clery*, Zeta*, Queen Elisa*, Antea* e Onda*. Tra quelle per coltura in pieno campo abbiamo: Alba NF 311*, Anitabis*, Queen Elisa*, Clery*, Zeta*, Antea*, Onda*, Tecla*, Roxana NF 205*, Record* e Argentera*. Sono ste eseguite anche prove sulla coltura biologica e le varietà che hanno meglio risposto sono: Alba NF 311*, Queen Elisa*, Clery*, Zeta*, Onda*, Tecla*, Roxana NF 205* e Record*".

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Fonte: Agronotizie

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Tag: agroalimentare frutticoltura ortofrutta colture protette

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