Olio Evo, ancora prezzi inchiodati all'ingrosso

A Bari in Borsa merci prezzi fermi da mesi. Mentre le giacenze a fine febbraio sono aumentate su base mensile del 4,12%, e a scendere sono i prezzi all'origine in Puglia, mentre permangono stabili ormai da tempo in Calabria e Sicilia

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Su base annuale si apprezza una contrazione delle giacenze dell'1,8%

Nel mese di marzo i prezzi all'ingrosso sulla piazza di Bari dell'olio extravergine di oliva restano inchiodati, fenomeno al quale si accompagna la crescita delle giacenze sul territorio nazionale di fine febbraio su base mensile, rese note a metà di marzo. Un dato, quello della crescita delle giacenze, che non deprime il mercato all'ingrosso, ma che - trainato dalle importazioni - incide negativamente sui prezzi all'origine lì dove le scorte sono più elevate e la produzione locale è maggiore: in Puglia. Stabili invece le quotazioni in Calabria e Sicilia.
 

Borsa merci di Bari, prezzi fermi da mesi

Ieri, 30 marzo 2021, la Commissione olio della Borsa merci di Bari ha fissato l'olio extravergine di oliva con acidità massima dello 0,4%, a 4,70 euro al chilogrammo sui minimi ed a 4,90 euro sui massimi, registrando stabilità sulle precedenti sedute dal 15 dicembre 2020 in avanti.

Parimenti, l'olio Evo con acidità massima dello 0,8% è stato fissato a 4,10 euro sui minimi ed a 4,30 euro sui massimi, registrando stabilità sulle precedenti sedute dal 2 febbraio in poi. La Commissione olio ieri ha rilevato i prezzi per l'olio extravergine biologico a 5,00 euro al chilogrammo sui minimi e 5,20 euro sui massimi, stabile sulle precedenti sedute dal 12 gennaio 2021. Continua invece a non essere quotato l'extravergine Dop Terra di Bari.
 

Giacenze di Evo in aumento su base mensile

Le giacenze di olio extravergine di oliva sul territorio nazionale al 28 febbraio scorso sono pari a 259.700 tonnellate secondo Frantoio Italia n 2, pubblicato a metà marzo. E registrano un incremento del 4,12% su gennaio, in accelerazione rispetto al mese precedente, pure in crescita, ma solo del +3,39%.

L'incremento delle giacenze di fine febbraio è stato determinato soprattutto da un ulteriore aumento di quelle originate dalle importazioni Ue, cresciute di 16.300 tonnellate in un mese (+18,60%), passate dalle 87.676 tonnelate di fine gennaio alle 103.976 di fine febbraio. Mentre risultano in calo le giacenze di Evo di produzione nazionale, passate dalle 148.705 tonnellate. del 31 gennaio alle 140.798 tonnellate di fine febbraio (-5,32%) che sono così diminuite di 7.907 tonnellate.

Marginale il ruolo delle giacenze di oli Evo extracomunitari, comunque cresciute di 807 tonnellate (+11%), poco meno delle giacenze di oli Evo blend che hanno accumulato altre 1.068 tonnellate di scorte (+18,64%).

In compenso le giacenze in Italia di olio Evo, al 28 febbraio 2021, sono scese sotto il livello di quelle del 29 febbraio 2020 del 1,8%, che si erano attestate a 264.356 tonnellate. Ancora meglio stanno le cose in questo caso se si guardano i valori delle giacenze di Evo nazionale dello scorso anno: erano 173.787 tonnellate e al 28 febbraio 2021 se ne contano 140.798, ben il 19% in meno rispetto ad un anno fa.
 

Prezzi all'origine in calo, ma solo in Puglia

Ecco i prezzi medi all'origine per piazza dell'olio extravergine di olive rilevati da Ismea "franco azienda" ed Iva esclusa tra il 22 ed il 30 marzo in un raffronto con gli ultimi rilevati dall'Istituto tra il ed il 9 marzo e pubblicati lo scorso 10 marzo da AgroNotizie.

In Puglia i prezzi nel frattempo sono calati, ma non sempre e dovunque. Il 25 marzo Ismea ha rilevato a Foggia un prezzo medio di 4,45 euro al chilogrammo, in calo sulla settimana precedente e sulla quotazione del 4 marzo di 10 centesimi (-2,2%), quando il prodotto era ancora stimato a 4,55 euro. La piazza di Foggia dal 18 febbraio - quando era stata rilevata a 4,60 euro, perde ben 15 centesimi al chilo (-3,3%).

A Bari il prezzo medio dell'extravergine rilevato da Ismea il 22 marzo scorso è di 4,65 euro al chilogrammo, stabile sulla settimana precedente, ma in ulteriore calo di 10 centesimi sul primo marzo, quando era attestato a 4,75 euro (-2,1%). Rispetto al 15 febbraio in realtà la piazza di Bari, che era attestata a 4,80 euro al chilogrammo, perde 15 centesimi al chilogrammo (-3,10%).

Le piazze del Salento - tutte rilevate da Ismea lo scorso 25 marzo - non riportano più gli stessi prezzi. A Brindisi si segnala un prezzo medio per l'Evo di 4,50 euro al chilo, in calo di 5 centesimi (-1,1%) sulla settimana precedente e sulla stessa quotazione di 4,55 euro al chilogrammo del 4 marzo scorso, quando invece si presentava in crescita di 10 centesimi (+ 2,2%) sulla settimana ancora precedente.
Le altre piazze salentine di Lecce e Taranto invece restano invariate a 4,55 euro, conservando i guadagni dell'ultima settimana di febbraio.

In Calabria il 25 marzo scorso per l'Evo da produttore le piazze di Cosenza, Rossano Calabro, Lamezia Terme e Catanzaro segnano un prezzo medio all'origine di 4,85 euro al chilogrammo, presentandosi stabili sulla settimana precedente e sul 4 marzo scorso.
In realtà queste piazze sono stabili dal 25 febbraio, data dell'ultimo rialzo di 10 centesimi sul 18 febbraio e si mantengono sui massimi raggiunti in questa campagna commerciale.

In Sicilia - a Palermo e a Trapani - i prezzi risultano stabili ieri, 30 marzo 2021, sulla settimana precedente, pervenendo a quotazione media di 4,90 euro al chilogrammo, valore che in realtà persiste dal 23 febbraio. Stabile anche l'Evo a Ragusa che tra il 2 febbraio ed il 23 marzo resta invariato a 5,50 euro al chilo.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: import/export olio prezzi mercati olivicoltura

Temi caldi: Prezzo dell'extravergine

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